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Aggiornato: 3 ore 19 min fa

Oggiono: risorse in arrivo per la scuola Diaz. La maggioranza approva il rendiconto 2019

Mar, 30/06/2020 - 14:01
Nella serata di lunedì 29 giugno è tornato a riunirsi il consiglio comunale di Oggiono. Per la prima volta in seduta «pubblica» da quando è iniziata la pandemia. Un ritorno alla normalità che è stato salutato con favore dal sindaco Chiara Narciso che ha ringraziato tutti coloro che negli scorsi mesi hanno collaborato alla realizzazione e partecipato ai consigli comunali tenutesi "a distanza". «Mi auguro che si possa ripristinare definitivamente il consiglio comunale in presenza che favorisce il dibattito e il confronto» ha rimarcato il primo cittadino in apertura della seduta.L'attenzione dell'aula si è spostata poi su alcune comunicazioni che lo stesso sindaco ha notificato ai consiglieri comunali e ai presenti. Informazioni che riguardano una serie di trasferimenti economici, attuati da organi superiori, di cui la città beneficerà nelle prossime settimane e mesi.I banchi della maggioranzaA partire da 18mila euro destinati alla realizzazione dei centri estivi «circa la metà di quanto l'amministrazione ha messo a disposizione» ha spiegato il sindaco. Fondi - ha chiarito il sindaco nel ricordare il complicato lavoro delle scorse settimane per realizzare l'iniziativa - che sono stati destinati sia per la realizzazione sia del centro estivo realizzato dal comune in collaborazione con l'oratorio sia per quello organizzato dalle scuole dell'infanzia.Ulteriori 60mila euro arriveranno nelle casse comunali per la messa in sicurezza antincendio della scuola primaria Diaz. Le risorse sono state ottenute grazie a fondi ministeriali richiesti dal comune nel giugno del 2019. Per ampliare gli spazi scolastici, in vista della ripresa delle lezioni a settembre con le nuove normative per contenere la diffusione del Covid-19, dovrebbero arrivare al comune circa 40mila euro. Verranno utilizzati per la creazione di due nuove aule sempre presso la scuola Diaz.L'ultima nota nel sindaco ha riguardato invece aspetti politici. A seguito della nomina a vicesindaco di Michele Negri - in precedenza capogruppo di maggioranza - i consiglieri di "Insieme per Oggiono" hanno scelto di nominare Claudio Castelli nuovo capogruppo.Da sinistra l'assessore Crippa, il sindaco Narciso, il segretario Motolese e l'assessore NegriGli amministratori hanno passato poi in rassegna il Bilancio dell'esercizio 2019. Nadia Crippa - assessore alle Finanze - ha ricostruito in modo dettagliato il quadro economico dello scorso anno. È pari a 2milioni e 600mila euro l'avanzo di amministrazione registrato a fine del 2019, di cui però 1milone e 700mila derivante da avanzi di amministrazioni precedenti. Costante dal 2015 il calo dell'indebitamento che è passato da 5miloni e 200mila euro a 3milioni e 700mila euro, assestando il rapporto fra interessi ed entrate correnti al 2,38%, ben al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge. Sostanzialmente stabili le risorse in ingresso nelle casse comunali, pari a 6milioni e 645mila euro, di cui 4milioni e 666mila provenienti da tributi. Dal lato delle uscite ammontano a 2milioni e 781mila euro le spese per prestazioni di servizi e 1milione e 445mila il costo del personale alle dipendenze del comune.Il consigliere di minoranza Ferdinando Pucci CeresaIl primo cittadino ha ricordato le principali opere pubbliche avviate durante l'anno 2019. Circa una ventina gli interventi attivati sul territorio che spaziano dalla sistemazione degli edifici scolastici alla messa in sicurezza della viabilità. Molti dei quali, come specificato dallo stesso sindaco, sono stati predisposti dalla precedente amministrazione Ferrari e portati a termine dalla nuova maggioranza dopo le elezioni, in alcuni casi con implementazioni e modifiche.Proprio sugli interventi attuati ha posto l'accento Ferdinando Ceresa. Il consigliere della Lega ha sottolineato come molte delle opere realizzate dall'amministrazione Narciso siano state in realtà avviate dalla precedente maggioranza di centro destra guidata dal sindaco Ferrari. Proprio per questo motivo, e per coerenza, Ceresa ha annunciato un voto di astensione.Il neocapogruppo di maggioranza Claudio Castelli ha elogiato tutti coloro che si sono impegnati, nei mesi del 2019 dopo che la giunta Narciso si è insediata, per il lavoro effettuato e l'impegno profuso nel «comprendere, ottimizzare e far lavorare al meglio la macchina amministrativa secondo i nostri criteri».Il consigliere di minoranza Debora AcerbiUn parere negativo è invece giunto dal consigliere Debora Acerbi - del gruppo di minoranza "Per Oggiono" - che ha criticato i risultati economici dell'amministrazione.Il rendiconto di Bilancio 2019 è stato quindi approvato con i voti favorevoli della maggioranza.

Bulciago: questo pomeriggio manutenzione alle sirene della Sicor

Mar, 30/06/2020 - 12:37
Il Comune di Bulciago rende noto che nel pomeriggio di oggi, martedì 30 giugno, verrà svolta la periodica manutenzione sulle sirene di allarme per la segnalazione emergenza della ditta Sicor (ex Teva). Si tratta di una attività pianificata quindi non da considerarsi come rischio.

Missaglia: ''2000 per te'' in lutto per la morte dell'amico e benefattore Renzo Sala

Mar, 30/06/2020 - 12:14
Renzo SalaLa ''2000 per te'' di Missaglia in lutto per la scomparsa di un grande amico e benefattore del sodalizio. Si è spento a 90 anni Renzo Sala: una figura di riferimento per i volontari dell'associazione presieduta da Cristiano Cavaleri, che nella giornata di lunedì hanno presenziato alle esequie celebrate a Palazzo Pignano, il comune in provincia di Cremona dove l'imprenditore da anni ormai in pensione, si era stabilito. La salma di Sala invece, è stata tumulata nel cimitero di Tabiago di Nibionno, dove riposano i familiari più stretti.''Ci eravamo conosciuti intorno al 2005 nel periodo in cui Renzo era tornato a vivere a Missaglia e aveva espresso il desiderio di effettuare una donazione nel ricordo della figlia che era venuta a mancare'' ci ha detto il presidente. ''Negli anni ci ha ulteriormente sostenuti sia a livello economico, sia morale e con lui è nato un rapporto di amicizia e stima reciproci. Abbiamo trascorso tanti momenti insieme, che non dimenticheremo. Il suo aiuto è stato decisivo per la crescita della nostra associazione''.Renzo Sala è stato un benefattore non soltanto per la ''2000 per te'', ma anche per altre realtà associative del territorio. Una presenza dunque, che ha saputo lasciare un segno grande, come testimoniano le parole riportate nello scritto di cui i volontari missagliesi hanno dato lettura durante le esequie:Carissimo Renzo,ricordo ancora quando come Associazione “2000 per te” abbiamo conosciuto te e Margherita: grazie ad una conoscenza comune, ma del tutto casuale, ci eravamo incontrati nella nostra vecchia sede. Era il Sabato Santo della Santa Pasqua 2005, un giorno particolare dell’anno, diverso da tutti gli altri perché Dio, in quel giorno, è in silenzio per farci capire come, senza la Sua presenza, il mondo in cui viviamo sarebbe spoglio e piatto, senza senso. Eppure, in un giorno come quello, ci eravamo incontrati per soddisfare un tuo desiderio di generosità: avevi pensato ad un gesto che nascondeva un amore infinito per la tua adorata figlia Renata Augusta che non ti eri rassegnato a perdere e che volevi continuasse a vivere nel ricordo di tanta gente, che l’avesse conosciuta o meno, attraverso i servizi della nostra associazione. Voleviche i nostri mezzi portassero aiuto alle persone bisognose nel nome di tua figlia.E per fare questo, insieme alla cara Margherita, sei stato prodigo e magnanime nei nostri confronti!Per cercare di organizzare al meglio le cose ci eravamo incontrati più volte dopo che ci eravamo conosciuti ed ogni volta era una sorpresa constatare quanto tenessi a questa tua idea: per noi questa sorpresa si trasformava in uno stimolo a fare sempre meglio. A quei tempi eravamo un’associazione giovane nata, come dice il nostro nome, nell’anno 2000: per noi avere la certezza economica di poter svolgere lanostra attività è stato senza dubbio un aspetto fondamentale nella nostra crescita.Negli anni successivi abbiamo continuato a vederci e a sentirci, non solo a Missaglia dove tutto è iniziato. Fino a che le forze ti hanno sostenuto abbiamo anche vissuto momenti felici e spensierati, al mare e alle cene sociali. Poi ci siamo affidati alle cure e all’amore che sempre ti ha riservato Margherita: in mezzo a mille tribolazioni, non ti ha mai lasciato solo, nemmeno un minuto, e mi piace pensare che questo sia stato un piccolo premio che ti sei meritato per quello che hai fatto su questa Terra.Il premio più importante, però, quello per il quale la vita merita di essere spesa per gli altri, è quello che ti è stato certamente riservato in Cielo, dove rivedrai tutte le persone amate a cominciare da Renata Augusta e da dove, ne siamo certi, continuerai ad aiutare noi e le persone che ora ti piangono.Le lacrime però non dureranno a lungo e presto si asciugheranno: il Sabato Santo del nostro incontro si è ormai trasformato nella Pasqua infinita che vivremo un giorno e per sempre in Cielo, tutti quanti insieme.Ciao Renzo e grazie per tutto quello che hai fatto per l'associazione!Palazzo Pignano, 29 giugno 2020 Il Presidente Associazione ''2000 per te''

