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Aggiornato: 4 ore 44 min fa

Casatenovo da scoprire/16: a Valaperta c'è una chiesina che ricorda l'eccidio partigiano

5 ore 32 min fa
L’uccisione di un fascista a Valaperta portò a cruente rappresaglie e all’esecuzione di quattro partigiani che si nascondevano nelle cascine della frazione casatese, su ordine del comandante Formigoni. Questo accadde nei primi giorni del gennaio del 1945 e venne ricordato con la dedicazione alla Madonna della Neve della chiesina di Valaperta, protagonista della puntata odierna della nostra rubrica ''Casatenovo da scoprire''.Tra il Dodicesimo e Tredicesimo secolo, la cascina di Valaperta contava meno di un centinaio di persone che tutte le domeniche, per presenziare alla Messa, dovevano camminare sino alla chiesa di Maresso. Probabilmente questa chiesa era scelta per essere più vicina rispetto alle altre della zona, o forse perché molti contadini di Valaperta lavoravano nei campi confinanti con il territorio missagliese.I chilometri che vi sono tra Valaperta e Maresso non sono pochi, e i contadini lo sapevano. Per questo motivo, alla fine del Tredicesimo secolo, i villici della cascina di Valaperta costruirono una piccola cappella nella quale, nei giorni festivi, i sacerdoti provenienti dai comuni circostanti (Missaglia, Maresso o Lomagna) venivano per celebrare la messa festiva. Inizialmente dedicata a Santa Sofia, alla fine del Cinquecento venne dedicata a Santa Eufemia.Questa cappella fu presto affiancata da quella dedicata a San Carlo a Rimoldo, costruita dal “signore” del posto, ossia il Conte Giovanni Parravicini per tenere a bada i contadini che, intorno al 1620, si rivoltarono contro l’uso della mezzadria come metodo di pagamento del lavoro della terra. Il medesimo Parravicini costruì anche la casa per il cappellano nei pressi della Cascina di Valaperta; da questo dato, di cui si ha prova nell’archivio prepositurale di Missaglia, si può evincere quindi che un unico cappellano era al servizio delle due cascine e delle due cappelle. Il cappellano però frequentava quella casa solo periodicamente, lasciando senza religioso le due cascine, molto spesso.Verso la fine del Seicento, i villici di Valaperta non erano soddisfatti dell’opera del cappellano, che probabilmente preferiva (per sua scelta o per sudditanza al Parravicini) la chiesa di San Carlo. Per questo motivo decisero di ampliare la cappellina trasformandola in una vera e propria chiesetta con tanto di campana. Nonostante questi lavori, Santa Eufemia, come San Carlo, rimase spesso vuota dato che i sacerdoti la raggiungevano solo dopo grandi insistenze degli abitanti della cascina, o per le feste padronali, lasciando senza continuità gli abitanti delle due piccole cascine che nel 1766 contavano in totale 88 persone.Dopo la metà dell’Ottocento don Alessandro Bollati, il parroco di Maresso, decise con il concorso di popolo di impegnarsi per ricostruire la chiesetta di Santa Eufemia di Valaperta che allora era in stato di decadimento.Con l’arrivo della Seconda guerra mondiale si ebbe un gran fermento di resistenza nelle campagne brianzole che le videro accogliere e nascondere tanti partigiani nei fienili o in cima ai campanili.Nel territorio di Valaperta, nei pressi della chiesina, accadde un evento che è rimasto nella memoria di tutti coloro che l’hanno vissuto, soprattutto Carla Sala che, il giorno dopo l’accaduto, prese carta e penna scrivendo tutto ciò che avvenne. “Il 23 di ottobre del 1944, stavo tornando dai campi con altri contadini quando ci corsero in contro dalla cascina alcune donne che ci dissero che avrebbero bruciato tutto, se non fossimo scappati avrebbero anche potuto ucciderci” la testimonianza dell'anziana, resa anche ai volontari dell'associazione Sentieri e Cascine in un'intervista video.Quel giorno un milite della Guardia Nazionale Repubblicana, Gaetano Chiarelli, si era recato a Valaperta per indagare sulla diserzione di Luigi Gaiati, che si pensava si stesse nascondendo nella cascina. Si diresse verso l’osteria, che un tempo si trovava sulla sinistra della chiesina di Valaperta, nella cascina che è oggi divenuta un’abitazione. Fece troppe domande, forse ebbe anche un comportamento da sbruffone, ma venne ucciso.Il cadavere venne seppellito dai partigiani dietro alla chiesa di Santa Eufemia, poi, calata la notte, fu spostato in un altro luogo. Non è ben chiaro come arrivò la notizia dell’accaduto al comando delle brigate nere, probabilmente i suoi commilitoni, non vedendolo tornare, iniziarono le ricerche che, fallite, portarono alla rappresaglia.Nei giorni seguenti le BN (brigate nere) si recarono a Valaperta portando via alcuni dei suoi abitanti e minacciandoli di morte nel caso non si fosse trovato il cadavere e i responsabili dell’omicidio di Chiarelli. Dato che queste prime minacce non furono sufficienti, la sera stessa una trentina di BN con a capo il comandante Emilio Formigoni informò la popolazione della cascina che avrebbero dato fuoco a tutto, e furono di parola: spararono nei cortili, incendiarono stalle e fienili con il bestiame ancora al loro interno, fecero razzia nelle case e passarono per il manganello gli abitanti per avere i nomi dei responsabili. “Corsi fuori in cortile e vidi che le fiamme si stavano avvicinando alla mia stalla, quindi presi coraggio e corsi dentro. Riuscì a liberare due mucche, un asino ed un maialino, essenziali per il sostentamento della mia famiglia” ha raccontato Carla Sala.Le violenze continuarono e non si placarono nemmeno nel momento in cui fu ritrovato il cadavere, revocando per tre mesi le tessere annonarie degli abitanti della cascina, impedendo quindi il diritto di acquistare il necessario per sopravvivere.Dopo alcuni interrogatori cruenti, i fascisti condannarono a morte quattro partigiani: Natale Beretta, Nazzaro Vitali, Mario Villa e Gabriele Colombo.Il 3 gennaio 1945 una camionetta portò i quattro ammanettati prima a Missaglia e poi al comando di Como. Poi i quattro furono riportati a Valaperta dove furono confessati e ricevettero l’estrema unzione.Mentre vennero trasportati sulla curva che da Valaperta porta a Lomagna, Vitali cercò di attribuirsi tutta la colpa per scagionare i suoi compagni, ma un fascista rispose: “Perdonerà Domineddio, ma la Repubblica Italiana non perdona”.“Prima di fucilarli, i quattro condannati chiesero di baciare il crocifisso, poi, allontanatosi, vennero fucilati tutti e quattro insieme” ha risposto Carla Sala che, a soli ventidue anni dovette assistere al percorso dei quattro condannati al loro patibolo.Dal dopoguerra si ebbe un grande sviluppo demografico della frazione casatese, che divenne pian piano sempre più numerosa e ancora combatteva con fervore per poter avere un centro dove potesse professare la propria fede. Nel 1963, venne costruita l’odierna chiesa di Valaperta, che coincise con la costituzione della parrocchia di Valaperta.La parrocchia di Valaperta è soprannominata come parrocchia del Papa perché il 29 settembre 1963 venne nominato Papa l’Arcivescovo di Milano, Cardinal Giovanni Battista Montini, noto come Papa Paolo VI. L’opera di costituzione della parrocchia di San Carlo fu quindi conclusa dal Cardinal Montini, non più nelle vesti di arcivescovo, bensì in quelle di Papa.Nell’estate del 1982 si fecero dei lavori di restauro grazie al lavoro volontario di diversi parrocchiani ed al concorso finanziario del Comune di Casatenovo. In questa occasione vennero poste delle lapidi in memoria dei martiri partigiani morti durante le guerre del Novecento.Il venticinque aprile dell’anno successivo, venne celebrata la Festa della Liberazione con grande partecipazione di popolo, autorità, associazioni partigiane ed alpine: tutto questo per dedicare la chiesina di Valaperta ai Martiri della Libertà ed ai Caduti di tutte le guerre, in special modo ai caduti per l’eccidio di Valaperta di cui vi abbiamo raccontato.Negli anni successivi vi è stata posta una grande statua in gesso della Madonna della Neve, statua che vi era posta molto tempo fa ma che, logorata dal tempo, era stata sostituita e posta nella chiesa principale di Valaperta. Ponendola di nuovo lì, la chiesa è ora conosciuta come dedicata alla statua che custodisce al suo interno.Un ulteriore intervento di restauro è stato portato avanti negli anni scorsi dagli Alpini in collaborazione con alcuni artigiani di Casatenovo e con l'amministrazione comunale.Le informazioni che abbiamo qui riportato, sono state il frutto di un grande lavoro di ricerca da cui sono stati pubblicati due libri: “Di generazione in generazione: Valaperta e Rimoldo origini, storia e tradizioni” edito dalla Parrocchia San Carlo di Valaperta, e “Missaglia 1943.1945: Fatti e Persone da non dimenticare” di Anselmo Luigi Brambilla e Ezio Giubilo per Bellavite. Non solo ci siamo avvalsi di questi volumi pieni di nozioni, ma è stato decisivo l’aiuto di Angelo Galbusera, residente a Valaperta che ci ha entusiasmato con la sua grande conoscenza della storia del territorio.Rubrica a cura di Giovanni Pennati e Alessandro Vergani

