Tu sei qui

CasateOnLine

Abbonamento a feed CasateOnLine
Casate Online
Aggiornato: 1 ora 30 min fa

Didattica A Distanza anche all’Open University di Barzanò

2 ore 52 min fa
In questo “tempo sospeso” che induce a prudenza, responsabilità, ma anche speranza per il  futuro e voglia comunque di contatti umani, ci viene in aiuto la tecnologia. Ci stiamo rendendo conto di quanto l'informatica abbia cambiato il mondo e possa venirci incontro: oggi è possibile informarsi, comunicare e interagire senza doversi preoccupare di limiti spazio-temporali.La Open University di Barzanò, con tanto desiderio di condividere un po’ di tempo con i suoi “studenti”, pur restando purtroppo chiusa, sta “continuando i suoi incontri” attraverso una piattaforma digitale che permette di favorire e coltivare i rapporti umani.Dopo qualche timido tentativo legato soprattutto alla poca confidenza con gli strumenti multimediali, il progetto è ora decollato con proposte interessanti e diversificate. Sono già stati effettuati diversi collegamenti con argomenti a carattere mitologico, letterario e scientifico. Il percorso proseguirà con appuntamenti fissi il martedì e il giovedì e con un programma che tende a contemplare interessi a 360°.Continueremo i nostri incontri e a “volerci bene” da lontano, in attesa di incontrarci il prima possibile.

Coronavirus, a Bosisio 12 casi e attivati due nuovi servizi

4 ore 40 min fa
In aumento i casi di positività da Sars-CoV2 a Bosisio Parini. In base all’ultimo aggiornamento emesso dal sindaco Andrea Colombo, le persone risultate positive al tampone rino faringeo sono dodici. Nei confronti delle persone che hanno avuto contatti con questi cittadini, sono già state attivate tutte le misure precauzionali da parte di ATS. Il comune ha inoltre attivato due nuovi servizi: la consegna dei libri a domicilio e la posa di fiori sulla tomba dei propri cari. Per quanto riguarda il promo, in questo periodo di chiusura della biblioteca, sarà comunque possibile usufruire di un nuovo servizio di prenotazione e consegna a domicilio dei libri disponibili presso la biblioteca comunale. Si tratta di un servizio suggerito dal gruppo di minoranza Bosisio Viva che ha ricevuto l’autorizzazione dell’amministrazione comunale: i volontari di Bosisio Viva e Progettiamo Bosisio Insieme si occuperanno della consegna. È sufficiente visualizzare il catalogo on line dei volumi disponibili e procedere poi alla prenotazione tramite mail, indicando il libro desiderato e l’autore, il nome e cognome dell’utente, la data di nascita, l’indirizzo di consegna e il numero di telefono. La prenotazione dovrà essere effettuata entro le 16 di ogni giovedì, in modo che la consegna possa avvenire il venerdì pomeriggio. Per restituire un volume, è sufficiente inviare una mail. L’amministrazione comunale ha anche pensato a una nuova iniziativa per onorare al meglio i defunti durante il periodo Pasquale. Non essendo possibile recarsi direttamente al Cimitero, il comune ha deciso di offrire un servizio di posa di fiori presso la tomba dei propri cari. Il servizio ha un costo complessivo di 5 euro e prevede la posa di una piantina di garofani presso la tomba o il colombario. Per aderire è necessario compilare il modulo che si trova sul sito del comune.È richiesto che la compilazione venga effettuata dall’intestatario del contratto di illuminazione votiva, se possibile. Il pagamento avverrà contestualmente al pagamento del contributo annuale per l’illuminazione votiva. Chi non aderisce al servizio di illuminazione votiva può comunque fare richiesta per la posa dei fiori effettuando il pagamento mediante bonifico bancario una volta terminata la situazione di emergenza. È possibile aderire a questa iniziativa entro martedì 7 aprile. I fiori verranno posati da mercoledì 8 aprile.Questa iniziativa si aggiunge al servizio di pulizia già attivo: da giovedì 2 aprile, alcuni volontari stanno effettuando una pulizia straordinaria del camposanto, pulendo le aree di passaggio e gli spazi comuni, lavando i colombari, rimuovendo i fiori secchi da tombe e lapidi, rabboccando l’acqua dei fiori che sono ancora in buono stato. I volontari hanno concluso l’intervento posando rami di ulivo benedetto in vista della festività pasquale. “In questo momento difficile, in cui anche il cimitero è chiuso, non vogliamo dimenticarci dei nostri cari. Crediamo nell’importanza di questo gesto perché ricordiamo l’affetto che ci lega a chi ci ha preceduto. Vogliamo continuare a rendere loro omaggio anche in questo periodo, con gesti semplici e concreti” ha affermato il vice sindaco Andrea Galli.

Prosegue fino al 14 aprile la chiusura dei centri di raccolta comunali

4 ore 42 min fa
Nel rispetto di quanto previsto a livello nazionale quali misure per prevenire la diffusione del contagio da Covid-10, SILEA informa che la maggior parte dei centri di raccolta comunali direttamente gestiti sul territorio provinciale continueranno a restare chiusi fino al 14 aprile prossimo ai cittadini e alle aziende. A questo provvedimento fanno eccezione:- i centri di  raccolta di La Valletta/Santa Maria Hoè (martedì 9-12; giovedì 14-17, sabato 9-12 e 14-17,30), Paderno d’Adda (lunedì 14-16, mercoledì 14-17 e sabato 10-12 e 14-18), Robbiate (lunedì 10-16, mercoledì 14-17 e sabato 10-16) e Pescate (martedì 9-12, giovedì 16-18 e sabato 8-12) che saranno aperti dal 6 aprile prossimo - il centro di raccolta di Rogeno-Costamasnaga-Nibionno che sarà aperto dal 6 aprile prossimo solo per le aziende (lunedì 14-17 e venerdì 9-12).L’afflusso a questi centri sarà regolamentato e non potranno entrare più di 2 utenti alla volta.Ugualmente sospeso fino al 14 aprile il ritiro di compost da parte dei cittadini presso l’impianto di compostaggio di Annone Brianza.

