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Aggiornato: 1 ora 12 min fa

Oggiono, Pro Loco: 'passo indietro' del presidente Nicolò Corti

Dom, 12/07/2020 - 20:06
Nicolò Corti«Ho dato le mie dimissioni dal ruolo di Presidente della Pro Loco». Nicolò Corti ha fatto un passo indietro dalla massima carica dell’associazione oggionese. La decisione è stata assunta per motivi strettamente «personali», che non derivano da problematiche interne o di carattere politico. «Il mio mandato – ha spiegato lo stesso Corti - è giunto ormai al termine. A dicembre dobbiamo andare al rinnovo di tutte le cariche compreso il consiglio».Nei fatti, il calendario degli impegni ha visto l’arrivo della scadenza dei ruoli dirigenziali della Pro Loco con la quasi contemporanea apertura di diversi tavoli di confronto riguardanti le attività del prossimo triennio. L’attuale presidente, non volendo correre per un secondo mandato, ha quindi scelto di lasciare con qualche mese di anticipo. L’obbiettivo è quello di dare spazio a chi gestirà l’associazione nei prossimi anni. «Io faccio un passo indietro perché mi sembrava giusto non “ipotecare” il prossimo consiglio della Pro Loco con la programmazione dei prossimi tre anni» ha chiarito Corti.Fra i diversi tavoli aperti vi è l’individuazione di una nuova area per la realizzazione delle manifestazioni e la nuova convenzione con il comune di Oggiono, che definirà le attività per il futuro triennio. Ad essere scaduto è anche l'accordo per l’area feste situata al termine di Viale Vittoria. Uno spazio fondamentale per gli eventi, la cui proprietà però appartiene a un privato che ne aveva regolamentato l’utilizzo tramite un apposito "patto" con il comune. Quest’ultima vicenda è giunta anche sui banchi del Consiglio, durante la seduta dello scorso venerdì 10 luglio. Di fronte a una richiesta di chiarimenti il sindaco Chiara Narciso aveva precisato che con la proprietà dell’area ha preso il via una fase «interlocutoria» che porterà a determinarne il futuro. Il rischio è che alcune manifestazioni, fra cui il “Fierone”, debbano traslocare in un'altra zona della città. L’Amministrazione comunale ha confermato comunque l’intenzione di compiere tutti gli sforzi necessari affinché possa continuare a svolgersi, e dello stesso parere è anche il presidente uscente della Pro Loco che ha parlato della manifestazione zootecnica come di una «tradizione che non deve assolutamente andare persa».Corti aveva assunto la carica di "numero uno" del sodalizio nei primi mesi dello scorso anno, dopo un lungo cammino tra le fila dell’associazione dove era entrato da giovanissimo come volontario. Giunto al vertice si era impegnato per «mettere in cantiere un po’ di iniziative nuove», come lui stesso ha avuto modo di spiegare. Fra le manifestazioni realizzate, oltre al tradizionale “Fierone” di Sant’Andrea e al tentativo di rilanciare la sfilata di carnevale – naufragata quest’anno a causa della pandemia - c’è stata la riproposizione del Rogo della Giubiana e l’“anguriata” in località Lazzaretto. Sempre a partire dal 2019 Corti ha dato il via a una collaborazione con i commercianti oggionesi che prevede sconti per gli associati Pro Loco. Durante il suo mandato sono raddoppiati gli iscritti al sodalizio, passati da una cinquantina a un centinaio. Quest’anno, nei mesi più critici, è giunta anche la decisione di donare una parte delle risorse presenti a bilancio in favore delle strutture sanitarie del territorio impegnate a fronteggiare l’emergenza.Una svolta positiva è arrivata anche sul versante della gestione economica che è andata migliorando. «Ho ereditato – ha spiegato Corti - una rilevante perdita di esercizio», in parte dovuta ad alcuni eventi viziati dal maltempo. «Oggi – ha continuato il presidente uscente - lascio una Pro Loco che a livello finanziario è in ottimo stato, solida a livello economico e con un bel patrimonio di strutture. Chi verrà dopo di me troverà i conti in ordine».Fra gli aspetti più difficili del suo mandato vi sono state le complicazioni legate alla burocrazia “crescente” che ha imposto di investire sempre più tempo e risorse per poter realizzare le diverse manifestazioni. Corti, a questo punto, lascia anche con un «sogno nel cassetto», quello di «riportare a Oggiono il vecchio palio». Ora spetterà a chi gli succederà nella carica definire le strategie future dell’associazione. Per la Pro Loco si aprirà una fase di reggenza che vedrà il vice presidente Valeria D’Agostini gestire le immediate incombenze prima di giungere al rinnovo delle cariche associative.