Missaglia: referendum: scrutatore accusa un malessere, per precauzione chiuso (e sanificato) uno dei seggi alla primaria

7 ore 34 min fa
L'accesso alla scuola primaria Moneta, sede elettoraleReferendum al via... subito con un intoppo a Missaglia. Il seggio 2 infatti, allestito presso la scuola primaria Teodoro Moneta, non ha potuto aprire regolarmente alle ore 7 ai propri elettori di riferimento a scopo precauzionale.Uno degli scrutatori infatti, nelle scorse ore ha accusato un malessere e per questa ragione si è preferito procedere alla sostituzione di chi nel pomeriggio di ieri aveva mantenuto con la persona dei contatti diretti, durante le operazioni di preparazione della tornata referendaria.''Ci siamo subito messi in contatto con la Prefettura e con i Carabinieri, seguendo tutte le disposizioni del caso'' ci ha detto il sindaco Bruno Crippa. ''Ora stiamo procedendo alla sanificazione del seggio con un apposito macchinario che è già nelle nostre disponibilità, e nel frattempo è stata effettuata la sostituzione degli scrutatori. Non appena sarà possibile, il seggio aprirà regolarmente per le procedure di voto''.Al momento non è noto se il malessere accusato alla persona sia riconducibile al Covid: i sintomi, come noto, non forniscono alcuna certezza, ma a scopo precauzionale si è preferito procedere con prudenza a tutela di tutti.

Eventi sportivi: ok l'ingresso del pubblico

7 ore 57 min fa
“A decorrere da sabato 19 settembre 2020, in Lombardia è consentita la presenza del pubblico durante gli eventi e le competizioni sportive, ivi compresi quelli riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, di ogni disciplina, all’interno di impianti sia all’aperto che al chiuso, limitatamente a quei settori nei quali sia possibile assicurare posti a sedere da assegnare ai singoli spettatori per l’intera durata dell’evento e nel rispetto delle misure previste dall’allegato della presente Ordinanza”.È quanto previsto dall’Ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia in tema di accesso del pubblico negli impianti sportivi relativamente alle misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza-Covid.“La presente ordinanza - si legge nel testo - produce effetti fino al 15 ottobre 2020”.Tra i punti contenuti nell’allegato dell’ordinanza si segnala che “può essere consentita la partecipazione del pubblico esclusivamente nei settori degli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva e nominale del posto a sedere numerato ai singoli spettatori per l’evento e comunque in misura non superiore, in proporzione, al 25 % della capienza autorizzata dalle Commissioni di vigilanza prima dell’emergenza causata dal COVID-19 e, in via assoluta, in misura non superiore a 1.000 spettatori negli impianti all’aperto e 700 spettatori negli impianti al chiuso”.Dovrà essere rilevata la temperatura corporea sia per il personale che per il pubblico, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5; il personale preposto dovrà vigilare sull’uso della mascherina, obbligatorio all’aperto e al chiuso, e dovrà garantire il distanziamento.Inoltre si prevede che  ”l’acquisto dei biglietti dovrà essere preferenzialmente effettuato on line. L’eventuale servizio di biglietteria in loco può essere previsto purché le relative postazioni siano dotate di barriere fisiche, sia fatto osservare il distanziamento interpersonale in coda e siano favorite modalità di pagamento elettroniche”.“Il titolo di accesso, in ogni caso - sottolinea l’ordinanza - deve essere nominale in relazione al singolo fruitore del posto assegnato”.“Al fine di evitare assembramenti  - specifica ancora il testo - non è consentita l’attività dei bar, dei punti di ristoro e dei distributori automatici di alimenti e bevande. L’eventuale distribuzione di bevande e snack potrà avvenire mediante addetti che circolano nelle tribune, senza che il pubblico debba lasciare il posto assegnato”.