LA DOMENICA DELLE SALME

6 ore 47 min fa
Una leggenda di quartiere vuole che i miei vicini di casa (a distanza di sicurezza di una cinquantina di metri tra un’abitazione e l’altra, naturalmente) siano informati di quando sono alla scrivania a lavorare a un nuovo romanzo poiché sono scrittore rumoroso e scrivo con lo stereo, come si dice, “appalla”. È un mio difetto, e di tutti non il peggiore. In questi giorni di accasamento forzato e di ispirazione latente mi fa compagnia De Andrè. Che il periodo dei Clash si è concluso con le bozze di un romanzo per ottobre licenziate alla casa editrice. E Pasqua ha sempre come colonna sonora la voce pastosa e malinconica di Faber. Di solito si fa sentire tra il Venerdì Santo, col “Testamento di Tito”, un capolavoro di rabbia, denuncia e poesia, ma quest’anno che tutti i giorni sono uguali a quello di prima e a quello che verrà, il periodo-Faber è iniziato oggi, con “La domenica delle salme”.Non è tanto il calembour dello scambio di consonante [P]alme-[s]alme e la corrispondenza del calendario liturgico a farmela tornare in mente oggi. Che poteva intitolarsi anche diversamente, e credo che sarebbe stata ugualmente calzante. Chi non la conosce (CHI non la conosce?!?!) la può trovare facilmente su youtube, se le settimane di smartworking, homeschooling, whatsapping, netflixing, INPSing, pornhubbing (de gustibus non est disputandum) non hanno esaurito i giga di navigazione.Vi troverà un videoclip per la regia di Gabriele Salvatores, una roba non per tutti.Scritta nel ’90, dopo la caduta del Muro di Berlino, “La domenica delle salme” è canzone amara, di protesta contro l’appiattimento del nuovo pensiero unico del Quarto Reich allora capitalista, oggi virologista, sempre qualunquista. Ascolto la chitarra rincorrere la voce graffiante di Faber che canta di una “domenica delle salme / [che] si portò via tutti i pensieri / e le regine del ‘'tua culpa'' / affollarono i parrucchieri” e penso alle cacciatrici smartphonicamente armate che ritraggono i runner, i passeggiatori di cani e bambini, i viandanti a lor dire immotivati. E di nuovo Faber, col “ministro dei temporali / [che] in un tripudio di tromboni / auspicava democrazia / con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni” e mi pare di cogliere nell’incessante e quotidiano aggiornamento statistico sui numeri del contagio una fiducia scaramantica verso il raggiungimento di un fantomatico picco, oltre il quale ci sarebbe la discesa: peccato che il picco non è un traguardo, sono persone morte, salme, e mi pare che siano in molti ormai ad affidarsi a riti apotropaici come quello del ministro di cui sopra, o di quell’altro che chiede di riaprire le chiese a Pasqua, o di quello che invita a mettersi una bella sciarpina, se non c’è la mascherina? Nel dubbio, vuoi vedere che una mascherina qua, una toccatina là, ce la sfanghiamo?“La domenica delle salme / fu una domenica come tante / il giorno dopo c'erano i segni / di una pace terrificante” canta Faber, e questa pace ulivistica e colombica tanto attesa e desiderata, quiete dopo la tempesta del Diluvio universale, è oggi il pane quotidiano delle nostre strade silenziose e vuote, e sta diventando una tortura, in una domenica “come tante”.E nel grande parco di fronte a casa mia sono tornate le leprottine, e un riccio ha impiegato un quarto d’ora ad attraversare la strada senza che nessun’automobile lo schiacciasse e adesso lo vedo che cerca di infilare il muso sotto il mio cancello per entrare nel mio giardino. E la Natura si riprende il suo mondo, in attesa di una colomba che ci porti un ramo di ulivo e ci dica che possiamo rimettere piede a terra dalle nostre arche.

Coronavirus, Missaglia: 20 cittadini positivi. Sindaco, ''giorni difficili, ma c'è solidarietà''

7 ore 16 min fa
Sono venti, quattro in più rispetto all'ultimo aggiornamento, i casi di positività al Coronavirus registrati a Missaglia; ventitre invece, i residenti sottoposti a sorveglianza attiva. A comunicarlo in una nota è stato il sindaco Bruno Crippa, che ha voluto mettere in evidenza alcuni gesti di grande solidarietà che si stanno registrando in paese, nonostante i tempi difficili. Cari concittadini,da più di un mese lottiamo contro il virus. Sappiamo che le misure restrittive sono state prorogate fino al 13 Aprile. Siamo ancora nel picco. La discesa in cui tutti speriamo non è iniziata.Nel conteggio aggiornato e pervenuto al nostro Comune sono a segnalarvi 20 casi di Covid-19 (4 in più rispetto all'ultima comunicazione). In Sorveglianza Attiva ne risultano 23 (5 in più).Non bisogna commettere errori adesso: l'allarme non è cessato. Supereremo questo momento difficile, ma se allentassimo le misure ora tutti gli sforzi sarebbero vani per fermare questo virus, ancora ignoto nelle sue dimensioni e nelle sue conseguenze.Se interrompiamo all'improvviso le regole restrittive che ci siamo date - distanziamento sociale, stare a casa - l'epidemia può non rallentare, ma ripartire. Abbiamo una salute pubblica da tutelare, perciò tutte le attenzioni circa le norme igieniche che abbiamo intrapreso in queste settimane devono essere rigorosamente mantenute.Non andiamo in giro senza giustificato motivo.I contributi per la solidarietà alimentare sono partiti: li sistema è organizzato.Si affacciano attività filantropiche, donazioni, aiuti, gesti di generosità come quello di un ragazzo della frazione Molinata, semplice operaio, che dopo aver fatto la spesa ha lasciato 100 euro di mancia ad un negozio di frutta e verdura, dicendo: "ve li lascio perché so che fate le consegne a domicilio, almeno vi pagate la benzina". Un gesto che ci fa riflettere. Altruismo? Solidarietà? Generosità?Uno speciale pensiero ai nostri morti per il virus: coloro che hanno dovuto fare l'ultimo passo della vita in una solitudine totale, senza una parola di conforto.Abbiamo deciso di collocare tre ulivi, in occasione della Pasqua, fuori dai nostri cimiteri in ricordo dei defunti. Ringrazio l'azienda del nostro Comune per il dono.Un augurio ai pazienti, dove si lotta come negli ospedali e la loro carica di umanità che aiuta a vivere.Non abbassiamo la guardia, non cediamo allo sconforto: poi ripartiremo e ci rimetteremo in piedi, con tutta la voglia del dopo, quando le strade torneranno a riempirsi di vita e staremo insieme con più entusiasmo, rivalutando tutte quelle cose che davamo per scontate.Ce la faremo! Perché come è stato scritto fuori da una Ambasciata in Italia: "Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino".AIUTIAMOCI. NOI STIAMO A CASA.NESSUNO SARA' LASCIATO SOLO.Il Sindaco Bruno Crippa

Cortenuova: il messaggio di don Valentino per la Pasqua. Nel suo 80° gli auguri dal Papa