Oggiono: allenamenti al Kayak Team per i campioni Gnecchi e Ripamonti

Dom, 12/07/2020 - 20:04
Due campioni all'Oggiono Kayak Team: Alessandro Gnecchi (C.S. Carabinieri) e Nicola Ripamonti (G.S. Fiamme Gialle), entrambi membri della squadra nazionale di canoa, hanno scelto il lago di Annone per allenarsi in vista dei prossimi impegni sportivi. "Finito il lock down, è stata data agli atleti professionisti la possibilità di allenarsi, quindi il presidente dell'OKT Daniele Stefanoni ci ha proposto di farlo presso la loro struttura. Noi abbiamo accettato l'invito di buon grado e abbiamo portato lì le nostre barche dal 2 maggio fino a 3 giorni fa. Ci hanno dato un'ospitalità ineccepibile: non ci hanno fatto mancare nulla e ci siamo trovati veramente benissimo, sia per il lago, sia per la struttura che ci hanno messo a disposizione, perfetta per i professionisti" hanno spiegato Gnecchi e Ripamonti. Nicola Ripamonti e Alessandro Gnecchi"Stefanoni e chi stava dietro le quinte, come ad esempio il vicepresidente Luca Fumagalli, ci hanno messi completamente a nostro agio: abbiamo potuto mettere le barche nell'hangar, usufruire degli spogliatoi e dell'ottima logistica. Abbiamo fatto due sessioni al giorno di allenamento senza mai avere problemi, perché il lago a Oggiono è perfetto rispetto a quello di Lecco per le uscite in barca, data l'assenza di vento. Inoltre anche la palestra ci è stata data a disposizione, cosa che si sarebbe rivelata molto difficile in altre società dopo il lock down. Naturalmente ne abbiamo usufruito rispettando tutte le regole per la sicurezza previste dal governo: abbiamo indossato la mascherina, provveduto all'igienizzazione delle mani e degli attrezzi e abbiamo lavorato sempre senza limitazioni".Tornati dalla Sicilia il 2 aprile dopo un raduno, i due sono rimasti per un po' di tempo fermi ma poi hanno potuto recuperare il riposo forzato dal Covid-19 grazie a questi allenamenti. Ora i due campioni sono in Val Senales con la nazionale per una collegiale in altura a 2000 metri: il raduno durerà fino all'1 agosto, poi vorrebbero riprendere ad allenarsi a Oggiono. "La stagione purtroppo è ancora incerta. Ci sono in programma delle gare a metà settembre e inizio ottobre: la Coppa del Mondo in Ungheria e l'Europeo in Romania. Cercheremo di tornare all'OKT di Oggiono fino al 15 agosto, poi sapremo se la Federazione confermerà i raduni previsti per le gare. In ogni caso, vogliamo ringraziare il Kayak Team anche da parte delle nostre società, perché ci ha dato un aiuto prezioso" hanno aggiunto. "Per noi la collaborazione è un valore importante, quindi è stato un immenso piacere accogliere i due atleti per farli allenare. Li aspettiamo a braccia aperte dopo il ritiro e anche in futuro, se dovessero avere ancora bisogno" ha commentato il vicepresidente dell'OKT Luca Fumagalli.