Molteno: concorso fotografico per il calendario comunale

Sab, 19/09/2020 - 18:43
L'assessorato alla cultura del comune di Molteno organizza il concorso fotografico "Molteno Ieri e Oggi". Riservato ai residenti sul territorio comunale, ha l'obiettivo di coinvolgere la cittadinanza nella realizzazione del calendario comunale per l'anno 2021. Il soggetto delle foto del concorso di quest'anno è il cambiamento sul territorio di Molteno: il partecipante, avendo recuperato una fotografia sufficientemente vecchia di Molteno, dovrà fotografare lo stesso luogo o soggetto come è al tempo attuale. L'invio delle foto va fatto esclusivamente via mail entro le 12 del 14 ottobre 2020 all'indirizzo: biblioteca@comune.molteno.lc.it. Occorre allegare alla mail l'immagine obbligatoriamente in formato jpg e il modulo di iscrizione compilato in tutte le sue parti e firmato. Se il partecipante ha meno di diciotto anni, la firma dovrà essere del genitore o di chi ne fa le veci.Una giuria valuterà le immagini presentate, riservandosi il diritto di escludere ogni immagine che risulti lesiva della dignità della persona e non sia in linea con i requisiti indicati nell'avviso pubblico. Il giudizio della giuria è insindacabile.Le immagini vincitrici saranno scelte dalla Giuria entro il 27 Ottobre e ne sarà data comunicazione via mail ai vincitori.

Più Casatenovo: una mozione per valorizzare i parchi comunali

Sab, 19/09/2020 - 17:43
Una mozione per valorizzare i parchi comunali, predisponendo dei regolamenti e delle norme di fruizione ad hoc e potenziandone le dotazioni. A presentarla è stato il gruppo di minoranza ''Più Casatenovo'', che ha fatto pervenire in municipio il documento, probabilmente inserito nell'ordine del giorno della prossima seduta di consiglio comunale.Di seguito il testo integrale:Premesso che:– Il Comune di Casatenovo vanta la presenza di più parchi pubblici di diversa estensione sul proprio territorio e che tali luoghi sono un patrimonio pubblico che necessita una piena valorizzazione per lo svago e il benessere dei cittadini;– L’articolo 5.2, lett. n) e o) dello Statuto del Comune di Casatenovo riconosca nelle finalità dell’ente la tutela dell’ambiente e l’accentuarsi della sensibilità collettiva e della correttezza dei comportamenti nei confronti della tutela del patrimonio naturale e umano;– L’articolo 5.2, lett. k) dello Statuto del Comune di Casatenovo individui nella realizzazione di strutture idonee allo svolgimento di attività sportive (da parte del singolo e delle associazioni sportive) una propria finalità.Considerato che:– Il Consiglio Comunale ha già approvato all’unanimità, durante il Consiglio Comunale del 21 novembre 2019, la mozione prot. n. 24223 presentata in data 12.11.2019 dal gruppo consiliare di Più Casatenovo per i parchi giochi in vista della ricorrenza della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e del 30° anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza;– Attualmente non è presente un regolamento ad hoc per i parchi pubblici nel Comune di Casatenovo che ne disciplini puntualmente aspetti quali gli orari e le modalità di utilizzo degli spazi;– Nel territorio del Comune di Casatenovo si trovano parchi pubblici che restano aperti anche durante la notte e senza alcuna illuminazione;– I parchi pubblici del nostro Comune necessitano di un potenziamento dell’illuminazione per migliorarne la fruibilità e per ridurre la presenza delle c.d. black zone.Si impegna l’Amministrazione per i seguenti punti:– Prevedere un regolamento sui parchi pubblici che ricomprenda anche il regolamento sui parchi giochi secondo la mozione già approvata durante il Consiglio Comunale del 21 novembre 2019;– Disporre, nell’ambito dello stesso regolamento, orari di apertura e di chiusura giornalieri dei parchi pubblici e prevedere, ove possibile, l’installazione di cancelli elettronici a chiusura automatica;– Installare dei “Percorsi Vita” all’interno dei parchi pubblici per offrire ai cittadini uno spazio idoneo e gratuito per l’esercizio fisico.– Potenziare l’illuminazione nelle suddette aree anche attraverso il coinvolgimento della Consulta Rioni e Frazioni.

Lomaniga: è mancato don Ugo Arrigoni, per otto anni fu parroco della comunità

Sab, 19/09/2020 - 16:53
Don Ugo ArrigoniUn prete affabile, brillante e benvoluto. Capace di avvicinare alla Chiesa anche tanti giovani. E' così che la comunità di Lomaniga ricorda don Ugo Arrigoni, l'amato parroco della frazione missagliese spentosi nei giorni scorsi a 71 anni. Originario di Pioltello e ordinato sacerdote nel 1975, la prima esperienza ministeriale l'aveva vissuta a Mezzana e poi ancora a Seregno, nella parrocchia di Sant'Ambrogio. Nel 1990 invece, era giunto a Lomaniga per il suo primo incarico da parroco, raccogliendo la difficile eredità di don Giovanni Ferri. Il predecessore aveva lasciato un'impronta forte nella parrocchia dedicata ai Santi Fermo e Rustico, contribuendo ad esempio, alla creazione della scuola dell'infanzia per citare una delle opere più significative compiute durante il suo lungo ministero. Eppure don Ugo aveva saputo integrarsi alla perfezione nella piccola comunità missagliese, ponendosi al servizio degli anziani, così come dei giovani, con i quali aveva stretto un legame molto amichevole, seppur dall'alto del suo ruolo di guida spirituale. In molti ricordano il suo amore per la musica: spesso avvicinandosi alla chiesa lo si sentiva suonare il suo organo; indimenticabile poi, la frase che aveva pronunciato dal pulpito dopo la vittoria di un suo parrocchiano, Luca Sironi, che nel 1996 diventò campione del mondo di ciclismo: ''Lomaniga caput mundi''. Oltre al suo ruolo di parroco lomanighese, don Ugo aveva ricoperto molteplici incarichi pastorali in diocesi, fra i quali quello di consulente ecclesiastico per il CSI di Lecco fino al 2000, mentre dal 2003 al 2008 è stato membro della Commissione Presbiterale della Conferenza Episcopale Lombarda (CEL). Conclusa la propria esperienza sacerdotale a Lomaniga nel 1998 - passando il testimone al valapertese don Angelo Galbusera, l'ultimo parroco esclusivo della comunità lomanighese - don Ugo fino al 2007 fu alla guida della comunità parrocchiale di Corrido e a seguire residente con incarichi pastorali a Desio fino al 2013, quando divenne cppellano ospedaliero dell'istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano.I suoi funerali si sono svolti questa mattina a Pioltello, la sua comunità di origine. A Lomaniga oltre ai tantissimi ricordi ben impressi nella mente dei parrocchiani, il pensiero si rivolge a don Ugo passando per Via Alpi dove si trova la ''sua'' casa parrocchiale. Fu proprio lui, l'ultimo sacerdote ad abitarla.