7 ore 45 min fa
In questa Domenica delle Palme che segna l'inizio della Settimana Santa, riceviamo e pubblichiamo una riflessione che don Valentino Agostoni, parroco di Cortenuova (Monticello) vuole condividere con i suoi fedeli e non solo, nella speranza che questa Pasqua così diversa da quelle passate e celebrata ''a distanza'', possa essere vissuta con la medesima intensità spirituale. Il parroco don Valentino AgostoniIl sacerdote, originario di Civate, ha recentemente compiuto 80 anni; una bella occasione che non ha potuto festeggiare alla presenza dei suoi fedeli, per i quali è ormai da decenni un solido punto di riferimento. In compenso don Valentino ha avuto una sorpresa speciale: una lettera (con benedizione) pervenutagli direttamente dal Vaticano, a firma di Papa Francesco.Di seguito il messaggio pasquale di don Valentino:IL TERZO GIORNO RESUSCITO'Noi professiamo nel credo apostolico che Gesù è risorto tre giorni dopo la sua morte in croce.Pietro, dopo lo smarrimento della passione, nel giorno di Pentecoste, sul quale discese lo Spirito Santo, proclama al popolo radunato nel tempio: “avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti, noi ne siamo testimoni”.Paolo, che ha avuto la folgorante visione sulla via di Damasco, ai Corinti trasmesse quello che ha ricevuto che “Cristo morì per i nostri peccati e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno, secondo le scritture, e che è apparso a Cefa e quindi ai Dodici”.La Risurrezione di Gesù è un evento storico e salvifico è la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male, dell’amore di Dio che vince il peccato del mondo.Il nostro Vescovo Mario nella Sua lettera per il tempo pasquale ci inserisce nel clima della gioia: “i Cristiani sono il popolo della Pasqua, il popolo dell’Alleluia. La Gioia e il Canto dei Cristiani è nella fede, perché il Signore Gesù è risorto perciò è vivo, è vicino. La celebrazione dei sacramenti, la predicazione che commenta i racconti delle apparizioni ci spronano ad approfondire la nostra fede che ci distoglie dal cercare tra i morti colui che è VIVO. GESU’ non è qui è RISORTO”. Facciamo nostri questi pensieri e viviamo liberi dal peccato che porta alla morte, per la nuova vita in Cristo Gesù.BUONA PASQUA nel SIGNORE RISORTO.Don ValentinoNell'occasione la Parrocchia del SS Redentore vuole anche ricordare don Luigi Chierichetti a cento anni dal suo arrivo a Cortenuova, dove rivestì l'incarico di prevosto. Lo fa attraverso uno scritto tratto dal Liber Chronicus che pubblichiamo in calce sotto:don Luigi ChierichettiIl 16 febbraio durante la Santa Messa celebrata da Don Valentino e Padre Marco, che ci ha accompagnato durante le Quarantore (che ringraziamo), abbiamo commemorato quattro sacerdoti legati alla nostra Parrocchia.Infatti, nel mese di febbraio 2020 si sono ricordati i 100 anni dalla morte di Don Luigi Balossi, i 30 anni dalla scomparsa di Padre Antonio Agrati, i 20 anni dalla fine della vita terrena di Don Domenico Ferrario;Nel mese di settembre 2020 ricorrono i 100 anni dall’inizio del suo mandato di Parroco a Cortenuova di Don Luigi Chierichetti. L’arrivo di Don Luigi Chierichetti a CortenuovaIl giorno 20 febbraio 1920 il sacerdote Don Luigi Chierichetti, coadiutore in San Magno a Legnano, si recò a Milano da Sua Eminenza Cardinal Ferrari, per manifestargli il desiderio di lasciare Legnano, e l’Arcivescovo gli offrì di andare a Cortenuova che aveva appena perso il suo primo parroco Don Luigi Balossi.Il 25 febbraio arrivò a Don Chierichetti la nomina a Vicario e lo stesso giorno si recò a Cortenuova per vedere il Paese; Ritornò alcuni giorni a Legnano per alcuni impegni e si stabilì definitivamente a Cortenuova il giorno 11 marzo 2020. Solo a settembre 1920, don Luigi Chierichetti divenne ufficialmente parroco di Cortenuova. Infatti,  il 15 settembre fu firmato il Regio placet per questa nomina. L’entrata ufficiale venne stabilita per il giorno 26 settembre 1920, previo triduo di preparazione. Ecco la cronaca di quei giorni. “Il nuovo Parroco scese dalla carrozza a Balgano,  ove venne rivestito di rocchetto e mozzetta per avviarsi in processione, . condotto dal Prevosto di Besana e da alcune personalità che si erano recati ad accoglierlo. Dopo la Santa Messa cantata, nel pomeriggio si tenne la processione con SS. Sacramento, poi ci furono corse, giochi, la cuccagna e fuochi artificiali. Il giorno dopo si celebrò un ufficio solenne per il parroco defunto, Don Luigi Balossi, poi si andò in processione al Cimitero a pregare sulla tomba del prete defunto. In questa festa si inaugurò  nella chiesa parrocchiale l’altare di San Michele''.

Virus: questa esperienza è una occasione per scoprire ciò che va oltre la velocità, oltre al fare

9 ore 30 min fa
Enrico MagniLa primavera è arrivata, l'inverno è saltato, l'autunno è stato lungo e secco, dai fiumi e dal lago emergono le rive che si estendono. Se così continua, ci troveremo di fronte oltre al coronavisrus a un altro problema.Da incauti, senza essere preparati, ci siamo trovati dentro a un processo di trasformazioni climatiche, biologiche e sociali drammatiche. Gli autori di questo mutamento terrestre siamo noi. L'umano ha sempre avuto un alto concetto di onnipotenza. E' convinto di essere il soggetto dominante, di essere in grado di sottomettere la natura, la biosfera, le leggi dell'universo, di controllare le galassie impazzite: ritiene di possedere il sapere, la tecnica, la scienza.Al centro della sua esistenza ha collocato l'economia mettendola al primo posto e la considera generatrice del possibile. La politica, che dovrebbe essere l'arte del governare i processi sociali, è diventata un giocattolo regalato dall'economia utile per ammorbidire o esasperare i contrasti e i conflitti sociali.E' bastato un microelemento della specie animale, composto semplicemente dall'acido  desossiribonucleico e dell'acido ribonucleico per far capovolgere, saltare, scardinare tutte le certezze e rigettarci nel caos più profondo: dal caos proveniamo e nel caos ritorniamo, non seguendo però la mitica linea del tempo del progresso permanente o quella del divenire costante di Eraclito che diceva che “non si può entrare due volte nella stessa acqua”.Il tempo fisico, quello cronologico scandito dall'orologio, è un tempo costruito della specie umana per organizzarsi e ordinare il mondo.Oggi stiamo vivendo un tempo personale, psicologico regressivo che ci riporta nella nostra caverna casa. Dentro questa casa-caverna-uterina cerchiamo protezione e costruiamo un tempo personale diverso dal tempo del consumo, della produzione. Non è il tempo lineare del progresso, del divenire e della globalizzazione.Ci chiediamo se il tempo che stiamo vivendo sia un tempo sospeso, fermo, immobile. No. Non c'è immobilità, stabilità nella psiche. La persona stando rinchiusa in una stanza può costruire, scoprire, sentire sensazioni e mondi che vanno oltre la linea del tempo cronologico. E' quello che facciamo prevalentemente tutti i giorni.Il coronavirus ci dà la possibilità di scoprire che il tempo vissuto non è scandito dal cronometro. Il tempo fisico è altro da quello psichico. La memoria psichica contiene in sé quello che il tempo cronologico definisce con passato, presente e futuro. Quest’attuale condizione sociale ci obbliga a riprendere contatto con questa dimensione, ci costringe a inventare qualcosa fuori dall'abitudinario: le condizioni che escono dall'abitudine sollecitano la creazione di nuove costellazioni psichiche.Come specie, questa condizione, pur stando nella casa-caverna-uterina, è un’opportunità per rimettersi in cammino ed esplorare nuovi territori stando fermi. Questa condizione di cattività è un'esperienza che va vissuta per scoprire la nostra capacità impensabile di adattabilità e resilienza.In questo periodo ci si domanda come fa il bambino a resistere a stare in casa. Il bambino non possiede il tempo cronologico, il suo stare nel mondo e al mondo è determinato dal cibo, dal ciclo sonno-veglia, dal gioco, dalle fantasie, dal sogna. Invece, il bambino più grandicello convive giocando con oggetti o con amici illusionali. Il preadolescente e l'adolescente si mettono in contatto con gli amici con video-chiamate e non solo. E' una cosa che facevano già prima. Il tempo psichico è altro da quello sociale, economico e della mobilità. Questa esperienza è un’occasione per scoprire ciò che va oltre alla velocità, al dinamismo, al fare.