Monticello: la comunità riunita al cimitero nella messa in ricordo delle vittime del Covid

Mar, 30/06/2020 - 10:30
Una messa dedicata alle vittime del Coronavirus quella che si è celebrata lunedì 29 giugno alle ore 20.30 presso il cimitero di Monticello. Alla celebrazione ha preso parte l'intera comunità monticellese, accompagnata dai rappresentanti dei gruppi Alpini di Monticello e Torrevilla, dai volontari dell'AMAS, dall'associazione nazionale carabinieri, dai bersaglieri e dai rappresentanti dell'Avis Besana. Non mancavano naturalmente le autorità: il sindaco Alessandra Hofmann, i comandanti della polizia locale e della stazione dei carabinieri di Casatenovo - Cristina Corti e il maresciallo Christian Cucciniello - e la presidente della casa di riposo di Monticello, Laura Scaccabarozzi.La celebrazione, presieduta dal parroco don Marco Crippa, aveva lo scopo di ricordare e commemorare tutte le vittime del Covid, che hanno perso la vita senza che i propri cari potessero rivolgere loro un ultimo saluto.Particolarmente sentita è stata l'omelia pronunciata dal sacerdote, il quale ha espresso un pensiero profondo rivolto a tutti coloro che se ne sono andati. ''Quando le campane suonano l'agonia con i loro rintocchi malinconici e inconfondibili spesso viene da chiederci chi sia morto, e in quella domanda risiede la curiosità di sapere, ma allo stesso tempo anche la consapevolezza - e il suono delle campane lo racconta bene - che la morte non è un fatto privato, non riguarda solo chi va e i pochi parenti, ma riguarda l'intera comunità. Quel suono, con il suo ripetersi cadenzato e lento e solenne dell'agonia che si diffonde per il paese, invita alla preghiera, ci annuncia che qualcuno è andato, annuncia un evento misterioso che richiede solennità e rispetto, ma allo stesso tempo riguarda anche il mistero stesso della vita. Quel suono ci dice anche che qualcuno è rimasto, e che quel qualcuno ha bisogno di essere accompagnato, ha bisogno di qualcuno che gli si stia accanto per rendere un po' meno insopportabile il distacco, per alleggerire il dolore, per condividere e forse ancora prima per vivere il lutto" ha detto il sacerdote. "Solo insieme possiamo affrontare ciò che agli occhi degli uomini è solo una perdita. Elaborare un lutto significa anche condividerlo, ed è quello che non abbiamo potuto fare. Noi non abbiamo potuto fare il funerale, la messa, l'eucarestia... ma molte altre cose ci sono state negate, come la possibilità di essere accanto a chi è andato, di rivolgere un'ultima parola e tenere una mano a chi andava e soprattutto la possibilità di rimanere accanto al corpo di chi, a distanza di poco, non avremmo più visto". "Mi auguro che ci sia tempo di condividere tutto il resto che ci è mancato, e di farlo nella luce del Signore Risorto, perchè se non ci fosse lui ad accompagnarci qui, entrare in questo luogo, sarebbe come entrare nel vuoto, e invece i nostri defunti sono stati creati da Dio per tornare a lui. Proprio per questo noi siamo qui, per lasciare che il Signore porti la consolazione nel nostro cuore ricordandoci di chi in quei giorni abbiamo salutato. L'amore arriva fino alla morte ma è più forte, chiediamo a Dio quindi di custodire nel cuore di chi ama coloro che non sono più qui con noi" ha aggiunto il sacerdote. Don Marco ha poi ringraziato tutti i presenti, le autorità e le associazioni del territorio: ''oggi noi siamo qui per dire come comunità che ogni morte, ogni lutto ci riguarda, perchè tutti coloro che sono andati hanno contribuito alla costruzione della nostra comunità, e noi dobbiamo a loro un grazie".Il sacerdote ha preferito non pronunciare i nomi delle vittime del virus, ma ha chiesto ad ognuno dei presenti di crearsi un proprio elenco nel cuore, che risultasse più grato e sincero. Alla fine della celebrazione è poi stata letta "la Preghiera dell'Alpino" seguita da un minuto di silenzio nel ricordo delle vittime. "È stata una messa particolarmente sentita, io e don Marco per tre mesi siamo stati coloro che hanno dovuto rappresentare sempre la comunità, ma vedere come quest'ultima, composta non solo dai parenti delle vittime ma anche da tutti gli altri cittadini, si è stretta questa sera per ricordare le vittime, è stato davvero toccante, e questo mi ha fatto davvero tanto piacere" ha dichiarato il sindaco Alessandra Hofmann.

Molteno: tentativo di furto alla stazione di servizio ENI sulla superstrada 36

Mar, 30/06/2020 - 08:46
Tentativo di furto l'altra notte ai danni della stazione di servizio Eni di Molteno, il distributore di carburante situato sulla superstrada 36 in direzione Milano.Un ingnoto malvivente ha infatti cercato di mettere a segno un colpo, forzando una delle colonnine del self-service, quella nella quale si inseriscono le banconote per poi fare rifornimento, negli orari di chiusura al pubblico dell'esercizio.Dopo aver raggiunto l'area sfruttando la strada parallela alla ss36, il ladro si sarebbe diretto verso la struttura nel tentativo di forzarla, ma il sistema di allarme attivatosi, lo ha spinto a battere in ritirata. Sul posto si sono precipitati immediatamente le guardie giurate di un istituto di vigilanza privato, i carabinieri e il gestore della stazione di servizio, ma del ladro non vi era già più traccia. La colonnina sino alla serata di lunedì risultava temporaneamente fuori uso, mentre sono in corso le indagini per risalire all'identità dell'autore del tentato colpo, grazie anche alle immagini del sistema di videosorveglianza.Immagini a cura di Edoardo Terraneo