Oggiono: tra scuole, strade, verde e arredo urbano investimenti per 400.000 euro

Dom, 12/07/2020 - 19:45
Il sindaco Chiara Narciso (foto di repertorio)“Ripartenza” con oltre 400mila euro di investimenti per il comune di Oggiono. Dopo lo “stop” durante la fase più critica della pandemia, l’Amministrazione comunale ha predisposto un piano di interventi sul territorio. Le opere sono state ampiamente illustrate e discusse durante la seduta consiliare dello scorso venerdì 10 luglio, in occasione dell’approvazione di alcune modifiche al Bilancio.«Con questa variazione – ha esordito Nadia Crippa, assessore alle Finanze - andiamo ad applicare quasi la metà dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di investimenti». Si tratta, per l’appunto, di 400mila euro degli 800mila attualmente non vincolati e quindi a disposizione.Circa 70mila euro – di cui 40mila di provenienza governativa - serviranno per la manutenzione degli immobili scolastici. L’esigenza sarà quella di adeguare le strutture e creare nuove aule al fine di poter accogliere gli alunni, alla ripresa delle lezioni nel mese di settembre, nel pieno rispetto di tutte le normative per il contenimento della pandemia da Coronavirus. Sul versante della manutenzione stradale e del verde pubblico sono previsti i maggiori investimenti, rispettivamente di 170mila e 100mila euro. A chiarire le opere che saranno eseguite è stato direttamente il sindaco di Oggiono Chiara Narciso.«150mila euro saranno destinati ad asfaltature» ha spiegato il primo cittadino precisando che «con l’ufficio Tecnico abbiamo fatto una ricognizione del territorio individuando una serie di strade che necessitano interventi e in alcuni casi di migliorie al sistema di raccolta delle acque meteoriche». Fra quelle selezionate vi sono via Dante, Piave, Cimavalle, Senatore Grassi, de Coubertin, Matteotti e Bersaglio. Tutte catalogate con diversi gradi di priorità. I restanti 20mila euro – dei 170mila stanziati - serviranno per creare «un’area sicura in via per Imberido» che consentirà ai ragazzi che attendono l’autobus di «non restare sul bordo della strada e di essere protetti dagli eventi atmosferici».In tema di recupero e valorizzazione del verde urbano l’intenzione dell’Amministrazione è quella di proseguire con il piano già avviato quest’anno, sulla base delle indicazioni ricevute dall’agronomo incaricato. «Fino ad ora – ha chiarito il sindaco – lo studio ha coinvolto circa un terzo del patrimonio arboreo del paese e sono stati individuati una serie di interventi classificandoli per ordine di priorità. Quelli “urgenti” sono già stati fatti».Si tratta ad esempio del taglio delle piante malate che non potevano essere recuperate, alcune situate lungo viale Vittoria. Altri lavori sono stati fatti, durante lo scorso mese, anche sulle piante monumentali, come l’ippocastano del Lazzaretto dove sono stati realizzati dei “cerchiaggi” perché l’albero andava biforcandosi con il rischio di gravi danni. Nei progetti futuri vi è la riqualificazione delle aree verdi pubbliche - fra le quali anche quelle antistanti i cimiteri - nonché la sostituzione delle piante rimosse, la realizzazione di ulteriori potature straordinarie e il proseguimento dello studio sul restante patrimonio arboreo comunale.Altri 50mila euro – dei 400mila stanziati - saranno destinati all’arredo urbano. Piazza Manzoni avrà panchine nuove (e in numero maggiore), che arriveranno - insieme ad alcuni tavoli - anche nei tre parchi principali della città - Fallaci, Lazzaretto e Peslago - dove verranno anche sostituite alcune attrezzature gioco presenti. Infine, si interverrà - con una spesa di 15mila euro - anche sull’impianto di riscaldamento di Villa Sironi per superare alcune criticità presenti da anni.Poste in votazione durante il consiglio comunale, le variazioni di Bilancio che includono tutti questi interventi sono state approvate.