Coronavirus: le foto di Daniela a sostegno dell'Asst di Monza

10 ore 32 min fa
Daniela Bellotti''Una foto per la vita'' è il titolo della nuova iniziativa partita spontaneamente da un’associazione di fotografi attiva sull'intero territorio nazionale, che ha voluto dare il proprio concreto contributo  alle strutture sanitarie che stanno affrontando in prima linea l’emergenza Coronavirus.Ciascuno dei professionisti che hanno aderito alla proposta, nata per caso qualche giorno fa via Facebook, metterà a disposizione la sua competenza, il suo tempo e la sua creatività offrendo servizi fotografici di ritratto con sessioni di trenta minuti o di un’ora.L’elemento davvero rilevante dell'iniziativa (clicca QUI per visualizzare la nota stampa dell'associazione), è che il valore economico del servizio sarà totalmente devoluto dal cliente a istituzioni o ospedali italiani impegnati su questo fronte; a questo proposito sarà il singolo fotografo a decidere autonomamente a quale ente o ospedale erogare la donazione. Quest'ultima si concretizzerà con l’adesione del cliente alla proposta, quando dovrà effettuare un bonifico direttamente al destinatario scelto dal proprio professionista di riferimento.Una procedura quindi assolutamente trasparente che non porterà alcun profitto nelle tasche dei fotografi che hanno aderito, se non la soddisfazione e la gioia di aver contributo nel proprio piccolo a una causa fondamentale per l’Italia e per il mondo interno in questo periodo.Le sessioni di ritratto potranno essere ovviamente prenotate quando l’emergenza sanitaria sarà terminata e il cliente riceverà, oltre all’esperienza artistica ed emozionale, una stampa di alta qualità del suo ritratto.Tra i professionisti che hanno voluto partecipare all’iniziativa c’è anche Daniela Bellotti, fotografa e proprietaria dello studio aperto di recente in centro a Cassago, che ha deciso di scegliere come destinatari dei proventi che ricaverà con i propri servizi di foto, l'ospedale San Gerardo di Monza e la locale Asst.Daniela ci ha raccontato più dettagliatamente in cosa consiste il progetto e perché è così importante per una categoria come quella dei fotografi che non è direttamente coinvolta in prima linea nell’emergenza Coronavirus.“In questo periodo, come è facile immaginare, noi fotografi di privati siamo completamente fermi nella nostra attività e quindi abbiamo deciso di unire le forze e creare questo bellissimo progetto a cui si sono aggiunti tantissimi altri colleghi di tutta Italia. Non mi è mai piaciuto stare a guardare e aspettare che la tempesta passasse, così ho deciso di fare qualcosa. Nel mio caso, ho proposto un mini servizio fotografico dedicato al tema della festa della mamma che si festeggerà il prossimo mese, quando spero che tutti potremo ritornare ad uscire, magari passeggiando con più leggerezza sul lungolago di una delle location che prediligo per i miei lavori, il lago di Annone. Lo immagino come un servizio fotografico spontaneo e naturale, che rispecchi un po' i sentimenti che il senso della “ritrovata” libertà farà nascere in tutti noi”.Daniela ha ereditato la passione per la fotografia dalla mamma, che da giovane aveva lavorato in un laboratorio di stampa fotografica e che con la sua energia e il suo entusiasmo per questo lavoro ha contagiato subito la figlia, fin da quando quest’ultima era molto piccola. Negli anni, la passione si è fatta più concreta; ha seguito dei corsi professionali e ha aperto ufficialmente il proprio studio fotografico a Cassago a gennaio dello scorso anno. “Donerò il mio tempo e una bellissima esperienza a tutte le mamme con i loro bimbi, e un ricordo meraviglioso che resterà per sempre, soprattutto dopo che questo periodo difficile sarà finito” ha concluso la fotografa.Per ulteriori info: https://us4.admin.mailchimp.com/campaigns/show?id=7017006

Mercati rionali: perchè nel lecchese no?

Sab, 04/04/2020 - 18:39
Vorrei che questo mio messaggio arrivasse al prefetto di lecco in merito ai mercati di generi alimentari. Ho visto un mercato rionale di alimentari su Italia uno ore 12/25 di oggi là dove rispettando tutto le regole su ultimo decreto Tutto si è svolto in modo perfetto non c'erano file entravano dopo la delimitazione uno alla volta nessuno si urtava nei settori nessuno toccava la merce per poi riposizionarla sullo scafale (specialmente la frutta) Tutto ciò succede nei supermercati là dove si formano file anche più di un'ora per poi entrare in un ambiente chiuso frequentato da centinaia di persone Noi siamo all'aria aperta è meglio di noi chi può garantire sicurezza nei contatti ?Dico questo perché avevo organizzato in una frazione di un comune della provincia senza nessun attività di commercio con circa 50 famiglie con molti anziani un servizio come sopra descritto ma mi è stato negato il permesso. Il decreto prevede lo svolgimento perché noi a Lecco non possiamo farlo si preferiscono le code al supercato? Rino Barbieri presidente ambulanti prov lecco.