Costa: riaperti i parchi gioco, ma con il rispetto delle regole

Mar, 30/06/2020 - 08:44
Da questa mattina, martedì 30 giugno, riapriranno i parchi gioco a Costa Masnaga. I bambini potranno tornare a divertirsi nei parchi pubblici, senza dimenticare l'attenzione che c'è stata in questi mesi per ridurre al massimo il contagio da Coronavirus. Porta aperte quindi a Macholandia, al parco tra via Verdi e via Marconi, al parco di Brenno vicino alla pista ciclabile, a Brascesco e a quello in via Manzoni: saranno aperti al mattino secondo i consueti orari. Come dicevamo, l'accesso è libero, ma occorre seguire alcune regole. La mascherina sarà obbligatoria per i bambini a partire dai 6 anni e bisognerà rispettare la distanza di un metro. "I piccoli potranno essere accompagnati dai genitori che hanno la responsabilità dei bambini. Bisognerà evitare gli assembramenti e su questo ci saranno dei controlli" hanno riferito dal comune. "I giochi e i bagni verrano puliti e sanificati ogni giorno. L'attenzione dovrà essere massima da parte dei fruitori: se su un gioco c'è già un bambino, un altro non dovrà salire".

Barzanò: la comunità si è stretta nell’addio al dottor Livio Pucciarelli

Lun, 29/06/2020 - 19:36
In tantissimi si sono radunati questo pomeriggio presso l'oratorio Paolo VI a Barzanò per dare l'ultimo saluto al dottor Livio Pucciarelli, stimato medico di base e dentista con un trascorso politico in Comune e molto noto e apprezzato nel territorio. Alcune immagini delle esequie funebri celebrate oggi pomeriggio e sotto il dottor PucciarelliIl barzanese - originario della provincia di Salerno - si è spento nei giorni scorsi all'età di 82 anni e questo pomeriggio alle ore 15 si è svolta la cerimonia funebre aperta alla comunità nel rispetto delle misure anti-contagio da Covid-19. La funzione è stata celebrata dal parroco don Renato Cameroni, il quale durante l'omelia ha invitato i fedeli, ma soprattutto i parenti e gli amici presenti, a festeggiare questo giorno come il momento della ricongiunzione del fratello Livio al Signore. Il parroco don Renato Cameroni"Possiamo pensare quest'oggi che Livio sia esattamente dove deve essere, e cioè nella casa del Signore che lo ha accolto con la gioia e la festa tipica di chi riabbraccia il proprio figlio. Il nostro fratello Livio con la sua professione di medico ha scelto di rendersi disponibile a dare una mano a tutti coloro che gli hanno chiesto aiuto, prendendosi cura della loro malattia. Il suo impegno professionale testimonia però anche la sua fede nella vita eterna perché è solo credendo nella Salvezza di Dio che si da un senso alla vita di tutti i giorni, preservandola e conservandola attraverso la cura della propria salute. La professione di Livio gli ha quindi permesso di essere in pace con se stesso e soprattutto nella relazione con Dio. In questo momento rendiamo grazie a Dio di poter essere vicino a coloro che, amandolo quotidianamente, lo hanno sostenuto nella sua vita terrena. Penso alla moglie, alle tre figlie, ai nipoti e a tutti coloro che in un modo o nell'altro si sono comunque presi cura di lui" ha detto il parroco. Presso il palazzetto dell'oratorio Paolo VI si sono radunati davvero in tanti per salutare l'uomo - in servizio in passato anche all'ospedale di Erba - a testimonianza della sua notorietà che ha saputo andare oltre il lato professionale e che si è concretizzata attraverso l'impegno civico e solidale. Consigliere comunale a Barzanò e Cremella per un mandato, Livio Pucciarelli era anche molto attivo nel mondo del volontariato; fra le sue principali esperienze, si ricorda quello di consigliere presso la casa di riposo Fondazione Nobili di Viganò.

L'ospedale Valduce inaugura l'area chirurgica con 29 posti con letti elettrici

Lun, 29/06/2020 - 19:16
Nuovo reparto di area chirurgica. Ha aperto le porte quest'oggi per il taglio del nastro, ma sarà operativo già dal prossimo 1 luglio, pronto ad accogliere i primi pazienti ricoverati. Al secondo piano dell'ospedale Valduce di Como, alla presenza di autorità e benefattori, è stata inaugurata la nuova area, frutto di una completa riqualificazione del reparto che datava 1968. Chiuso alla fine dello scorso anno, in poco più di sei mesi è stato interamente rinnovato con nuovo pavimento, impianti e camere. L'ospedale non si è fermato nemmeno in piena emergenza Covid: trattandosi di edilizia in ambito sanitario, i lavori sono dunque proseguiti senza sosta. Il taglio del nastroSuor Emanuela Bianchini, madre generale della Congregazione delle suore dell'Addolorata, ha esordito con i saluti agli ospiti, ricordando lo spirito che ogni giorno si coltiva all'interno dell'ospedale: "Ci auguriamo che questo sia da sprone a continuare a camminare sulle orme che madre Giovannina Franchi ha iniziato in via Vitali. Abbiamo cercato di camminare al passo del tempo, seguendo i suoi insegnamenti e facendoci aiutare da persone ben qualificate in modo che il malato fosse servito con gran cuore. L'augurio è che gli ammalati possano trovare la salute fisica nella sua interezza, morale e spirituale. Serve anche una valida collaborazione tra medici e personale perché gli ammalati possano essere serviti con quel gran cuore che la fondatrice desiderava". Il vescovo di Como, Oscar Cantoni, ha sottolineato l'impegno dell'ospedale durante l'emergenza. "Questo è un ospedale cattolico ed è bello che si tenga anche per il futuro questa identità. Non significa cambiare protocolli infermieristici e medici, ma qualificare un certo stile. In prima istanza, l'ospedale non deve finalizzare scopi lucrativi ma essere attento alla persona, che deve essere un fine e non un mezzo. Una logica diversa, fondata sulla centralità della persona in una visione olistica" sono state le parole del Monsignore, che ha invocato lo "stile del buon samaritano": "La persona è ritenuta sacra in ogni sua condizione: fisica, psichica e spirituale. Tanto più una persona è malata, tanto più attende una cura, che deve evitare la politica dello scarto tipica della società corrente. Oltre alle competenze tecniche, c'è la ricchezza dell'umanità che si china con passione sui malati, considerati fratelli e sorelle da accogliere, per servirli in quanto rivelazione del corpo di Cristo. Chiediamo assistenza di Dio perché questo gran cuore, diventi lo stile del buon samaritano che è in ognuno di voi". Al microfono il vescovo Oscar Cantoni e, a destra, la madre Generale suor Manuela BianchiniQuesto reparto rappresenta quel lato di sanità no profit che, anche in un momento difficile come quello attuale, è riuscita a portare avanti un importante investimento, grazie al generoso contributo dei cittadini, rappresentati simbolicamente quest'oggi dal sindaco di Como, Mario Landriscina. La dott.ssa Mariella EnocL'intervento di Mariella Enoc, procuratrice speciale del Valduce, è stato incisivo sotto l'aspetto dei comaschi benefattori che hanno reso possibile la realizzazione di questa nuova area: "Deve esserci un'ottima qualità della sanità perché le persone vogliono essere guarite quando vanno in ospedale. Ci devono essere cura, ricerca, attenzione e capacità di relazione. La cura è un processo terapeutico senza il quale si interrompono i processi di guarigione, ma deve esserci anche un'attenzione alla struttura esterna, nella creazione di un presidio che tutela la privacy, dove si sta bene. Questo è lo sforzo che l'ospedale che sta facendo, ricevendo il conforto dalla città di Como, che si è dimostrata vicina anche nel momento del Covid. Non immaginavo che un ospedale avesse un'attenzione così forte da parte dei comaschi" ha proseguito, concludendo la riflessione. "Sono orgogliosa che questo ospedale, che appartiene alla congregazione delle suore infermiere dell'addolorata, possa continuare a vivere. Perdere questo carisma non è buona cosa. Occorre mantenere qualcosa di diverso tra quello che è del governo e del profit: deve esserci una fascia no profit che deve essere mantenuta". Il dottor Alberto Vannelli, primario di chirurgia del presidio comasco - oncologo con precedente esperienza all'istituto tumori di Milano - ha illustrato il nuovo reparto, accompagnando gli ospiti nel corridoio. "Questo progetto è partito prima del Covid, ma è diventato un progetto del Covid, in quanto quest'esperienza straordinaria ci ha fatto capire che la sanità deve essere ripensata" ha affermato. "Abbiamo pensato a cosa fare per una patologia come la chirurgia che ha risentito in maniera impropria di questo intervallo. Abbiamo continuato a lavorare nonostante le limitazioni, portando avanti un progetto di edilizia sanitaria che avesse come centralità l'assistenza al paziente. L'innovazione è nei lettini elettrici che solitamente sono riservati al paziente cronico: un'idea per il recupero del paziente ma anche per sgravare dai compiti gli operatori sanitari, resa possibile grazie alla vicinanza del territorio che ha riconosciuto all'ospedale un valore". A sinistra, il dottor Alberto VannelliI lettini sono stati acquistati grazie a un service del Rotary Como che, insieme alla fondazione di Como, ha sostenuto materialmente l'intervento. Il reparto, destinato con particolare riguardo alla chirurgia oncologica - alta chirurgia addominale e toracica - è pensato per ospitare 29 pazienti: ci sono undici camere doppie e sette per interventi in solvenza, con ampi spazi e un bagno dedicato. L'investimento per questo tipo di riqualificazione ammonta a circa 2 milioni di euro. Un progetto a cui hanno partecipato gli stessi cittadini della città, che ora vedono tornare alla collettività l'offerta di una nuova dimensione di accoglienza per la cura.