Oggiono: in arrivo 450.000 euro per l'emergenza Covid, bilancio comunale 'in ordine'

Dom, 12/07/2020 - 19:42
Ammontano a 450mila euro le risorse destinate dal Governo alla Città di Oggiono a seguito dell’emergenza Covid-19. La notizia è stata data dal sindaco Chiara Narciso in apertura della seduta consiliare di venerdì 10 luglio. Dell’importo totale attualmente stanziato, 390mila euro sono stati previsti per compensare i mancati introiti a causa delle conseguenze della pandemia. Di queste risorse, 117mila euro – equivalenti a circa il 30% – sono già arrivati nelle casse comunali. Fra i 450mila euro stanziati ve ne sono anche 18mila destinati alla realizzazione dei “centri estivi” per ragazzi e 40mila per la sistemazione delle strutture scolastiche in vista della ripresa delle lezioni a settembre. Proprio alla situazione finanziaria del comune è stata dedicata la prima parte della riunione consiliare.L’assessore al Bilancio Nadia Crippa e il sindaco di Oggiono Chiara Narciso«Sono stati mesi difficili, in cui il Bilancio ha avuto grandi sofferenze soprattutto nella parte delle spese correnti» ha esordito l’assessore alla Gestione Economica Nadia Crippa. «Oggi, comunque, la verifica dice che non siamo in squilibrio». Un risultato che la stessa delegata della Giunta ha definito «positivo», ottenuto grazie a «un lavoro di monitoraggio costante» e ai «contributi esterni ricevuti». Oltre alle risorse di provenienza governativa, vi sono stati altri aiuti maturati in ambito locale. Infatti, Lario Reti Holding e Silea – le due società pubbliche partecipate dai comuni lecchesi che si occupano rispettivamente del servizio idrico e della gestione del ciclo dei rifiuti – hanno provveduto a una distribuzione straordinaria delle riserve economiche. Una scelta di cui anche l’Amministrazione comunale oggionese ha beneficiato e della quale ha sottolineato l’importanza a più riprese durante la seduta. I consiglieri di minoranza Debora Acerbi e Lamberto LiettiComplessivamente, la situazione economica dell’ente cittadino non evidenza disavanzi. Il 2019 è stato chiuso con un avanzo di oltre 2milioni e 600mila euro, di cui 870mila non vincolati e quindi parzialmente utilizzabili per investimenti. Un “tesoretto” di cui l’Amministrazione ha scelto di impegnare una quota, pari a 400mila euro, per realizzare interventi e opere pubbliche che dovrebbero prendere il via nei prossimi mesi.Il capogruppo di maggioranza Claudio CastelliAlcune perplessità sono giunte dal consigliere Lamberto Lietti che, nel suo ruolo di capogruppo della minoranza “Per Oggiono”, ha annunciato un voto contrario in attesa di avere un quadro più chiaro a fine anno. Di tono ben diverso sono stati i commenti arrivati dalla maggioranza: «Dobbiamo ringraziare – ha dichiarato Claudio Castelli, capogruppo di “Insieme per Oggiono” – lo Stato per le risorse che ci sono giunte e anche le società Lario Reti e Silea per essere venute incontro ai comuni. Quello raggiunto è un ottimo risultato, in un semestre complicato». Gli equilibri di Bilancio sono stati quindi approvati con i voti favorevoli della maggioranza. Essendo rimasti vuoti i banchi dei consiglieri leghisti Roberto Paolo Ferrari e Ferdinando Ceresa, l’unica minoranza a esprimere un parere negativo di fronte al documento economico è stata quella di “Per Oggiono” con Lamberto Lietti e Debora Acerbi.