Coronavirus, Cassago: le due minoranze compatte interrogano l'amministrazione

Sab, 04/04/2020 - 18:18
In occasione del consiglio comunale che si terrà - in videoconferenza - il prossimo mercoledì 8 aprile, i gruppi di minoranza Insieme Cassago e Progetto Cassago Democratica, hanno presentato due interpellanze, entrambe inserite all'ordine del giorno e rivolte al sindaco Roberta Marabese, e alla maggioranza.I consiglieri Maurizio Corbetta e Sergio Pini (Progetto Cassago Democratica)La prima (clicca qui per leggerla) riguarda la costituzione del Fondo per l'emergenza economica Covid-19 a favore di situazioni di difficoltà economica. Dopo, infatti, lo stanziamento del governo a favore dei comuni di risorse che dovranno essere spese per far fronte alle cosiddette "Misure urgenti di solidarietà alimentare", i gruppi di opposizione chiedono all'amministrazione che venga istituito un apposito fondo denominato "Fondo Emergenza Economico CoViD-19" ad integrazione dei fondi statali già disponibili e di quelli che verranno ulteriormente previsti e che venga predisposta una somma almeno pari a quella già destinata al Comune, pari a 23.167,83 euro che possa poi essere eventualmente incrementata nei mesi successivi in relazione all'evoluzione della situazione. Inoltre, si richiede che vengano considerate per cittadini, lavoratori autonomi, attività artigianali e commerciali e PMI (piccole medie imprese) misure di agevolazione fiscale che li aiutino a ridurre le tasse comunali e la pressione fiscale. La seconda interpellanza (clicca qui per leggerla) riguarda invece le attività urgenti a favore della popolazione per la distribuzione e l'utilizzo di mascherine, ma fa riferimento anche alla cura e al decoro del cimitero comunale. Anche a Cassago ci sono stati decessi causati dal virus CoViD-19 e i deceduti sono stati sepolti senza un adeguato estremo saluto da parte dei loro cari e dell'intera comunità cassaghese.Rosaura Fumagalli e Antonio Carrino di #Insieme CassagoLa minoranza chiede quindi in quale data il Comune di Cassago ha trasmesso ad ANCI Lombardia la richiesta giornaliera di dispositivi di protezione (DPI), e propone di reperire e distribuire anche a mezzo di altri canali ad ogni nucleo famigliare un numero congruo di DPI, nello specifico mascherine. La proposta dei consiglieri di minoranza mira anche a rendere obbligatorio, fintanto che durerà l'emergenza, l'utilizzo soprattutto della mascherina per l'accesso nei negozi del Comune, divulgandone e sollecitandone l'utilizzo tra la popolazione attraverso lo strumento app AllertaLOM implementata dalla Regione Lombardia per "geolocalizzare" i malati di Covid-19.Infine, i due gruppi chiedono che si prevedano opportune azioni per salvaguardare il decoro del cimitero comunale con la pulizia di tutte le tombe e dei vasi in modo che sia garantita la cura e il rispetto dei defunti.

Dolzago: imprenditore dona un centinaio di mascherine al Comune

Sab, 04/04/2020 - 17:19
"Nonostante la difficile situazione non mancano i gesti di solidarietà, testimonianza di un forte senso etico e sociale" ha detto il sindaco dolzaghese Paolo Lanfranchi durante il video messaggio di venerdì 3 aprile rivolto alla cittadinanza. "Un imprenditore dolzaghese ha donato al comune un centinaio di mascherine monouso come ringraziamento per il lavoro che stiamo svolgendo" ha spiegato sottolineando che saranno utilizzate per i volontari ed i casi maggiormente problematici. Ha poi rivolto un pensiero positivo alla cittadinanza affinché continui a dimostrarsi responsabile come in queste settimane.

Barzago in lutto per la scomparsa di Enrica Riva, volontaria infaticabile

Sab, 04/04/2020 - 16:25
È scomparsa nella notte a 78 anni Enrica Riva, volontaria di lungo corso, sempre attiva e disponibile all'interno della comunità di Barzago. La notizia è giunta inaspettata e improvvisa ai parenti nella mattinata, quando hanno saputo dall'ospedale Sant'Anna di Como, dove la loro congiunta era stata trasferita da qualche giorno dopo un primo ricovero al nosocomio di Cantù, che la situazione era improvvisamente precipitata nelle ultime ore senza che non si potesse fare più nulla. Enrica Riva insieme alle volontarie della parrocchia che si occupano del servizio cucinaI due figli, Simona e Gianpietro e il marito Ivo, sono stati colti di sorpresa dalla notizia e ora si sono stretti nel lutto insieme alla comunità di Barzago, che sulla pagina Facebook del sindaco Mirko Ceroli, il primo a comunicarne la scomparsa, hanno condiviso messaggi di ricordi e di affetto rivolti alla famiglia. Tutti in paese la ricorderanno sempre come una persona attiva all'interno dell'oratorio, una volontaria instancabile che non ha mai mancato un appuntamento quando si trattava di aiutare in cucina o in sala durante le numerose feste del paese e che insieme al marito, incaricato cuoco ufficiale in questi eventi, ha da sempre formato una squadra compatta e disponibile ad aiutare gli altri. Enrica Riva (seconda da sinistra) con le amiche del centro anzianiLa signora Enrica era anche responsabile dell'apertura in alcuni giorni della settimana del centro anziani comunale, era coinvolta negli eventi delle associazioni sportive e costituiva un punto di riferimento importante per la vita comunitaria del paese.Una delle ultime foto che la ritrae, è quella scattata durante l'ultimo pranzo anziani organizzato lo scorso novembre in oratorio a Barzago, dove la donna si trova insieme alle altre volontarie della cucina e insieme al marito per contribuire all'organizzazione e alla gestione della festa.