Luna a Missaglia

Lun, 29/06/2020 - 18:10
Luna fotografata da Missaglia da Matteopictures, un ragazzo di 14 anni che risiede in paese.

Serve un Patto per l'ospedale di Merate più del polo della scienza

Lun, 29/06/2020 - 17:58
Angelo BaiguiniSta lentamente calando il sipario sull'emergenza Covid-19 e, seppur tenendo le dita incrociate, mi sento di dire che la situazione è ormai avviata verso la normalità o comunque, il peggio è passato. Anche all'interno dell'ospedale Mandic l'opera di riconversione dei reparti alla loro originaria vocazione è ormai conclusa, al punto che a breve la struttura verrà dichiarata “covid free”.Presto quindi torneremo a fare i conti con i problemi di sempre del nostro ospedale, gli stessi che avevamo messo da parte quando la struttura sanitaria è stata investita dall'emergenza Coronavirus.La drammatica esperienza che abbiamo vissuto negli scorsi mesi ha però in qualche modo mutato il sentimento dei cittadini, nei confronti del presidio ospedaliero, ma soprattutto rispetto a quanti ci lavorano. A conferma che la percezione e l'importanza che attribuiamo ad alcuni servizi viaggia di pari passo con il livello dei nostri bisogni. Questo vale per la sanità quando siamo malati, ma anche per le Forze dell'ordine quando subiamo un furto e per i Vigili del fuoco quando scoppia un incendio.Nel caso dell'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate potremmo dire che l'interesse attorno al presidio è stato in questi mesi legato a doppio filo al numero dei contagi da Covid-19 e quindi, per fortuna, è ormai prossimo allo zero.Non è così per noi. Questo giornale da sempre tiene accesi i riflettori sul presidio sanitario di Merate, perché siamo consapevoli dell'importanza e del valore che la struttura rappresenta per il territorio e per chi ci abita. E siamo altrettanto convinti che una politica aziendale esasperata che si pone come unico obiettivo il rispetto dei budget, finirebbe per “strangolare” il nostro nosocomio.Recentemente, mio malgrado, ho dovuto ricorrere al nostro ospedale per motivi di salute. Per una volta mi sono quindi trovato dalla parte del paziente.Mi sono rivolto al Pronto soccorso per un piccolo problema che ritenevo addirittura banale. Di parere opposto il mio medico, la dottoressa Maria Ines Riva, che ha invece insistito perché mi sottoponessi a degli accertamenti. Neanche a dirlo, ha avuto ragione lei...E così un sabato pomeriggio ho varcato la soglia del Pronto Soccorso, convinto che me ne sarei tornato a casa da lì a poco. In realtà nel giro di un paio d'ore sono stato sottoposto agli accertamenti di routine: pressione, saturazione eccetera... seguiti da un prelievo di sangue venoso e uno arterioso, una Tac alla testa e una radiografia toracica, a cui si è aggiunto l'inevitabile tampone Covid. La cosa che più mi ha impressionato - per certi versi anche preoccupato vista la solerzia degli operatori che mi ha portato a pensare che il “problemino” fosse più grave di quanto immaginassi - è stato il fatto che in brevissimo tempo erano disponibili gli esiti degli accertamenti, ad eccezione dell'esito del tampone ovviamente, che è arrivato solo il giorno successivo. Meno di tre ore dopo il mio arrivo in ospedale l'intero quadro clinico veniva valutato dal neurologo appositamente chiamato dal reparto. Tutti gli accertamenti effettuati non segnalavano nulla di anomalo, quindi... persistendo ancora il disturbo, contrariamente a quello che credevo, la dottoressa ha deciso di ricoverarmi in Neurologia. La degenza è durata quasi due settimane, trascorse in camera singola dalla quale non potevo uscire per nessun motivo e neppure ricevere visite dall'esterno. Sono state due settimane durante le quali ho avuto modo di apprezzare il funzionamento del reparto di Neurologia, diretto dal primario dottor Lorenzo Lorusso. Ho toccato con mano l'attenzione, la professionalità e la meticolosità dei medici dello staff, ma anche di infermieri e oss. Due giorni dopo il ricovero una Risonanza magnetica ha confermato quello che i dottori probabilmente già avevano intuito: c'era un piccolo trombo alla testa. Non voglio dilungarmi sulle mie condizioni, il fatto che sia qui a scrivere è la miglior dimostrazione della positiva evoluzione della vicenda. Questa esperienza mi ha però permesso di scoprire un ospedale che non conoscevo, un patrimonio umano fatto di competenze, di una meticolosa organizzazione, ma anche di tanta cortesia e comprensione.Chi sosteneva che l'emergenza Covid-19 ci avrebbe resi più umani e compassionevoli, tra i reparti del Mandic potrebbe trovarne la conferma. “Il clima” era così anche prima della pandemia, mi è stato assicurato.Tutto questo mi ha permesso di mettere a fuoco meglio la situazione del nostro Ospedale.Non abbiamo mai fatto mistero dei timori per il futuro del presidio, come non abbiamo mai lesinato critiche, anche aspre per usare un eufemismo, su una gestione che consideriamo troppo spesso “Leccocentrica”. Neppure esitato ad incrociare il fioretto con l'attuale dirigenza e in alcuni casi, quando è stato necessario, siamo ricorsi anche alla clava. La domanda resta sempre però la stessa: cosa possiamo fare per migliorare il nostro ospedale, ma soprattutto evitare un lento ma costante impoverimento in termini di servizi e risorse umane?Se devo essere sincero fino in fondo, il tarlo si è insinuato nella mia mente dopo una chiacchierata con la dottoressa Valentina Bettamio, direttore medico del Mandic in servizio dallo scorso febbraio. Parlando del Pronto soccorso la dottoressa mi ha confidato l'intenzione - che mi auguro corrisponda anche ad una precisa volontà - di superare i cronici problemi del Ps rendendolo inoltre “attrattivo” per medici e operatori sanitari. Infatti è risaputo che il nostro ospedale, come tanti altri purtroppo, soffre di una cronica carenza di medici di Pronto soccorso e di anestesisti. L’attuazione del progetto di ampliamento di cui si parla di anni, potrebbe rappresentare un primo passo.Le emergenze odierne sono la carenza di medici in Pronto soccorso e la mancanza di anestesisti. Per questi ultimi la prima soluzione avrebbe potuto essere quella di non far scappare quelli che ci lavoravano. I numeri dicono che purtroppo la gestione non è stata delle migliori, essendo oltre una ventina quelli che armi e bagagli sono andati a lavorare altrove. Siamo infatti arrivati al punto che oggi l'Azienda sanitaria ha dovuto ricorrere ad una cooperativa che fornisce anestesisti pagati a gettone, per garantire il funzionamento delle sale operatorie.In Pronto soccorso le cose non vanno certo meglio, nel reparto diretto dal dottor Giovanni Bonocore, il turnover è elevato e raggiunge livelli preoccupanti.Quindi la domanda è: come si rende un ospedale “attrattivo”? Evito volutamente di addentrarmi in aspetti sanitari e scientifici di cui non ho certo la competenza. Ma il territorio Meratese, a cui l'ospedale Mandic appartiene a pieno titolo, essendo stato finanziato in gran parte da numerosi benefattori, può rendere in qualche modo “attrattivo” il presidio e favorire la fidelizzazione di chi ci opera? Io sono convinto di sì, ma è necessario un “Patto per il Mandic”. In passato ci avevamo provato con un'associazione, gli “Amici del Mandic” che ho anche avuto l'onore di presiedere. Ma ci siamo dovuti arrendere e renderci conto che le buone intenzioni non bastano.Il nostro ospedale ha però bisogno di un'azione di sostegno da parte del territorio, lasciando la gestione sanitaria a chi compete, senza per questo rinunciare ad una partecipazione attiva sull’organizzazione generale.Sarebbe necessario che una figura pubblica promuovesse un Comitato di sostegno della struttura, chiamando enti, istituzioni, associazioni e privati a sottoscrivere un “Patto per il Mandic”.Quale dovrebbe essere il ruolo del Comitato è presto detto: dovrebbe promuove tutte quelle iniziative ritenute utili e necessarie per rendere il nostro ospedale “attrattivo” per medici e operatori sanitari in genere. Potrebbe ad esempio mettere a disposizione alloggi per giovani medici e infermieri, che a parità di costo oggi preferiscono vivere e lavorare a Milano, piuttosto che a Monza; potrebbe istituire Borse di studio per medici e ricercatori, potrebbe promuovere collaborazioni con Università e centri di ricerca scientifica, favorire progetti di specializzazione... Poche cose certo, ma concrete, che proietterebbero sul nostro ospedale una nuova luce, rendendolo una struttura dinamica e “attrattiva”.Certo, si renderebbero necessari degli investimenti, ma i Meratesi sono famosi per la loro generosità in particolare a favore del Mandic... Sono anche certo che potremo contare anche sugli stakeholder del territorio e anche le varie Fondazioni che già operano sul territorio potrebbero dare un significativo contributo.Se vogliamo che questo nostro “gioiello”, sopravvissuto allo tsunami del Covid possa resistere agli uragani che si intravedono all'orizzonte della sanità in Lombardia, è necessario rimboccarsi le maniche.Un ruolo attivo e di sostegno al Mandic finirebbe in qualche modo per “condizionare” positivamente la dirigenza dell'Azienda lecchese a favore del nostro ospedale, che non potrebbe ignorare il parere di chi “investe” sulla struttura sanitaria di largo Mandic.Sfogliando il programma elettorale di “Più Prospettiva - Panzeri sindaco”, cosa che dovrebbero fare periodicamente tutti i cittadini di Merate, mi sono imbattuto nella “promessa” di costituire un “Polo della scienza”, attraverso la realizzazione di una rete che coinvolga l'Osservatorio astronomico, le Università, la Regione, enti e Fondazioni.Forse, vista la situazione, le stelle possono attendere. In questo momento il territorio ha più bisogno di un “Polo della sanità”.Chi intende raccogliere la sfida quindi non deve far altro che farsi avanti...