SS36 chiusa a Gaggio per una moto finita 'a terra', due persone ferite

Dom, 12/07/2020 - 18:32
La SS36 in direzione Milano è rimasta chiusa a lungo nel tardo pomeriggio odierno - con la conseguente formazione di lunghe code - a causa di un incidente avvenuto poco prima delle 18.00 in corrispondenza dell'uscita di Gaggio (Nibionno). Nel sinistro sarebbe rimasta coinvolta soltanto una moto: pare che il conducente, un uomo di 58 anni, procedendo a velocità sostenuta, abbia perso il controllo del mezzo nel tentativo di evitare l'auto che la precedeva, ferma nel traffico intenso di questa domenica estiva, finendo a terra e "trascinando" con sé anche la donna che viaggiava con lui, una giovane di 20 anni. Per prestare soccorso ai due sono intervenute sul posto un'ambulanza e un'automedica, mentre sulla SS36 venivano altresì verricellati i sanitari a bordo di un elicottero levatosi in volo da Como. Allertati anche i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine, che hanno provveduto a chiudere la strada - in un primo momento in entrambe le corsie - per il tempo necessario alle operazioni di soccorso. Sottoposte in loco alle prime cure del caso, le due persone a bordo della moto sono state trasportate in ospedale per tutti gli accertamenti necessari: a entrambi è stato attribuito un codice giallo, di media gravità.Intervenuto sul posto anche un carroattrezzi di Euro-off.car di Brongio, per la rimozione del mezzo coinvolto nel sinistro.Immagini a cura di Edoardo Terraneo

Barzago: bilancio positivo per le prime settimane di Summerlife

Dom, 12/07/2020 - 16:05
Dopo due settimane di esperienza all’interno del centro estivo Summerlife, nato dalla collaborazione tra la Parrocchia di Barzago-Bevera e del parroco don Giovanni Colombo con l'Amministrazione comunale di Barzago, si possono iniziare a tracciare i primi risultati di questa iniziativa eccezionale viste le restrizioni alle quali il Covid-19 ha obbligato ragazzi ed educatori. Il bilancio di questi primi giorni, come ci ha spiegato il sindaco Mirko Ceroli, dopo aver raccolto i pareri di coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’esperienza, è molto incoraggiante visti i riscontri positivi dei bambini e anche grazie alla testimonianza del parroco, di suor Veronica e di Roberto, il coordinatore degli educatori. Lo stesso primo cittadino ha dichiarato di ricevere personalmente apprezzamenti dalle mamme e dalle nonne che lo conoscono, e tutto ciò ovviamente ripaga del lavoro, del clima di socialità e della professionalità. Nel centro sono presenti 5 educatori professionisti con il valido supporto di animatori adolescenti del paese che rendono piacevoli i pomeriggi dei più piccoli. Al momento le adesioni aggiornate sono 55, con una frequenza media alla settimana di 38 bambini. Le fasce d’età vanno invece dalla 1^ elementare alla 3^ media, divise in gruppi, ognuna con un proprio spazio ben identificato da segnaletica e tutte molto ligie al rispetto delle norme anti-Covid. Per quanto riguarda la struttura del Centro, ogni settimana si ha un tema specifico, tramutato in giochi, attività espressive, danze e tanta musica. In quella appena conclusa, per esempio, ogni bambino ha dipinto una maglietta e realizzato una bandana personalizzata: una di queste è stata regalata al sindaco, con tanto di logo del Comune e firme autografate. L'offerta del centro estivo, inoltre, si estende anche on-line dove sono state lanciate delle sfide per coinvolgere le famiglie anche a distanza. La prima è stata di tipo sportivo, con il salto in lungo, e il tutto è stato dettagliatamente spiegato dagli animatori stessi tramite video pubblicati sui social.Lo staff si prepara dunque a programmare la terza settimana con nuove iniziative e attività, tutte rintracciabili sulla pagina Facebook: previsti anche eventi fuori orario, come alla sera, aperti anche ai genitori e da svolgersi all'aperto lungo le vie del paese. Il primo di questo genere si è in realtà già svolto lo scorso venerdì 10 luglio, quando circa 17 famiglie intere si sono date appuntamento sul sagrato della chiesa di Barzago per iniziare una gara di orientamento alla scoperta di alcuni particolari angoli del territorio, riprodotti su una mappa. Grandi e piccini non vedono l’ora di mettersi in gioco nella prossima sfida, che riguarderà invece la giocoleria. Per permettere alla maggioranza dei bambini di poter partecipare a questa bella iniziativa, il contributo economico del comune ha consentito di rendere il più bassa possibile la retta settimanale, per una cifra pari a 50 euro. “Insieme al parroco, ringrazio lo staff degli educatori della cooperativa La Vecchia Quercia nonché i volontari che ogni giorno si occupano del triage, della sanificazione e di tutto ciò che permette ai bambini e ai ragazzi di trascorrere pomeriggi in sicurezza e serenità” ha commentato il sindaco Ceroli, soddisfatto del buon andamento dell’esperienza, confermato peraltro dalle nuove richieste di iscrizione all’iniziativa da parte delle famiglie.