Oggiono: il cav.Montanelli dei ''Promessi Sposi'' è scomparso

Sab, 04/04/2020 - 14:44
Giovanni MontanelliIl Cavalier Giovanni Montanelli è mancato nelle scorse ore. La notizia della sua scomparsa si è rapidamente diffusa nella mattinata di sabato 4 aprile. Cittadino oggionese molto conosciuto, Montanelli era stato per decenni impegnato nel sociale. Appassionato, in particolar modo, della cultura e delle tradizioni locali si era per anni contraddistinto per la sua partecipazione al gruppo folkloristico "Promessi Sposi", in cui aveva rivestito cariche di rilievo. Montanelli nel corso degli anni era anche divenuto Maestro di firlinfeu. Una passione musicale, per questo particolare flauto, che aveva coltivato proseguendo in un ruolo, quello di Maestro, che in passato era già stato portato avanti da suo padre. Un impegno, quello di Montanelli per le tradizioni locali, per la musica e in particolare nel sociale, che lo aveva contraddistinto fino al punto di ricevere la benemerenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. Durante gli anni in cui fu dirigente dei "Promessi Sposi" diede un forte sviluppo alle attività del gruppo folkloristico. Partecipando a numerosi festival portò la tradizione popolare dell'oggionese e della Brianza in numerose rassegne d'Italia ma, soprattutto, anche all'estero: dalla Principato di Monaca alla Norvegia, oltre che in altri stati come la Russia o l'Ungheria. A fine anni ‘80 il gruppo "Promessi Sposi" venne anche ricevuto in udienza dall'allora Santo Padre Papa Giovanni Paolo II. Sono numerosi i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia che in queste ore sono stati espressi da diversi cittadini oggionesi.«Lo ricordo - ha spiegato Nicolò Corti, presidente della Pro Loco di Oggiono con la quale Montanelli aveva negli anni ‘80 e ‘90 collaborato - come un modello di abnegazione e passione nei confronti della musica che ha amato e ha cercato di fare amare ai componenti del gruppo e ai suoi musicanti. Oggiono perde un uomo che per molti anni, per me indimenticabili, ha portato in giro per il mondo il folklore, la tradizione e il nome della nostra città. Un pezzo di storia che se ne va».Anche il comune di Oggiono ha diffuso una nota in cui il sindaco Chiara Narciso e tutta l'amministrazione comunale ricordano il Cavalier Montanelli per «il grande impegno che aveva ricoperto per molti anni come Maestro del gruppo folkloristico "Promessi Sposi" dando lustro alla nostra Città in varie rappresentazioni anche a livello internazionale».Il cav.Montanelli primo da destra«Buon viaggio cav. Giovanni Montanelli. Per tanti anni motore del gruppo folkloristico dei Firlinfeu. Scompare un altro personaggio della storia della nostra città di Oggiono. Che la terra ti sia lieve Giuan de la banda di can» le parole dell'ex primo cittadino, l'on.Roberto Ferrari.

Barzanò: 14 casi di positività. L'aggiornamento del sindaco

Sab, 04/04/2020 - 14:25
Sono quattordici sino ad oggi, i barzanesi risultati positivi al tampone nell'ambito degli accertamenti condotti dall'autorità sanitaria per la cura del Coronavirus. Si tratta di persone ricoverate in ospedale, in isolamento al proprio domicilio oppure in altri casi guarite. A riferirlo è stato in questi minuti, attraverso una nota ufficiale, il sindaco Giancarlo Aldeghi. Una comunicazione che arriva a distanza di qualche settimana dal primo caso di positività registrato in paese. A questo proposito il primo cittadino ha specificato che aggiornerà solo periodicamente la cittadinanza, ritenendo che i numeri del contagio non siano indispensabili ai fini della prevenzione. Aldeghi ha poi voluto rassicurare rispetto al lavoro svolto dalle istituzioni che mettono subito al corrente le persone entrate in contatto con i contagiati nei quattordici giorni precedenti l'insorgere dei sintomi del virus.Di seguito il comunicato di Aldeghi:

Coronavirus: sorpresa per i barzanesi. Mascherine dal Comune nella cassetta della posta

Sab, 04/04/2020 - 12:57
Le mascherine recapitate dal Comune ai cittadiniDopo la distribuzione di un kit di mascherine organizzata la scorsa settimana in collaborazione con la locale farmacia, il Comune di Barzanò ha voluto mettere in atto un altro importante gesto a favore dei suoi cittadini che questa mattina hanno trovato una sorpresa speciale nella cassetta della posta: una busta contenente due mascherine realizzate in polipropilene ignifugo ed idrorepellente.Una bella iniziativa che ha subito suscitato l'apprezzamento della popolazione e che, come è stato spiegato dagli amministratori, è stata possibile grazie al contributo di altre imprese ed enti con sede a Barzanò. A realizzare le mascherine, in particolare, è stata l'impresa Corbetta Snc di Flavio e Mariella Corbetta (attiva nella produzione a mano e a macchina di cuscini, materassi, tende e tovaglie) con sede a Dagò. Peregolibri invece, ha dato un contributo di tipo organizzativo, così come la Pro loco che insieme ai consiglieri si è anche occupata della distribuzione del materiale, casa per casa, grazie anche ad un buon gruppo di volontari.Affidandosi ai social, il sindaco Giancarlo Aldeghi ha ringraziato coloro che hanno consentito di portare a casa il bel risultato, mettendo in evidenza l'impegno profuso da tutti nell'iniziativa. ''Il nostro grazie a tutte quelle persone che con pazienza e generosità hanno realizzato, confezionato e distribuito le mascherine. E' solo per il loro affetto per la nostra comunità che ciò è stato possibile'' le sue parole. Come dicevamo già la scorsa settimana il Comune aveva organizzato la distribuzione di un kit di mascherine al costo di 5 euro, grazie alla collaborazione della farmacia e di un privato che le aveva recuperate, mettendole a disposizione della cittadinanza.Il messaggio di ringraziamento che ha voluto condividere con noi una lettrice

I carabinieri portano libri, pc e tablet a casa degli studenti

Sab, 04/04/2020 - 12:31
L'Arma dei Carabinieri nella Provincia di Lecco, oltre a garantire, unitamente alle altre Forze di polizia, il rispetto della particolare normativa volta al contenimento del contagio del virus Covid-19, sta contribuendo in questi giorni i maniera significativa a garantire anche il diritto allo studio dei giovani lecchesi, di ogni ordine e grado, avendo dato la propria più ampia disponibilità a consegnare direttamente a domicilio computer, tablet, libli e quanto necessario per seguire le lezioni anche a distanza.In particolare, sono stati intessuti immediati accordi fra il Comando Provinciale Carabinieri di Lecco ed il diregente dell'Ufficio Provinciale Scolastico, dr. Luca Volontè, al fine di corrispondere alla particolare esigenza degli studenti, il quale ha provveduto tempestivamente a comunicare ai vari dirigenti scolastici della provincia tale importante iniziativa. Sono stati già consegnati diversi libri a domicilio, da parte delle pattuglie delle Stazioni CC, a vari studenti delle Scuole medie inferiori, e nel corso dei prossimi giorni verranno consegnati oltre 80 fra tablet e computer a studenti delle Scuole medie Inferiori e Superiori.L'iniziativa rimarca la tradizionale caratteristica dell'Arma dei Carabinieri quale Forza di polizia a competenza generale capillare sul territorio nazionale, nonché la sua vicinanza alle popolazioni in difficoltà.