Monticello: approvato il bilancio 2019 della RSA. Si spera di riattivare a breve gli ingressi

Lun, 29/06/2020 - 17:34
Il sindaco Alessandra Hofmannin un'immagine di repertorioÈ stato approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Monticello, il conto consuntivo 2019 della Casa di Riposo. Ad illustrare i dati è stato il sindaco Alessandra Hofmann, che ha iniziato col dire che l'anno scorso si è chiuso per la struttura con un utile di 6.000 euro che avrà ovviamente un impatto anche sul bilancio comunale. Le quote maggiori delle entrate sono state dovute principalmente alle rette degli ospiti, circa 2 milioni e 600.000 euro, ai posti autorizzati per 155.000 euro e al trasferimento regionale di circa 1 milione di euro. I proventi del servizio di assistenza a domicilio sono invece ammontati a 78.000 euro mentre l'erogazione giornaliera dei pasti esterni ha incassato 38.000 euro e rispetto all'anno precedente il servizio viene ora offerto solo ai residenti di Monticello, che oggi sono 17 utenti. Si è poi verificato un declassamento dei trasferimenti regionali di circa 25.000 euro, dovuto alla riorganizzazione delle classificazioni da parte di regione Lombardia che prevede ora condizioni più stringenti per l'erogazione delle risorse. Si sono verificati anche maggiori costi per l'acquisto di medicinali, per circa 65.000 euro e quindi 11.000 euro in più rispetto all'anno precedente, poiché le caratteristiche degli ospiti negli anni vanno cambiando e al momento dell'arrivo in struttura spesso presentano situazioni già compromesse. Si è invece ottenuto un risparmio di 9.000 euro su alcuni prodotti e materiali sanitari che sono costati 5.000 euro e minori risorse impiegate si sono potute utilizzare anche per la sanificazione e la pulizia, poiché si tratta di un appalto nuovo che permette di godere di uno sconto iniziale. Un incremento di spese si è verificato poi per via dell'uso dell'energia elettrica, con 11.000 euro in più, mentre il reparto verde e azzurro hanno avuto un costo complessivo di 684.000 euro da destinare alla cooperativa che si occupa di gestire le attività di questi settori. Infine le spese per il personale sono ammontate a circa 1 milione euro e quindi il TFR complessivo per la struttura al termine del 2019 si attesta attorno ai 873.000 euro. Nell'esprimere il proprio voto favorevole, il consigliere di minoranza Ausilia Fumagalli ha commentato la propria intenzione di voto facendo riferimento alla relazione positiva stilata dal rappresentante del gruppo di opposizione all'interno del cda della Casa di Riposo che ha convinto i consiglieri circa l'opportunità di votare in maniera favorevole vista la trasparenza e la chiarezza dei dati di bilancio. Il discorso, nell'opinione della consigliera, sarà ovviamente diverso e più problematico per quanto riguarda il bilancio dell'anno 2020, a causa del mancato introito delle risorse delle ormai 4 rette mensili da parte dei 30 ospiti che purtroppo sono venuti a mancare durante l'emergenza. Il sindaco Hofmann sul punto ha infatti precisato che il primo trimestre dell'anno dovrebbe comunque chiudersi con un pareggio di bilancio, ma la situazione sarà radicalmente diversa per ciò che concerne le ultime mensilità, quando sono venuti a mancare circa 60.000 di entrate. Il primo cittadino ha comunque precisato che la Casa di riposo sta lavorando per produrre un protocollo da inviare ad ATS per attivare gli ingressi, e quindi i posti vacanti dovrebbero essere coperti abbastanza velocemente, visto anche il numero crescente di richieste. La situazione in paese fa infatti ben sperare che il peggio sia passato perché risultano positivi solo due persone e nessun cittadino si trova in sorveglianza attiva. Il sindaco, al termine del proprio intervento ha colto l'occasione per ringraziare pubblicamente i colleghi, i volontari, gli operatori sanitari, le famiglie e tutti coloro che hanno dato il proprio contributo in un modo o nell'altro per affrontare insieme l'emergenza Coronavirus, sia attraverso l'impegno quotidiano, sia con una piccola donazione sul fondo di solidarietà comunale.