Casatenovo: il progetto Colombina 2.0 si aggiudica il premio sociale Enrico Davolio

Sab, 19/09/2020 - 14:30
Quest'anno è stata La Colombina, storico rione casatese, a ospitare il premio Enrico Davolio, sostenuto della fondazione della comunità Monza e Brianza. Un momento di animazione a cura dei ragazzi di ''Bellezze In Bicicletta''Questa iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, è nata con l'intenzione di ricordare e proseguire l'operato di Enrico Davolio, sostenendo progetti inclusivi e di utilità sociale in tutte le aree di prevenzione del disagio e di innovazione sociale. Per l'edizione 2019, il concorso ha voluto premiare chi, più degli altri progetti, ha saputo puntare su innovazione metodologica, risposta a nuovi bisogni, co-progettazione da parte di reti miste costituite da associazioni e cooperative sociali e promozione della partecipazione delle comunità territoriali. A vincere il premio è stata La Vecchia Quercia, storica cooperativa di Calolziocorte presente da trentaquattro anni sul territorio e da una quindicina a Casatenovo (dove già opera presso la CSS La Mia Casa e il centro Socio Educativo La Colombina), con un progetto che riguardava proprio il rione di Casatenovo che ha ospitato l'evento finale dal titolo "Colombina 2.0". Si tratta di un progetto di comunità e quartiere che mira a investire sulla zona in questione rileggendo la sua storia e puntando al futuro. I soggetti coinvolti sono molti: l'associazione La Colombina, il Comune di Casatenovo, che ha sempre sostenuto e coordinatore le iniziative del centro, l'associazione Brig, l'azienda agricola Cascina Rancate, l'Istituto Professionale Graziella Fumagalli e la Onlus Solari - lavoro e ambiente. Colombina 2.0 è un progetto a trecentosessanta gradi che guarda a diverse generazioni: i ragazzi della scuola superiore Fumagalli, i volontari della Colombina, le persone con disabilità che frequentano i servizi della zona. L'idea è di creare una sorta di piazza per fare nascere nuove opportunità di scambio e di incontro, anche con azioni sostenibili; si vogliono, inoltre, coinvolgere produttori locali come l'Azienda Agricola Rancate per creare una piccola comunità di acquisto, si spera entro la fine dell'anno.L'associazione è stata anche attiva durante il lockdown, soprattutto sui social dove sono state create iniziative sia per il quartiere che per la rete, andando quindi oltre La Colombina. Al microfono l'artista Pierluigi PintoreL'evento di venerdì pomeriggio è stato un momento per l'associazione per raccontare quello che è stato fatto e le prossime azioni. La fondazione della comunità Monza e Brianza, inoltre, ha voluto usare questo momento per definire le nuove caratteristiche del premio Davolio, progettando insieme che taglio dare alla prossima edizione.La cerimonia si è aperta con un'introduzione a cura dei rappresentanti de La Vecchia Quercia, utile a spiegare ai presenti del progetto "Colombina 2.0 - una comunità che cambia". Questo è stato riassunto con le seguenti parole: "un progetto che valorizza il centro socio-culturale La Colombina come luogo per le famiglie e gli adolescenti, in cui promuovere un modello di cittadinanza fondato sulla reciprocità, su stili di vita consapevoli e sostenibili, sulla partecipazione alla cura del bene comune e sul ripensamento dei ruoli sociali".Il primo evento è stato quindi quello dell'inaugurazione di un murales, realizzato dall'educatore e artista Pierluigi Pintore a partire da un'idea selezionata all'interno del contest creato presso una classe dell'istituto Fumagalli durante il lockdown. L'idea ha voluto giocare sulla natura di questo centro e sul contagio, visto però come chiave generativa e non di distanziamento. Il disegno vincitore, scelto dal consiglio direttivo della Colombina, è stato rielaborato e realizzato sul muro della sala dell'edificio principale di Piazza per la Pace, già piazza Sala. Pierluigi Pintore ha spiegato della difficoltà di realizzare una cosa del genere a distanza e che è stata premiata la migliore idea tra disegno e testo. La proposta vincente, pensata da Marta, una ragazza della 3E, vede al centro il tema del soffione come elemento di natura e che, attraverso il seme che vola, porta vita.Al microfono è poi intervenuto Emilio Sanvittore, presidente dell'associazione La Colombina, aiutato da Federico Pennati, storico volontario. I due hanno raccontato la storia del centro, nato da un'idea in una sala giochi di uno dei tanti condomini che popolano l'area, per costituire una sorta di famiglia di quartiere. Il taglio del nastro del murales a cura della studentessa Marta dell'istituto Fumagalli. A destra il preside Renzo Izzi"Il primo vero evento - ha spiegato Sanvittore - è stato una spaghettata con le famiglie del quartiere. Negli anni Settanta c'erano solo campi incolti e magazzini per gli attrezzi nell'area: la scelta contadina stava venendo superata e il Comune scelse quindi di rivoluzionare il tutto. S'insediarono così alcune associazioni operaie, ma il quartiere ha avuto uno sviluppo veloce e non assistito, rimanendo un po' lasciato andare a se stesso. Nel 1980 l'esigenza delle famiglie fa nascere quindi l'associazione La Colombina, la quale inizia a creare eventi: la festa e il falò su tutti. Si lottava perché quest'area diventasse un luogo a disposizione del rione: grazie all'aiuto soprattutto di Federico Pennati, si riuscì a cambiare la destinazione di questo lotto, che originariamente era indirizzato alla costruzione di un piccolo supermercato. L'iter si formalizza quindi nel ‘92, dopo anni di impegno e lotte, con la riconoscenza di un percorso da parte della Colombina: viene concessa una delibera da parte del comune, cui segue l'inaugurazione del centro nel ‘95. Da allora, La Colombina è un punto fermo nel comune di Casatenovo. Un ringraziamento per questo va a tutti i sindaci e collaboratori che negli anni hanno contribuito a quello che nel motto è riassunto come Tutti insieme per star meglio".In seguito è arrivata l'ora del pranzo, un brunch realizzato col supporto della cooperativa di catering "Il Grigio", con la quale La Vecchia Quercia collabora: questi hanno creato delle doggy bag stando molto attenti alle normative attuali.Alle ore 14 è stato poi introdotto e presentato nel dettaglio "Colombina 2.0- Reciproc-Azioni, Trasform-Azioni, Consum-Azioni di una comunità che cambia" che, attraverso il coordinamento della cooperativa sociale La Vecchia Quercia coinvolge servizi, associazioni, gruppi di volontariato informale, cittadini e scuole in azioni di cura delle relazioni e dei luoghi, promuovendo la cultura del dono e dello scambio e stili di vita consapevoli e sostenibili. A seguire "La cultura in trasformazione. Reti, territori, attivazioni": un momento di riflessione e formazione partecipata con il contributo di tutti i presenti e con la partecipazione di Bertram Niessen, esperto di innovazione sociale ed economia culturale, presidente e direttore scientifico di cheFare.Federico Pennati ed Emilio Sanvittore dell'associazione La ColombinaDopo la parte più seria e impegativa, i presenti si sono potuti rilassare con "La leggenda del Monte di Brianza", uno spettacolo a cura di Bellezze In Bicicletta, una compagnia di teatro sociale di strada. Si è trattato di un'esperienza creativa fatta da attori con e senza disabilità, volontari e operatori sociali in un progetto artistico liberamente ispirato a "Il mago e il tesoro del Monte di Brianza" di Giorgio Mauri.Il lungo pomeriggio si è quindi concluso verso le ore 18 con i saluti e un arrivederci alla prossima edizione, ormai la quinta, del premio Davolio.Contributo fotografico a cura del Gruppo AFCB

