Letti i racconti scritti dalle classi 2° e ispirati agli antichi proprietari della Villa

Inviato da Maurizio Rizzo il Lun, 27/05/2019 - 09:26
Gli studenti che hanno preso parte all'iniziativa insieme alle insegnanti, a Marta Comi del Consorzio Villa Greppi e alla dirigente scolastica Anna Maria Beretta (prima da sinistra)

Il maltempo ha confinato quello che doveva essere un evento itinerante per Villa Greppi nel sottogranaio, ma l'incontro che prevedeva la lettura di brani originali scritti da alcuni ragazzi delle seconde dell'istituto (indirizzi linguistico e scienze umane) che hanno aderito ha centrato comunque il suo obiettivo: presentare il risultato finale di un lavoro frutto del connubio tra la fantasia e la ricerca sulla storia locale, prendendo un po' a modello il modus operandi manzoniano nei Promessi Sposi (come suggerito dalla professoressa Rossella Gattinoni).
"Tutto è nato da un progetto ministeriale finanziato con fondi europei per incentivare le competenze di base, in questo caso di scrittura. Abbiamo recuperato un po' di studenti che con fatica hanno lavorato intensamente al pomeriggio e abbiamo cercato di aprire le finestre della scuola alla Villa per studiarne la storia di chi ci ha vissuto" ha spiegato Gattinoni, che ha portato avanti l'iniziativa assieme alla collega Anna Rosa Besana.

I diversi racconti, presentati nel tardo pomeriggio del 25 maggio, hanno come protagonisti i Greppi, famiglia di nobili milanesi che trascorrevano il tradizionale periodo di villeggiatura proprio nella residenza di Monticello (molte informazioni sono state ricavate dall'archivio grazie all'ausilio di Laura Caspani, responsabile del fondo Greppi). Ma quello che ha colpito senz'altro nei racconti dei ragazzi è stato l'approfondimento introspettivo dei personaggi che ha donato loro spessore narrativo, nelle pagine si coglie un processo di autoscoperta del personaggio stesso che arriva a conoscersi gradualmente insieme all'autore che su di lui indaga.

I continui riferimenti agli spazi della villa, assieme -perché no?- a qualche elemento anacronistico (come una sensibilità e una mentalità moderne date ai protagonisti delle vicende) hanno contribuito a creare una forte carica evocativa che ha reso possibile un avvicinamento empatico dell'auditorio coi protagonisti delle vicende fittizie narrate.
Gustosa è stata anche la ripresa di topoi quali il momento del tè, la presenza capillare della servitù e i matrimoni combinati che, inseriti senza traccia di pedanteria, hanno avuto il merito di rievocare efficacemente il mondo della nobiltà di allora.


 

Relazione con la stampa: 
Prof.sse Annarosa Besana e Rossella Gattinoni