Monticello: Casa di riposo è covid-free, ma il dibattito in consiglio è sui rifiuti in strada

Lun, 29/06/2020 - 17:21
L'ultima seduta consiliare a Monticello si è aperta con l’interpellanza presentata dal gruppo di minoranza avente ad oggetto la situazione della Casa di Riposo nel contesto dell’emergenza epidemiologica Covid-19. Le RSA sono state infatti uno dei soggetti più colpiti dalla pandemia e il consigliere di opposizione John Ross Best ha chiesto chiarimenti - attraverso dati concreti - sulla gestione complessiva degli ospiti della struttura di Via Sirtori. Il 24 febbraio scorso la Casa di Riposo aveva chiuso le porte alle visite dei parenti e nelle settimane successive sono poi stati messi in isolamento alcuni reparti per evitare il contagio. Il 27 marzo la direzione sanitaria aveva reso noto il fatto che due reparti erano stati completamente isolati e uno solo parzialmente. Alcuni cittadini, come ha sottolineato il consigliere Best, hanno lamentato la carenza di comunicazione da parte della struttura e si è chiesto quindi all’amministrazione di fare maggiore chiarezza. La risposta è arrivata dall’assessore ai servizi alla persona Roberto De Simone, il quale ha voluto subito ringraziare tutti gli operatori sanitari e i dipendenti della RSA per aver permesso di continuare a erogare questo servizio di assistenza per gli ospiti della struttura senza tirarsi indietro di fronte alle difficoltà della situazione. La Casa di Riposo di MonticelloGià lo scorso 11 aprile l’amministrazione aveva chiesto una relazione alla Casa di Riposo per rispondere circa la gestione della struttura e l’assessore De Simone, dopo aver sottolineato che i contatti tra RSA e Comune sono sempre stati costanti negli ultimi mesi, ha quindi esposto i risultati di questa comunicazione, aggiornandoli alla situazione attuale.“I numeri degli ospiti contagiati sono stati 30, 2 sono stati trasferiti in ospedale e di questi, 1 all’inizio era stato ricoverato per altre motivazioni diverse dal virus ma è poi risultato positivo al Covid-19. Dall’8 giugno la struttura risulta Covid-free ed è stato quindi chiuso il reparto giallo adibito ai contagiati dal virus. I pazienti che sono stati introdotti nella Casa di Riposo per evitare il sovraffollamento in altre strutture sanitarie sono stati complessivamente 3, dei quali nessuno risultato positivo al Covid-19. Nonostante nei mesi precedenti ci siano stati problemi con riferimento al reperimento dei DPI, non risultano ormai più problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento di mascherine e altri dispositivi di protezione. Infine, il personale è rientrato completamente al lavoro”.I consiglieri di minoranza Ausilia Fumagalli e John Best (immagini di repertorio)La seconda interpellanza all’ordine del giorno ha riguardato invece la pulizia delle strade sul territorio comunale, presentata sempre dal gruppo consiliare Vivere Monticello. In questo caso il consigliere Best ha rilevato ed esposto in consiglio un aumento di rifiuti abbandonati durante l’emergenza sanitaria, soprattutto di mascherine e guanti monouso gettati in strada, con il rischio di aumentare la probabilità di contagio. La minoranza ha inoltre affermato di essere stata contattata direttamente con foto e rilevamenti dalla cittadinanza in merito a questo problema e in particolar modo con riferimento ad alcune vie specifiche. Si è quindi chiesto alla maggioranza di dare spiegazioni in merito alla frequenza e alla modalità della pulizia delle strade e come è stato affrontato il problema dei rifiuti abbandonati durante l’emergenza Covid. A rispondere questa volta è stato l’assessore all’ecologia Luca Pozzi, che ha fornito il quadro della situazione. “A Monticello le strade sono curate dall’operatore ecologico per quanto riguarda lo spazzamento, le piccole manutenzioni e lo svuotamento dei cestini per un totale di 22 ore settimanali, ci sono poi gli addetti alla mono-scopa, incaricati due volte al mese, i lavoratori di pubblica utilità per la raccolta dei rifiuti stradali con orari variabili e infine i volontari che supervisionano il centro di raccolta e che controllano le strade. Durante l’emergenza alcuni servizi sono stati limitati per ragioni di sicurezza, ad esempio non si è potuto utilizzare il soffiatore per le strade, il che ha creato disagi e ha allungato i giri di pulizia rendendo meno efficiente il lavoro della mono-scopa. Questo ha reso necessario un giro extra a marzo e un altro che sarà effettuato nel mese di giugno. Anche il lavoro dei volontari è stato interrotto per problematiche relative alla sicurezza del servizio. Con riferimento all’attività di sensibilizzazione, gli assessorati avevano cominciato già prima dello scoppio dell’emergenza a lavorare sui progetti utili alla collettività e in particolare ricorrendo all’impiego delle persone richiedenti il reddito di cittadinanza per la pulizia del comune per 8 o 16 ore settimanali ma con l’arrivo del virus ci si è dovuto fermare."Gli assessori Luca Pozzi e Roberto De Simone (immagini di repertorio)"Il miglior strumento di sensibilizzazione della cittadinanza rimane comunque il calendario ecologico, su cui si trovano informazioni utili e spunti di riflessioni, a cui seguono i cartelli illustrativi appesi in prossimità dei cestini nei luoghi pubblici e il volantino informativo consegnato ai residenti insieme ai sacchi per la spazzatura. Ad oggi sul territorio comunale si trovano invece circa 70 cestini sparsi in modo omogeneo e come amministrazione riteniamo che sia importante mantenerli soprattutto dopo che nell’ultimo periodo è stato rilevato un incremento nel loro utilizzo. Inoltre, pensiamo di installare anche dei posaceneri e di rendere ancora più efficiente l’attività di videosorveglianza per controllare i luoghi più soggetti all’inquinamento. Infine, non posso fare a meno di esprimere la mia delusione per il gruppo di minoranza che ha sollevato questa interpellanza in quanto c’era stata l’occasione di sollevare queste domande in un tavolo di lavoro e non sono mai state tirate fuori, mancando così di correttezza verso la maggioranza. Io non ho ricevuto nessuna foto ma quelle che avete presentato in cui si vedono alcuni rifiuti sulle strade non rispecchiano la reale situazione del paese, non è un singolo rifiuto che rende un paese più o meno sporco. Questo discorso è d’obbligo soprattutto nel rispetto degli operatori che curano le strade con attenzione e che svolgono il loro lavoro proprio per evitare che le strade del paese siano sporche”. La discussione sull’opportunità dell’interpellanza tra maggioranza e minoranza, che ha ritenuto invece di non aver sollevato una polemica ma solo una semplice constatazione di alcune osservazioni fatte dai cittadini, si è protratta fino a che il sindaco, Alessandra Hofmann ha constato l’assenza di ulteriori richieste di chiarimento da parte del gruppo di opposizione.