Viganò: il parco ''Il Gelso'' chiude al pubblico. Sindaco, ''regole anti-Covid non rispettate''

Sab, 19/09/2020 - 13:38
Una decisione che giunge a malincuore e con una nota di delusione da parte dell'amministrazione comunale di Viganò, quella che ha portato in mattinata ad ordinare la chiusura del Parco il Gelso, uno dei luoghi più amati dalla cittadinanza per ritrovarsi in compagnia approfittando delle ultime giornate di sole estive. La scelta è stata dettata innanzitutto da necessità di tipo sanitario, dopo che lo stesso sindaco, Fabio Bertarini ha definito la situazione venutasi a creare nelle ultime settimane nel parco, ingestibile e incontrollabile dal punto di vista del rispetto delle più elementari regole anti-contagio da Covid. Il primo cittadino ha infatti affermato che sia i bambini che gli adulti si ritrovano nel parco senza rispettare il distanziamento tra di loro e talvolta senza neppure indossare la mascherina nel momento in cui si ritrovano in gruppo. Il parco ''Il Gelso'' in un'immagine di repertorioIn particolare, sono stati notati alcuni ragazzini che sull'altalena si spingevano rimanendo uno accanto all'altro, genitori che si trovavano in gruppo a chiacchierare senza la mascherina e altri giovani che bevevano dalla fontanella accostando la bocca al rubinetto e facendo a turno uno dopo l'altro senza preoccuparsi per la possibile trasmissione del virus. "Speravo e avevo riposto fiducia nel buon senso dei miei cittadini, ma purtroppo le circostanze ci hanno spinto a prendere a malincuore questa decisione perché la situazione è diventata totalmente ingestibile" ha affermato il sindaco Fabio Bertarini, aggiungendo inoltre che oltre a considerazioni di tipo sanitario, la decisione di chiudere il sito è giunta anche a seguito del rilevamento di alcuni comportamenti scorretti e non rispettosi del regolamento del parco stesso. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati visti alcuni papà giocare a palloneIl sindaco Bertarininel parco insieme ai figli quando le regole vietano espressamente tale tipo di attività, oppure sono stati segnalati alcuni ragazzini che vanno in bicicletta scorrazzando in modo caotico e poco sicuro tra sentieri e giardino, e infine è noto il disturbo recato alla quiete pubblica a causa degli schiamazzi e del rumore creato dai giovani che alla sera si ritrovano fino a tarda notte a bere, mangiare o cantare senza rispetto alcuno per il vicinato. "Se qualcuno pensa sia opportuno cambiare il regolamento del parco per qualsiasi motivo si può recare in Comune per trovare insieme una soluzione alternativa" ha commentato il sindaco Bertarini. "Ma non rispettare a priori le regole del parco, che esistono e sono state emanate per tutelare un bene pubblico, è un atto irresponsabile e inconcepibile, e di sicuro non è andando contro un regolamento che si ottiene come risultato quello di cambiarne le direttive". Al momento, quindi, il parco Il Gelso rimarrà chiuso senza una specifica data di riapertura, la quale sarà invece individuata man mano che l'evolversi della situazione epidemiologica garantirà di avere maggiori certezze e rischi minori per la riapertura del sito.

Casatenovo: Cazzaniga è il nuovo direttore della scuola di musica. Succede a Mazza

Sab, 19/09/2020 - 12:00
Il Maestro Marco Cazzaniga è il nuovo direttore della Scuola di Musica A. Guarnieri del Consorzio Brianteo Villa Greppi. Un incarico ufficializzato nella serata di mercoledì 16 settembre nel corso della prima riunione del corpo docenti per l'anno scolastico 2020/2021, per il quale sono aperte le iscrizioni. Brianzolo con alle spalle una lunga esperienza in ambito sia musicale che formativo, dal 2017 Cazzaniga è docente di chitarra classica nella stessa scuola che ha sede a Villa Mariani, a Casatenovo, e raccoglie oggi il testimone da Massimo Mazza, alla guida dell'Istituto sin dalla sua fondazione.Da sinistra Paolo Cesana, Marco Cazzaniga, Massimo Mazza e Marta ComiUn legame, quello tra Cazzaniga a la Guarnieri, che ha radici molto profonde: è proprio tra le mura della Scuola - e grazie ai corsi dei maestri Patrizia Rebizzi (chitarra), Simone Fontanelli e Mario Gioventù (musica d'insieme) e Massimo Mazza (armonia) - che l'attuale direttore ha iniziato la sua formazione musicale. Un percorso che l'ha in seguito portato a diplomarsi in chitarra classica con il massimo dei voti al conservatorio "B. Maderna" di Cesena, a insegnare in diversi istituti musicali e scuole del territorio, dall'Istituto A. Greppi di Monticello al G. Fumagalli di Casatenovo, e a dirigere tre diversi Laboratori Lizard a Malgrate, Seregno e Lecco. E ancora, in un curriculum corposo, la carriera di musicista in molte formazioni, ricoprendo, tra gli altri, il ruolo di chitarrista, corista e arrangiatore negli Emilio e gli Ambrogio, gruppo che dal 2007 si impegna nel divulgare il teatro-canzone lombardo.«La Scuola di Musica A. Guarnieri del Consorzio Villa Greppi - sottolinea il neo direttore - è un'eccellenza che, proprio per questo, va adeguatamente valorizzata. Nelle aule del nostro Istituto prestano servizio docenti di altissimo livello, spesso insegnanti di Conservatorio e musicisti in prestigiose orchestre. È importante, quindi, comprendere e trasmettere l'alto valore formativo di un Istituto dall'offerta ampia e diversificata».Marco Cazzaniga«Desidero salutare a nome del Consorzio Villa Greppi questo passaggio di testimone alla guida della nostra Scuola di musica - commenta la Presidente del Consorzio Marta Comi - con un grande ringraziamento al direttore uscente, il M. Massimo Mazza, che ha guidato la scuola per oltre 30 anni e che ha costruito, insieme ai suoi docenti, una realtà di altissimo valore culturale, che ha offerto e offre ai cittadini del nostro territorio opportunità di crescita, di confronto, di relazione. Una realtà che, grazie al suo intenso e serio lavoro, ha davanti a sé un futuro ancora più grande da costruire. Al nuovo direttore, il Maestro Marco Cazzaniga, rivolgo un sincero augurio di buon lavoro, certa che porterà novità positive e che saprà anche mettersi in ascolto della comunità di docenti e allievi che ogni giorno lavorano e studiano nella nostra scuola».«Negli anni trascorsi a Casatenovo come direttore della Scuola di Musica - aggiunge Massimo Mazza - ho potuto lavorare con veri musicisti, sia pensando ai colleghi che ai tanti allievi passati in Scuola. Decine e decine di Diplomi di Conservatorio ottenuti da ragazzi che hanno fatto della Musica la loro professione e che ora suonano in tutto il mondo: dalla Francia all'Australia, dalla Scozia alla Bulgaria. Non è stato difficile individuare in Marco Cazzaniga il musicista e la persona in grado di tener viva l'identità della Scuola nel lavorare per adattarne la fisionomia alle nuove richieste della formazione e del mondo della musica. Un compito non certo facile che il Maestro Cazzaniga e Fondazione Luigi Clerici, che gestirà la Scuola per i prossimi anni, sono certo - conclude - affronteranno nei modi e con gli strumenti più adatti».