Casatenovo: Romano Limonta racconta il suo impegno nell'Associazione sulle Regole fondata dall'ex pm Gherardo Colombo

Sab, 04/04/2020 - 10:23
Romano LimontaUn uomo ''a tutto tondo'' appassionato del proprio mestiere e con un'esperienza di vita che è difficile da immaginare. Il casatese Romano Limonta, socio, promoter e relatore dell'Associazione sulle Regole, organizza ormai da anni incontri che coinvolgono gli studenti e i cittadini in dibattiti volti a stimolare condivisione e corresponsabilità dell'uomo rispetto alla costruzione della società in cui vive.Inserendosi in tematiche attuali, Romano Limonta trae spunto per sviluppare una riflessione comune che parte dal ''clima surreale in cui siamo sprofondati, in un momento in cui la speranza lascerà il posto alla certezza'' con grande solidarietà verso gli operatori sanitari e al loro grido nei comportamenti sociali. Già consulente in comunicazione e marketing oggi non si reputa un pensionato, anzi, ritiene di essere una persona attiva nei suoi 70 anni e nel tempo libero si dedica anche alla solidarietà.Nonno di tre nipoti, cerca di trasferire alle future generazioni un messaggio sociale, "un messaggio che ha il profumo delle regole che vorrei irrigassero il terreno della loro vita per molto tempo".Limonta è entrato in contatto con l'Associazione sulle Regole, nata a Milano dieci anni fa in un incontro fra un gruppo di persone e Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani Pulite. Il sodalizio, che conta oggi più di duecento associati, organizza incontri con la cittadinanza e associazioni, ma soprattutto nelle scuole, al fine di dialogare ed interagire in prima persona con i ragazzi riguardo temi legati alla società odierna. Il presupposto dell'impegno culturale dell'associazione è l'idea che proprio l'approfondimento di questi temi contribuisca a modificare l'atteggiamento negativo che tanti hanno nei confronti delle regole.''Sono entrato in contatto con persone di un certo spessore professionale, si tratta di avvocati, giuristi, magistrati, procuratori'' ci ha detto Romano Limonta. ''Non sono laureato, e non sono nemmeno iscritto allo zecchino d'oro, ma la mia cultura è quella del marciapiede, ho preso la mia borsa e ho camminato lungo, per la mia strada, a volte spinosa. Abbiamo dato forma, sostanza e corpo al concetto di regola, che sono valori fondanti della democrazia e i gli stessi si trovano negli articoli della Costituzione'' ha proseguito il casatese, sottolineando qual è il suo metodo di lavoro. ''Organizzo incontri con le scuole senza aspettare di essere contattato dalla struttura scolastica, portando progetti che possono essere affrontati da ogni singola classe utilizzando come strumento il dialogo creando così dei percorsi che non si esauriscano in un solo incontro ma che proseguano anche con un lavoro sviluppato dagli insegnanti stessi''.  Lavorando con le singole classi si cerca di spiegare il significato della parola "Regole" e concetti di società verticale e orizzontale, e come questi trovino applicazione in veri e propri comportamenti di vita, che la famiglia prima, e la scuola poi, tramanda alle future generazioni.''Spesso chiedo a questi ragazzi se le regole sono state create e valgono solo per gli adulti oppure se secondo loro sono indirizzate a chiunque, cerco inoltre di fornire loro anche degli esempi concreti: spiego ai ragazzi che le regole sono comportamenti di vita, e che trasgredire ad una di queste può portare a conseguenze molto serie, fino alla reclusione.Alla fine sono loro i giudici della loro vita, sono loro che decidono come comportarsi nel presente, solo agendo sul presente si può influenzare il futuro'' ha aggiunto Romano Limonta.  ''A prova di ciò porterò nel prossimo incontro nelle scuole, nel quale parleremo proprio delle carceri, il mio amico sociologo e scrittore Alberto Terzi, il quale mi aiuterà a spiegare come alcuni ragazzi vivono all'interno delle carceri e soprattutto alla loro rieducazione, principio fondamentale per un futuro inserimento nella società''.Una delle esperienze che  ha più a cuore e che cerca di condividere attraverso gli incontri con la cittadinanza, é stato affrontato durante l'ultimo dibattito tenutosi a Galgiana Casatenovo sul tema del Perdono, e del "Diritto all'oblio ", da intendersi come il diritto a non essere esposti ai pregiudizi che può comportare la reiterata pubblicazione di una notizia, in sostanza del diritto a non vedere più associato il proprio nome a vicende che riguardano il passato.Romano Limonta, a volte non ha nascosto la difficoltà che spesso incontra nell'organizzare incontri e dibattiti ,anche in varie associazioni, dove le regole sono culture di approfondimenti.Spesso a questi incontri lo accompagnano persone di notevole spessore etico e morale, Don Marco Rapelli sacerdote della comunità di Casatenovo, persona che stima e che considera un padre spirituale, il Dr. Francesco Castelli, una persona cara alla quale si sente molto legato, giurista, docente universitario al quale si riconosce  una forma di linguaggio, in un'espressione democraticamente liberale, oltre alla conoscenza della sua specifica materia.  ''Ricordo in passato, durante un incontro a Sondrio, chiesi a Gherardo Colombo se era cambiato qualcosa sulla corruzione dai tempi di Mani Pulite. Mi rispose "nulla", quindi l'unica domanda a cui siamo ancora aperti oggi è: conviene essere onesti oggi?".Ogni tanto Romano Limonta, si reca a salutare  i reclusi presso la struttura carceraria di San Vittore perché ''nel dialogare con loro si sente un disagio. Non vorrei inoltre che alcuni studenti un domani non li veda passeggiare fra i corridoi del carcere e a loro dico sempre: non aprite quella porta". Romano Limonta, ultimo a destra con i relatori intervenuti all'incontro sul Perdono a GalgianaCosa si aspetta dal futuro dalle generazioni che verranno dopo di noi? ''Bisogna intensificare il nostro impegno solidale, essere più attivi, sono in disaccordo con le associazioni che ritengono che nelle scuole si può andare una volta o due, io invece credo che sia necessario intensificare il programma, intraprendendo un percorso a tappe che cominci e finisca con la certezza che il messaggio venga recepito dai ragazzi "anche senza un evento pubblico finale".  Se avesse i mezzi e i metodi su chi o cosa punterebbe di più la sua attenzione? ''Vorrei che la mia voce, e la voce della nostra Associazione arrivasse più lontano, vorrei rivolgermi a tutte le persone che abbiano l'intelligenza e la curiosità di agire sul proprio futuro. Un buon pubblicitario dice...se butti un sasso nell'acqua generi una serie di cerchi concentrici, concetto molto realistico e attuabile''.Cosa l'aspetta nel futuro? ''Io il futuro l'aspetto giorno per giorno cercano il tassello che mi aiuti a diventare una persona più consapevole e responsabile di ciò che faccio''.L'ex magistrato Gherardo Colombo in uno dei suoi incontri pubbliciA chiudere l'intervista le parole di Gherardo Colombo, più che mai attuali in questo periodo in cui bisogna rispettare tante regole, prima su tutti quella di restare a casa, per raggiungere un obiettivo fondamentale: la salute di tutti noi.''La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall'incomunicabilità. Non può funzionare l'amministrazione della giustizia, quel complesso che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. E non può funzionare la giustizia intesa come punto di riferimento, come base dei rapporti tra gli abitanti del mondo, dispensatrice, prima ancora che verificatrice, di quel che spetta e quel che è tabù, delle possibilità e dei carichi, degli ordini e dei divieti, delle limitazioni e della libertà. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole. Se non lo comprendono tendono a eludere le norme, quando le vedono faticose, e a violarle, quando non rispondono alla loro volontà. Perché la giustizia funzioni è necessario che cambi questo rapporto. Ciascuno di noi può contribuire alla sua realizzazione nel suo quotidiano, consapevole del fatto che un così profondo cambiamento culturale non può essere attuato a breve termine e soprattutto ha bisogno dell'impegno di tutti''.