Sulla rondine

Lun, 29/06/2020 - 16:02
A scuola oltre 60 anni fa imparai questa poesia che ancora oggi ho impresso nella mente:TORNAVA UNA RONDINE AL TETTO L'UCCISERO CADDE TRA SPINE ESSA AVAVA NEL BECCO UN INSETTO LA CENA DEI SUOI RONDININI ORA E'LA COME IN CROCE CHE TENDE QUEL VERME AL NIDO LONTANO MENTRE I PICCOLI PIGOLANO SEMPRE PIU PIANO.

Cnsas: 37enne di Mariano vittima di un sinistro in montagna

Lun, 29/06/2020 - 15:58
Un uomo di 37 anni di Mariano Comense, G.S. le iniziali, ha perso la vita in Val Bodengo, nei pressi del Passo della Crocetta. Era con il padre, avevano deciso di fare un'escursione insieme e di pernottare in montagna. Lungo il sentiero, in cresta, a circa 2100 metti di quota, l'uomo ha perso l'equilibrio ed è precipitato, un salto di circa 150 metri. È accaduto in tarda serata, quando ormai si stava facendo buio. Il padre è rimasto a vegliarlo per tutta la notte. All'alba è sceso a valle per chiedere aiuto. Per il recupero, sono intervenuti l'elisoccorso inviato da SOREU-AREU (Azienda regionale emergenza urgenza), i tecnici della VII Delegazione Valtellina-Valchiavenna e il Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza.

Galgiana, una lettrice: una rondine uccisa e il suo nido distrutto di notte

Lun, 29/06/2020 - 15:42
Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione che giunge da Galgiana:Che crudeltà l'uomo, non porta rispetto a niente. Sotto gli occhi della Madonna ha distrutto un nido di rondine, uccidendone una, solo perché sporcavano per terra!! Tutti gli anni vengono così da lontano, ma un vile ha rovinato la loro permanenza! È successo stamane in Cascina Villa, frazione Galgiana di Casatenovo. Qualcuno durante la notte ha compiuto questo scempio. Abbiamo segnalato alla Polizia Provinciale l'accaduto.

Oggiono, Bachelet: 31 ragazzi in 11 classi con il massimo dei voti alla maturità

Lun, 29/06/2020 - 14:35
Una maturità insolita per l'anno scolastico 2019-2020, quella vissuta dai ragazzi dell'ultimo anno degli istituti di scuole superiori di tutto lo stivale alle prese con un esame speciale. Il ministero dell'istruzione presieduto a Lucia Azzolina aveva infatti annunciato un maxi orale, a partire da un elaborato degli studenti. Una prova per la quale sono stati stanziati dallo stato circa 39 milioni di euro, al fine di garantire le misure di sicurezza per sostenere la prova: pulizia, acquisto di dispositivi di protezione e gel igienizzanti, organizzazione di percorsi di ingresso e uscita dagli istituti. I ragazzi, durante il colloquio, hanno potuto togliere la mascherina mantenendo però una distanza di metri dagli esaminatori. Questo per quanto riguarda la prova, che all'istituto Bachelet di Oggiono, ha coinvolto undici classi. Nella mattinata odierna sono stati pubblicati gli esiti della prova, che ha tenuto conto anche dei cambiamenti in fatto di crediti: il credito del triennio finale poteva valere fino a 60 punti, anziché 40 come previsto prima dell'emergenza.L'istituto Bachelet di OggionoI tabelloni oggi, ci raccontano come sono andate le prove: tutti i ragazzi hanno superato l'esame, 31 ragazzi hanno ottenuto la votazione massima e due di loro hanno ricevuto anche la lode. Ora potranno godersi, un po' in anticipo rispetto ai colleghi che hanno sostenuto gli esami negli anni precedenti, gli esami e prepararsi ad affrontare il mondo accademico o quello lavorativo.Qui, in sintesi, citiamo i nomi degli alunni che hanno ottenuto i risultati d'eccellenza: per l'istituto tecnico economico amministrazione finanza e marketing due ragazzi (Eleonora Tantardini e Claudia Villa) si sono distinti con 100/100, così come per l'istituto tecnico sistemi informativi aziendali (SIA) con Matteo Cesana e Federica Viganò e l'istituto tecnico costruzioni (CAT) che ha avuto, tra i migliori, Loris Biffi e Giulio Monti.Ottimi i risultati per le tre classi del liceo linguistico che, da sole, hanno coperto quasi un terzo delle eccellenze: per la VA sono Ilaria Beretta, Laura Fumagalli e Elena Maria Perego; per la VB sono Maria Corti e Marta Redaelli e per la 3 VC sono Chiara Colombo, Elisabetta Mauri ed Emma Vertemati che ha ricevuto anche la lode.Sette, invece i ragazzi del liceo scientifico tradizionale ad aver raggiunto il massimo risultato: in VA sono Elena Brmabilla, Giulio Maria Fumagalli, Eleonora Galliani e Matteo Gramignano mentre in VB sono Davide Corti, Laura Giussani (con lode) e Ilaria Ripamonti. Altrettanti gli studenti delle due classi del liceo scientifico delle scienze applicate (LSA) che hanno avuto il 100/100: per la VC sono Silvia Casiraghi, Federica Colombo e Riccardo Fumagalli e per la VD sono Gabriele Elgani, Alessandra Frigerio, Marco Longhi e Davide Maggi.Per concludere Francesco Butti e Silvia Rigamonti sono gli studenti che hanno avuto il miglior risultato per l'unica classe del liceo scientifico sportivo.Di seguito i tabelloni con tutti i risultati:Classe 5ACATClasse 5ALSClasse 5SIAClasse 5SPClasse 5BLLClasse 5BAFMClasse 5ALLClasse 5CLLClasse 5CLSAClasse 5BLSClasse 5DLSAL'appello che rivolgiamo agli alunni che hanno ottenuto il massimo dei voti (100/100 o 100/100 con lode) è quello di inviarci una loro fotografia da pubblicare, utilizzando l'indirizzo email:redazione@casateonline.it o il contatto Whatsapp al numero 340.957.40.11

Annone: i bambini della scuola dell'infanzia e la mancata consegna dei diplomini

Lun, 29/06/2020 - 14:20
Spettabile redazione,sono il nonno di due bimbi che frequentano la scuola materna "Angelo Casartelli" di Annone di Brianza. Il maggiore questo anno ha terminato il ciclo per poi accedere alla scuola primaria.Normalmente alla fine dell'anno scolastico si svolge una piccola ma significativa e importante cerimonia, per i bimbi, dove ai "remigini" viene consegnato il "tocco" unitamente al diplomino di fine corso. Quest'anno per i noti problemi Covid19, nulla era stato organizzato. Da parte di alcune mamme era stata avanzata la richiesta di poter fare comunque qualcosa, all'aperto, chiaramente rispettando le regole del distanziamento, gli spazi non mancano di certo ed in caso contrario una classe alla volta. Solo ad esempio: un bel cerchio di bimbi separati tra di loro, di quanto giusto, con alle spalle un genitore o altro parente, con al centro la/le maestre che mano a mano chiamavano gli interessati per la consegna, i saluti e gli auguri. Era anche l'occasione perché i bimbi potessero salutarsi tra di loro, dopo quasi 4 mesi di separazione. Questa proposta purtroppo non è stata accettata. La scusante credo sia stata la paura che non venissero rispettate le regole di distanziamento e assembramento. Quindi alla fine la consegna è avvenuta come segue:atrio esterno della scuola, con ciabatte, scarpe, calze antiscivolo e zainetti posizionati a terra pur se sopra un foglio di carta, e in assenza forzata dei bimbi gli effetti personali e i diplomini venivano consegnati al genitore dalle maestre. Ma mi domando io perché non all'interno o almeno con gli effetti riposti su alcuni tavoli. La scuola sembrava off-limits come se fosse una fonte di contagio o i genitori potessero contaminare la scuola.Concludendo una consegna triste che mi ha stretto il cuore nel vedere gli effetti distribuiti a terra che richiamavano brutte immagini del passato. Per la cronaca, come anche riportato dai vostri giornali on-line, in molti paesi la consegna degli effetti, del diplomino e dei saluti finali è proprio avvenuta come nella richiesta fatta dalle mamme di Annone.Per concludere i bimbi sono stati ingiustamente privati di una piccola/grande soddisfazione e di un evento che in futuro avrebbero ricordato con piacere. E cerchiamo di non nasconderci dietro la solita parola, per qualcuno, magica "burocrazia" perché ce n'è un'altra forse più magica assai che si chiama BUONSENSO.  Cordiali saluti.