<div>Oggiono: a Ville Aperte in Brianza itinerari culturali alla scoperta dei gioielli artistici</div>

Sab, 19/09/2020 - 08:33
Dal 26 settembre al 4 ottobre si svolgerà l'edizione 2020 di "Ville Aperte in Brianza". La manifestazione che punta a far scoprire i gioielli architettonici e artistici della Brianza è giunta alla sua 18esima edizione. Ricco il calendario degli appuntamenti nella città di Oggiono. Una serie di visite guidate sono state programmate per domenica 27 settembre e domenica 4 ottobre.Durante l'ultima domenica del mese sarà possibile prendere parte all'itinerario "Alla scoperta dell'Oggiono Napoleonica". Organizzato in tre tappe il percorso partirà dal centro città per terminare sulle rive del lago.L'assessore alla cultura Giovanni Corti«Da Palazzo Prina che fu ministro napoleonico - ha raccontato Giovanni Corti, assessore alla cultura - si va in chiesa dove c'è un quadro di Andrea Appiani pittore di Napoleone poi, passando dalla Piazza Alta, si scende al lago e si visita la darsena del generale napoleonico Pino. Il tragitto dura due ore, ci sono diverse associazioni che collaborano: l'Associazione Palazzo Prina, l'Università del Monte di Brianza, il gruppo archeologico d'Oggiono e Brianza Nostra». Il percorso verrà svolto a partire dalle ore 13.00 del pomeriggio fino alle 17.00.Anche Villa Sironi sarà aperta al pubblico domenica 27 settembre. Lo splendido edificio in stile liberty sarà visitabile, grazie alla collaborazione con il Circolo Cultura Angelo Tenchio, dalle ore 10.00 del mattino. «Ci saranno - ha spiegato l'assessore - due percorsi sensoriali per persone non vedenti e diverse visite: una storica, una imperiale e una artistica».Domenica 4 ottobre, dalle ore 10.00 alle 17.00 si potranno invece ammirare altri due edifici storici di Oggiono: «Durante il secondo week end di Ville Aperte - ha continuato Corti - si potrà visitare il Battistero grazie al Gruppo Archeologico e la chiesa di San Lorenzo grazie alla Pro Loco».Il Battistero di San Giovanni è un importante edificio di epoca romanica risalente all' XI secolo che conserva al proprio interno i resti di una tradizionale antica piscina per battesimi, mentre la chiesa di San Lorenzo, oggi in stile Barocco, si sviluppa su una costruzione più volte rimaneggiata che ha le sue origini nel medioevo. Per tutte le visite è obbligatoria la prenotazione anticipata.    

Missaglia: Maurizio Orsi racconta la finale del concorso per il miglior panettone

Ven, 18/09/2020 - 19:18
Chi dice che il panettone si può degustare soltanto a Natale? Questo dolce tipico della tradizione milanese, che vanta origini tanto antiche quanto affascinanti, è apprezzato da molti durante tutti i mesi dell'anno. Anche a Missaglia alcuni fornai e pasticceri hanno fatto del panettone il loro cavallo di battaglia; fra loro c'è Maurizio Orsi, titolare dell'omonima panetteria di via Garibaldi 21. A destra Maurizio OrsiIl briviese ha cercato di creare un panettone adatto a tutti i palati, un dolce in grado di esprimere tutta la propria passione per il suo lavoro, che poi è una vera e propria arte. Orsi ha il merito di essere entrato nella classifica dei primi dieci finalisti nella gara per il miglior panettone d'Italia tenutasi il 15 settembre presso il prestigioso ristorante di Carlo Cracco in galleria a Milano. ''La sfida è stata molto impegnativa, dato che si trattava di un concorso ad altissimo livello. Per noi è stato un modo per migliorare sempre di più la qualità dei nostri prodotti gareggiando con altri sfidanti altrettanto bravi, quindi non posso che considerarmi soddisfatto. La giuria che ci ha giudicati era composta da Lello Romano con Iginio Massari, Sal De Riso, Davide Comaschi, Raffaele Romano e la food blogger Marisa Passera. Noi siamo un piccolo forno ed essere lì tra i primi, tra i grandi pasticceri, è stato un grande onore, un modo per renderci visibili non solo nel nostro paese ma anche in tutta Italia'' ci ha raccontato Maurizio. Come già accaduto in passato, la sfida si concluderà con un temporary store aperto dal 7 ottobre al 3 novembre in Corso Garibaldi 42 a Milano. Lì saranno messi in vendita i panettoni dei 25 finalisti del concorso.''Ciò che mi è mancato di più a causa delle norme anti Covid19, è stata la possibilità di portare con me un familiare che potesse darmi supporto, e di potermi confrontare faccia a faccia con gli altri partecipanti e giudici della gara'' ha proseguito Maurizio. ''Si tratta di un successo da tutti i punti di vista anche se la gratificazione più grande la si riceve da chi viene al forno anno dopo anno a comprare il nostro panettone. Ora ci prepariamo al Natale cercando di migliorarci ulteriormente e di creare nuovi gusti che possano stimolare l'interesse dei nostri clienti'' ha concluso il commerciante, che aspetta al forno chiunque voglia assaggiare il suo panettone.

Missaglia: Giovanna Comi, Luciana Brivio e Eva Ratti sono le Donne dell'anno 2020

Ven, 18/09/2020 - 18:51
Tutto pronto per la tradizionale cerimonia dedicata alle donne, organizzata dall'assessore alla cultura di Missaglia Donatella Diacci. Causa Covid l'iniziativa non si è potuta tenere in primavera, ma l'amministrazione comunale ha deciso di proporla domenica 27 settembre, in concomitanza con un momento all'insegna della musica in programma presso la suggestiva cornice del Monastero della Misericordia. Giovanna Ripamonti Comi, Eva Ratti e al centro l'asilo CiojaIl concerto ''In viaggio ai confini dell'operetta'' sarà preceduto alle ore 16 dal conferimento del premio ''Donne dell'anno'' a tre figure femminili che si sono distinte nei settori di cultura, sociale e commercio.Per quanto riguarda la prima categoria sarà premiata Eva Ratti; residente a Maresso, classe 1983, la giovane donna è laureata in fisica presso l'università Bicocca di Milano, dove ha conseguito la specializzazione in astrofisica. Oggi Eva è co-fondatrice e manager della start-up innovativa Find Your Doctor, prima agenzia in Italia che punta alla collocazione e alla valorizzazione dei Dottori di Ricerca. Per il settore sociale il Comune ha deciso di attribuire il riconoscimento a Luciana Brivio, figura di riferimento per la scuola dell'infanzia Giuseppe Cioja di Missaglia. Infine per il settore imprenditoria e commercio sarà premiata Giovanna Ripamonti per la sua lunga e costante attività nella storica pasticceria Comi, portata avanti insieme al marito Giancarlo e al figlio Emanuele.Conclusa la premiazione, alle ore 16.30 spazio alla musica: al pianoforte Debora Mori, baritono Gianfranco Zuccarini e soprano Patrizia Balbo, con regia e conduzione di Massimo Grazaniano. Per poter assistere alla cerimonia - tenendo conto delle limitazioni anti-Covid - è necessaria la prenotazione. Sono 120 i posti a disposizione al Monastero della Misericordia.