Coronavirus, Sirone: sette casi e il sindaco potenzia i controlli

Sab, 04/04/2020 - 08:56
Il sindaco De CapitaniPotenziamento dei controlli a Sirone. "Così non va bene". Comincia così, seguita da tre punti esclamativi, la lettera che il sindaco Emanuele De Capitani ha inviato ai cittadini per fare il punto sulla situazione che, a suo giudizio, non sta proseguendo per il verso giusto. "In questi ultimi giorni abbiamo riscontrato troppe persone in movimento. Troppe volte, troppo distanti dalle abitazioni e per un tempo troppo lungo. Non è questo il momento di allentare l'attenzione al problema contagi" ha riferito il primo cittadino. Nella giornata di ieri è giunta in comune la segnalazione di due nuovi casi di positività al test COVID-19. A Sirone quindi ci sono sette casi di positività al Coronavirus a quattro cittadini in sorveglianza attiva. "Così non va bene. Per questo motivo ho chiesto alle Forze dell'Ordine e ai volontari della Protezione Civile di intensificare il loro monitoraggio nel nostro territorio e ho chiesto loro di attuare quanto previsto dalle norme vigenti nei confronti degli eventuali trasgressori" ha detto il primo cittadini invitando la popolazione a restare a casa. "Dobbiamo farlo per rispetto di quei nostri concittadini che, loro malgrado, stanno lottando per vincere questo maledetto virus e lo dobbiamo a tutti quei Sironesi che, dal primo giorno dell'emergenza, stanno rispettando alla lettera le condizioni restrittive a cui siamo sottoposti. Dobbiamo farlo per tutte quelle donne e quegli uomini che stanno mettendo a rischio le loro vite, ogni giorno, sulle strade, per la nostra sicurezza, nei negozi, per il nostro sostentamento e, soprattutto, nelle strutture sanitarie nel tentativo di salvare le nostre". Per il sindaco "non è questo il momento di allentare l'attenzione al problema contagi". Per concludere la sollecitazione: "Dobbiamo contribuire tutti ad azzerare questi numeri e abbiamo solo un modo per farlo. Restare a casa!".

Donazioni per il Manzoni ed il Mandic da Giuseppe Caprotti: rendo qualcosa al Paese, sostengo le strutture di cui mi fido

Ven, 03/04/2020 - 19:22
Il dr. Giuseppe Caprotti15 letti per il San Leopoldo Mandic, poi 6 ecografi palmari, un portatile per radiografia motorizzato e un altro ecografo per l'ospedale Manzoni di Lecco: tutta strumentazione arrivata oggi, frutto di una delle tante donazioni del dottor Giuseppe Caprotti, figlio del compianto fondatore di Esselunga. L'imprenditore è da tempo impegnato nella gara di solidarietà che l'ha visto e lo vede in prima linea a favore di numerosi presidi ospedalieri. Dottor Caprotti, come mai donazioni così mirate?"La ragione? Me li hanno chiesti e io mi sono fidato. Fanno emettere fattura e io faccio una donazione. Abbiamo proceduto così anche con il Policlinico di Milano oggi : ho donato sistemi di monitoraggio paziente per 12 posti letto di terapia intensiva". Quale legame ha con il lecchese e in questo caso con l'azienda socio-sanitaria territoriale di Lecco?   "Conosco varie persone nel lecchese: un cardiologo che lavora a Merate , il dottor Tomaso Gnecchi Ruscone e i signori Silvia e Massimo Mazzoleni di Lecco. Ma sto per finanziare altri progetti, anche in altre zone, in Brianza e a Milano". C'è una gara di solidarietà i cui risultati erano tutt'altro che scontati. Che cosa secondo lei è scattato nell'opinione pubblica da indurre tutti coloro che possono, poco o tanto, a partecipare alla raccolta fondi?   "Io ho avuto un grande esempio: mio nonno Guido Venosta che ha gestito l'Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) per trent'anni, dal 1966 al 1996. Gli altri non so. Forse gli italiani "tirano fuori il meglio" nei momenti di difficoltà".Lei si è già distinto per diverse donazioni tra cui una da ben dieci milioni di euro. Un semplice gesto di generosità da parte di una persona facoltosa o c'è dell'altro?   "Non c'è "altro" ma la semplice volontà di rendere qualcosa  al mio paese, visto che ho avuto tantissimo. Io non ho donato 10 milioni : ho messo a disposizione un fondo  e lo sto usando così, come gliel'ho descritto. Un milione è andato al fondo di Mutuo soccorso del Comune di Milano e gli altri 9 li sto dando così, alle strutture che conosco e che ne fanno richiesta, possibilmente - mi spiace dirlo - by-passando le strutture dello Stato italiano. E mi fermo qui".Articoli correlati Mandic: 16 nuovi letti elettrici consegnati nei reparti, 15 sono stati donati da Caprotti

Cremella: la biblioteca ''riapre'' con le storie della buona notte

Ven, 03/04/2020 - 17:35
C'è un nuovo appuntamento divertente e interattivo in questi giorni di quarantena per tutti i bimbi che hanno voglia di mettersi in gioco, facendolo comodamente dalle proprie case. Si tratta della nuova iniziativa "Storie della buona notte", proposta e portata avanti dalla bibliotecaria di Barzago e Cremella, Milena Rocca. VIDEOOgni giovedì alle 20.30, infatti, sul canale youtube "Biblioteca di Cremella" è possibile seguire la lettura di una favola sempre diversa prima di addormentarsi e al termine di ogni video, la bibliotecaria spiegherà un'attività da fare inerente alla storia appena letta. Le creazioni dei bambini, non rimarranno poi tra le mura di casa, ma sarà possibile filmarle o fargli una foto e inviarle al sito della biblioteca per condividerle con la bibliotecaria e trarre nuovi spunti per la settimana successiva. L'ultima favola letta è stata "Al di là della foresta" di Nadine Robert e Gerard Dubois, edizione Orecchio Acerbo e per i prossimi incontri sono tante le novità che avrà in serbo la nuova storia.

Pagine