Missaglia, Covid: zero contagi e solo tre in isolamento. ''Ma l'emergenza non è finita''

Lun, 29/06/2020 - 10:19
Il sindaco di Missaglia, Bruno Crippa, ha fatto il punto rispetto all'evoluzione del contagio da Coronavirus in paese. Confortanti i dati sanitari: nessun cittadino positivo ad oggi e solo tre in isolamento, con i decessi che restano ormai da tempo fermi a nove, mentre i guariti sono ventotto. Eppure il primo cittadino ha invitato al senso di responsabilità, lanciando un monito soprattutto ad alcuni gruppi di giovani ''che sopraggiungono anche da fuori paese, fino alla notte profonda, soprattutto nei giorni di venerdì e sabato, senza il rispetto di alcuna regola di prevenzione''.Di seguito il comunicato diffuso nelle scorse ore da Crippa:Cari concittadini.Inizia a vedersi la luce. Stiamo uscendo. Con la voglia di rialzarci e di ricostruire dopo esserci resi conto anche della fragilità umana.Con dati ufficiali possiamo dire che nel nostro Comune NON CI SONO PIU’ persone contagiate da Coronavirus.In quarantena cautelativa presso l’abitazione sono rimaste solo 3 persone. Stanno però terminando l’isolamento proprio in questi giorni.  Negativizzate o guarite sono 28. Restano 9 i deceduti. Da più di un mese, non si avvertono nuovi contagi.Sappiamo però che l’emergenza sanitaria non è ancora risolta.Lo dimostrano le misure di sicurezza che siamo stati costretti ad applicare per la realizzazione del CENTRO ESTIVO insieme alle  disposizioni di carattere igienico sanitarie.Gli Uffici Pubblici, COMUNE compreso, devono ancora svolgere le proprie attività nel rispetto dei protocolli di sicurezza e su appuntamento. Dobbiamo riaprire via via crescendo alcuni spazi pubblici,  ma  con tutte le dovute cautele.MASCHERINE E DISTANZIAMENTO sono ancora da utilizzare e da rispettare secondo le disposizioni anti Covid.Non esorcizziamo in modo spavaldo il pericolo del contagio che ancora rimane.Sappiamo che c’è tanto desiderio di tornare liberi e di assaporare i mesi estivi che aspettavamo tutti dopo la lunga chiusura affrontata in modo diverso a seconda dell’età.Tuttavia resta ancora necessario una forte senso di RESPONSABILITA’ al quale faccio appello.E' ripreso il divertimento, con un’eccitazione a volte eccessiva, in particolare da parte di alcuni gruppi giovanili, che sopraggiungono anche da fuori Paese, fino alla notte profonda, soprattutto nei giorni di Venerdì e Sabato, senza il rispetto di alcuna regola di prevenzione.Non solo. Il giorno dopo si trovano rifiuti abbandonati, attrezzature rotte, cestini spaccati, con danni alla cosa pubblica.Qui non si tratta di esplosione emotiva o di euforia che si potrebbero anche capire dopo l’appiattimento provato durante la reclusione, ma di gesti incomprensibili, di comportamenti sbagliati.Sono azioni  disdicevoli che deturpano aree pubbliche, parcheggi e spazi privati: sono episodi di ignoranza e villania.Comunque, al di là di questi fatti spiacevoli. C’è sollievo e tregua. Sì!  Impariamo da ciò che è successo per costruire un percorso nuovo con nuove idee.Comportiamoci in modo equilibrato per essere pronti a rimetterci in cammino. Convinti.Il Sindaco Bruno Crippa

Torrevilla Bike: un week-end di gare per gli atleti del team

Lun, 29/06/2020 - 09:48
Si è svolta nel fine settimana appena trascorso la reunion del Team KTM PROTEK DAMA in quel di Monticello Brianza presso il Parketto Bike, un’area appositamente studiata come terreno di approccio alle ruote grasse, non solo per i bikers del Team, anche per le squadre del territorio. A questa competizione tra compagni di squadra si è arrivato dopo che nella giornata di sabato i bikers, guidati da Juri Zanotti ed Alberto Milesi - valido meccanico e anche un forte e tenace pedalatore - sulle pendici sopra Calolziocorte, toccando Erve, il Pertus e la Val Cava, tutto in sterrato.Domenica mattina alle 9.30 tutti presenti per la prova percorso guidati da Patron Fabrizio Pirovano, che vanta un’esperienza trentennale nella gestione di Team ed organizzazione di gare.“Durante la prova percorso i giovani bikers del Team, snobbavano un po’ il tracciato, che a loro sembrava veloce e poco tecnico. Tutti alla fine della gara si sono ricreduti ed i due giri hanno lasciato il segno sia nelle gambe che nel fisico” dichiara soddisfatto Fabrizio Pirovano.La prova che il sabato sera veniva battezzata come una garetta in amicizia, alla prova dei fatti si è rivelata agonisticamente sentita, pur nello spirito di amicizia, è stato il motivo di sfottò e battute che sono terminate in sonore risate.La prova è stata vinta da Juri Zanotti, atleta di Airuno, in provincia di Lecco, che ha fermato il cronometro a 6:29 seguito da Mirko Tabacchi e poi Alessio Agostinelli, che toglie il podio al valdostano Andreas Vittone, per un solo secondo.“Era una gara tra noi, ma l’adrenalina era comunque alta, è una settimana che partono le sfide scherzose tra di noi. Mi sono divertito, così come i miei compagni. Mettere il numero è sempre bello e ti misura meglio di tanti allenamenti” ci dice Juri Zanotti.Il podio delle donne se lo aggiudica una ritrovata Marika Tovo, al via della sua prima gara (anche se non ufficiale) dopo il lungo infortunio. In questa fase Marika ha potuto riassaporare la competizioni mettendosi a confronto con le compagne di squadra. Il secondo gradino del podio è stato occupato da Giada Specia e per concludere Marta Zanga con il terzo miglior tempo.Tra gli Junior vittoria del biker monticellese, Mattia Beretta, seguito da Michael Pecis e terzo gradino, Tommaso Pandini.Hanno partecipato facendo segnare dei buoni tempi anche il Master Simone Colombo ed i due Allievi Tommaso Nalin e Matteo Bianchini.“Sono stati due giorni molto intensi e siamo riusciti a comprendere meglio la preparazione agonistica dei ragazzi dopo due mesi di stop assoluto, la voglia di gareggiare è sempre altissima. Nonostante fosse un evento non competitivo i ragazzi hanno dato sempre il massimo, è il giusto spirito per iniziare al meglio quello che ci rimane della stagione”  questo quanto dichiara Valentina Milesi, Team Manager.Il Team sarà impegnato il prossimo fine settimana in una gara Internazionale in Repubblica Ceca.

Casatenovo, un lettore: ecco i rifiuti gettati a S. Margherita

Lun, 29/06/2020 - 09:45
Buongiorno,vorrei sapere se per caso hanno spostato il centro di raccolta in via Santa Margherita a Casatenovo.Saluti

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