Rogeno: ciclista rimase ferito in un sinistro nel 2018. Automobilista a processo

Ven, 18/09/2020 - 18:13
Sono ancora molti i punti da chiarire in merito all'incidente stradale avvenuto il 30 maggio 2018 e la verità - almeno quella processuale - pare ancora lontana.Un ciclista 13enne si stava allenando a Rogeno con i suoi compagni dell'UC Costamasnaga quando un'auto che proveniva nella direzione opposta l'ha travolto. Il conducente del veicolo, Valentino S. (difeso dall'avvocato Vincenzo Tafuto), è ora chiamato a rispondere del reato di lesioni personali stradali gravi.È stato il papà del ragazzo a riferire al giudice Maria Chiara Arrighi quest'oggi le condizioni in cui versava il figlio dopo il sinistro: vari denti rotti, traumi dovuti all'impatto contro il parabrezza della Fiat Punto e rottura dei legamenti del braccio. Già due anni fa in servizio presso la stazione carabinieri di Costa Masnaga, è stato chiamato a testimoniare anche l'appuntato che aveva effettuato i rilievi sul luogo dell'incidente e per questa ragione è stato in grado di ricostruire sommariamente la dinamica del frontale. Secondo quanto riferitogli dai presenti, l'oggi 15enne si stava apprestando in via Salvo d'Acquisto (in direzione Maglio) a superare il compagno che aveva davanti in prossimità di una curva, proprio mentre sopraggiungeva dal senso opposto di marcia l'auto dell'odierno imputato. Non è tutt'ora chiaro chi fra il conducente della vettura e il giovane ciclista -se non entrambi- si sia spostato verso la linea di mezzeria, oltrepassandola.Un dubbio che si spera di dipanare nella prossima udienza, prevista per il 26 febbraio.

Colle B.za: la biblioteca civica pronta a riaprire il 21 settembre

Ven, 18/09/2020 - 17:53
Il prossimo lunedì 21 settembre riaprirà la biblioteca "Teresa e Giovanni Argentini" di Colle Brianza. Al fine di garantire le condizioni di sicurezza ottimali, nel rispetto delle norme per contenere i contagi da Covid-19, saranno attivi solo i servizi di prestito, restituzione e prenotazione. Tre le giornate di apertura settimanali: lunedì e mercoledì, dalle 15.30 alle 18.30 e sabato dalle 9.00 alle 12.00.Per accedere non sarà più necessario l'appuntamento telefonico, ma sarà sufficiente citofonare. L'accesso sarà consentito per una decina di minuti, con l'utilizzo della mascherina, dopo il controllo della temperatura da parte del personale presente e la sanificazione delle mani. Non sarà consentito sostare in biblioteca per leggere o studiare. Le postazioni informatiche e di auto prestito resteranno chiuse.

Colle B.za: archiviata la prima settimana a scuola. Le novità

Ven, 18/09/2020 - 17:48
Si è conclusa la prima settimana di scuola alla primaria ''Rocca'' di Colle Brianza. Gli alunni delle classi dalla seconda alla quinta hanno iniziato le lezioni lunedì, dopo essersi confrontati con i cambiamenti imposti dalle normative per contenere la pandemia da Coronavirus. Alle otto del mattino, momento del loro arrivo presso l'istituto situato a Ravellino, sono stati accolti dai volontari che si sono occupati di indirizzarli ordinatamente e correttamente distanziati verso l'ingresso. Nel piazzale dell'istituto sono stati suddivisi in gruppi. Presenti, oltre al personale docente, anche il sindaco Tiziana Galbusera e il consigliere comunale Milena Colombo.È stato direttamente il primo cittadino di Colle Brianza a illustrare ai giovani alunni le novità che incontreranno durante questo anno scolastico: classi modificate, armadi, tavoli e arredi spostati per garantire lo spazio necessario. Buona parte degli arredi a disposizione della scuola rispondevano già alle caratteristiche richieste dalle normative nuove. I cambiamenti maggiori sono invece avvenuti sul lato dell'organizzazione interna, negli spazi comuni e con l'introduzione dei percorsi obbligati da seguire. Oltre ad aver ringraziato gli insegnanti per il lavoro didattico svolto durante i mesi più critici dell'emergenza, il sindaco Galbusera ha spiegato: «In accordo con la dirigente scolastica nei mesi estivi ci siamo dati da fare affinché la scuola iniziasse puntualmente il 14 settembre. Abbiamo cercato di fare di tutto per riaprire in sicurezza e garantire a voi bambini, alle vostre insegnati ed alle famiglie tutte le condizioni di protezione previste».Circa un'ora dopo l'ingresso in aula degli alunni delle quattro classi che vanno dalla seconda alla quinta, è toccato ai nuovi arrivati bambini della classe prima. Per loro si è svolta una cerimonia di benvenuto con il lancio di palloncini colorati come momento di augurio per l'anno scolastico alle porte e per il percorso che si apprestavano a iniziare nel mondo della scuola.Ma, i nuovi alunni della primaria avevano avuto occasione di fare festa anche il venerdì precedente. Non avendo potuto festeggiare il loro ultimo giorno di asilo prima della pausa estiva, a causa dell'emergenza pandemica, l'11 settembre si sono ritrovati per l'ultima volta alla scuola materna Cardinal Schuster. Hanno avuto l'occasione per salutare i loro insegnanti dell'asilo e per ricevere dal parroco Don Alberto un diploma di "fine scuola materna".Per gli oltre settanta alunni suddivisi in cinque classi che frequentano la primaria "Rocca" a Ravellino, da martedì 22 settembre tornerà attivo il servizio mensa, adeguato alle nuove disposizioni per limitare le possibilità di contagio. Durante questa settimana il servizio di trasporto sembra non aver incontrato problematiche particolari, funzionando in modo corretto. Nuovi volontari si sono resi disponibili per accompagnare i bambini all'ingresso e all'uscita da scuola. Ai signori Alba, Gigi e Guido, già attivi lo scorso anno, si sono aggiunti anche i signori Emilio Cesana e Domenico Mammoliti. Nuove forze che hanno permesso di raddoppiare il servizio che, oltre al mattino, da quest'anno sarà attivo anche alle 16.00 orario di uscita da scuola degli alunni.

Cremella: 560mila euro dal Ministero per l'ampliamento della primaria Confalonieri

Ven, 18/09/2020 - 17:13
E' ormai ufficiale, messo ''nero su bianco'', il contributo statale destinato al Comune di Cremella che si è aggiudicato 560mila euro per l'importante intervento finalizzato ad ampliare la scuola primaria Francesco Confalonieri. Un piccolo fiore all'occhiello, che di anno in anno vede allargarsi la propria utenza, anche grazie alle iscrizioni da parte di bambini residenti nei paesi limitrofi.La scuola primaria di CremellaL'opera - la più rilevante del mandato amministrativo in corso - punta a ricavare due nuove aule polifunzionali al servizio dell'edificio scolastico, che attualmente può contare su spazi efficienti ma al limite: cinque aule, oltre alla sala mensa e alla palestra. I nuovi locali invece, potranno essere utilizzati per attività laboratoriali e per altre esigenze didattiche.''La necessità di ulteriori spazi è nota ormai da qualche anno, ma senza dubbio l'emergenza Covid l'ha resa ancor più impellente per la nostra scuola'' ci ha detto il sindaco Ave Pirovano, specificanco che l'intervento consentirà di migliorare il plesso anche sotto il profilo della sicurezza, adeguandolo ulteriormente alle normative antisismiche e igienico-sanitarie, includendo una rigenerazione urbana delle aree limitrofe.Il sindaco Ave PirovanoL'iter tecnico attende l'ultimo step, ovvero la redazione del progetto esecutivo: una volta completato e approvato, potranno essere affidati i lavori, nella speranza che le tempistiche possano essere celeri e concludersi entro la fine del mandato. L'ampliamento della scuola primaria rappresenta infatti un'opera importante per l'amministrazione cremellese, che ha messo a bilancio 140mila euro da aggiungere al contributo di 560mila euro dal Ministero nell'ambito degli interventi di edilizia scolastica, portando dunque l'entità complessiva della spesa prevista a 700mila euro. Un intervento economicamente rilevante dunque, per le casse comunali e ministeriali.

Altri tre uffici postali tornano con orari a pieno regime

Ven, 18/09/2020 - 17:06
Poste Italiane comunica che da lunedì 21 settembre altri tre uffici postali della provincia di Lecco torneranno ad essere disponibili con orari ampliati rispetto a quelli adottati a seguito dell'emergenza sanitaria.Nel capoluogo l'ufficio di Lecco 2, in Corso Martiri della Liberazione 152, tornerà all'apertura su sei giorni settimanali, dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13:45 e il sabato fino alle 12:45.In provincia anche gli uffici di Robbiate e Torre de' Busi saranno aperti dal lunedì al sabato, con gli stessi orari.Anche in questa fase, l'Azienda raccomanda ai cittadini di entrare negli uffici postali avendo cura di indossare i dispositivi di protezione individuale. Per conoscere gli orari degli uffici postali aperti e per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it oppure contattare il numero verde 800 00 33 22.

Maresso: il braccio le resta incastrato nella porta. 118 all'asilo per soccorrere una bimba

Ven, 18/09/2020 - 15:40
Si è risolto per fortuna senza gravi conseguenze, ma solo con un grande spavento (ed un applauso di incoraggiamento finale), l'infortunio che ha visto coinvolta una piccola alunna della scuola dell'infanzia di Maresso, rimasta ferita nel pomeriggio odierno mentre si trovava all'interno della struttura scolastica di Piazza della Chiesa.Secondo le prime notizie raccolte sul posto, sembra che la piccola stesse preparandosi per lasciare l'edificio al termine della giornata trascorsa all'asilo quando il suo braccio destro - per cause al momento non chiare - è rimasto incastrato in una porta a vetro. Mentre dalla scuola sono stati tempestivamente allertati i sanitari, alcuni dei genitori che nel frattempo avevano varcato l'ingresso per ritirare i propri bambini, si sono attivati in prima persona per prestare soccorso alla piccola. In particolare un giovane papà - carabiniere in forze presso la stazione di Casatenovo, ma libero dal servizio - ha smontato parzialmente la porta, ricavando spazio sufficiente per liberare così l'arto superiore dell'alunna di soli quattro anni. Un intervento il suo, provvidenziale, in attesa dell'arrivo dei soccorsi.I sanitari della Croce Rossa di Casatenovo supportati dall'autoinfermieristica, hanno prestato alla giovanissima vittima le prime cure del caso, fasciandole il braccio e trasferendola poi in ospedale per sottoporla ad ulteriori accertamenti. Ad eccezione del trauma rimediato al braccio e del comprensibile spavento, le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione. Sul posto anche i vigili del fuoco del distaccamento di Merate che hanno assistito alle operazioni di soccorso.

Barzanò: il 19 l'open day di calcio al Paolo IV

Ven, 18/09/2020 - 14:47
Si terrà nella giornata di domani, 19 settembre, l'open day organizzato dalla squadra di calcio ASD O. Barzanò e aperto a tutti i bambini e bambine nati dal 2010 al 2014. Gli interessati sono invitati a recarsi presso l'oratorio Paolo VI di Barzanò in via Papa Giovanni XXIII alle ore 16.00 e durante il pomeriggio sarà anche possibile iscriversi alle attività sportive promosse dalla società. L'open day per i giovani calciatori si svolgerà inoltre in ottemperanza delle normative anti-Covid e per avere maggiori informazioni è possibile scrivere una mail all'indirizzo: asdobarzano@gmail.com oppure contattare telefonicamente i numeri riportati nella locandina sottostante.

Missaglia: riaprono le iscrizioni ai corsi de I polifonici Maresso

Ven, 18/09/2020 - 14:46
Sono state riaperte le iscrizioni ai corsi strumentali e di canto corale ad indirizzo classico e pop organizzati da I polifonici Maresso che cominceranno il prossimo 5 ottobre. Le iscrizioni saranno aperte fino al 26 settembre ed entro tale data sarà anche possibile prenotarsi per una piccola lezione di prova gratuita, potendo inoltre avanzare richieste specifiche per corsi di strumenti non in elenco. Le lezioni si terranno presso la scuola elementare di via Madonnina 8 a Missaglia e saranno organizzate, nel caso dei corsi strumentali, sia nella modalità online che in quella presenza mentre per le lezioni di canto corale gli insegnamenti saranno impartiti dal docente Pasquale Amico. Di base si accettano le iscrizioni per chi sia interessato a suonare il pianoforte, il sax, il violino, la chitarra e la batteria e per coloro interessati alle lezioni di canto ci saranno dei corsi con percorsi diversi in base al gruppo di appartenenza, cioè bambini, ragazzi, giovani, adulti e pensionati. Per maggiori informazioni è possibile comunque consultare il sito web alla pagina www.polifonicidimaresso.it o contattare telefonicamente i numeri 338-1076132 e 338-3494688.

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