Casatenovo: prossima alla pensione dopo 34 anni alle Medie, la prof. Fabiola Moroni si racconta

Dom, 12/07/2020 - 13:31
Insegnare è una passione, una sfida, un impegno, uno sforzo quotidiano. Essere un buon docente non vuole dire però solo “stare in classe” e trasmettere conoscenze, ma significa comprendere i propri alunni, aiutarli e farli crescere da un punto di vista umano. Saranno loro i cittadini del futuro e occorre che la scuola possa garantire il meglio. Abbiamo intervistato Fabiola Moroni, che ha insegnato matematica e scienze presso la Scuola Secondaria di I grado "M. G. Agnesi" di Casatenovo per ben 34 anni. La prof. Fabiola Moroni- Quando ha iniziato ad insegnare alla scuola "M. G. Agnesi" di Casatenovo? Mi sono laureata in matematica, e dopo aver partecipato al concorso ordinario nel 1986 ho iniziato le prime supplenze nel territorio, per esempio a Villa Greppi, al liceo Parini e ad Olginate. A Casatenovo, come insegnante di matematica e scienze, sono approdata nel lontano 1983: è stata una delle esperienze più belle della mia vita, mi sono trovata fin da subito a mio agio nell’ambiente e con i colleghi tanto da decidere di rimanere una volta diventata di ruolo. Mi ritengo fortunata ad aver scelto questo mestiere, che anzi è più di un lavoro perché bisogna veramente crederci fino in fondo. È stimolante e appagante, gli alunni mi hanno dato sempre tantissimo, soprattutto quelli con più difficoltà.- La scuola di oggi è cambiata? È vero che nel corso degli anni le cose sono cambiate, ma per me i ragazzi sono sempre gli stessi, hanno le stesse paure, le stesse ansie, le stesse emozioni. Ho cercato sempre di fare cose belle per loro, non mi sono mai limitata ad insegnare matematica e scienze. Ho cercato di sensibilizzarli sui problemi ecologici, sul razzismo e su altre tematiche che mi stanno a cuore. Le medie di Casatenovo sono sicuramente una scuola all’avanguardia e il corpo docenti propone tantissime attività per gli alunni. Sono stata referente alla salute e anche al disagio, e ho cercato di aiutare nel migliore dei modi, per esempio, gli studenti stranieri oppure di favorire servizi come il counseling psicologico, lezioni di educazione affettivo-sessuale e sul bullismo. Solamente in questo modo i ragazzi possono crescere. Il mio obiettivo è sempre stato quello di formare dei bravi cittadini, ancora prima di bravi studenti. Insegnare è un arricchimento reciproco, non è vero che c’è un docente attivo e i ragazzi restano passivi. Bisogna anche sapersi mettere nei loro panni, guardare il mondo coi loro occhi e non dare mai niente per scontato.Un altro bello scatto dell'insegnante- Come ha vissuto la situazione causata dal Covid? Come ha reagito la scuola? All’inizio eravamo disorientati, non sapevamo cosa fare. Abbiamo provato a caricare delle video-lezioni registrate su YouTube e correggevamo i compiti. Poi per fortuna, nel giro di pochissimo tempo, ci sono state date indicazioni precise e abbiamo cominciato ad adottare la piattaforma Teams. Abbiamo riscontrato molti problemi tecnici e in aggiunta anche il fatto che molte famiglie magari non avevano a disposizione un mezzo tecnologico. Per questo mi piacerebbe sottolineare come la nostra scuola si sia attrezzata dotando di un pc tutti gli alunni che non lo avevano. Ammetto che la didattica a distanza è stata molto faticosa, soprattutto per la parte riguardante le verifiche e la correzione dei compiti. Dall’altra parte però c’è da dire che i ragazzi hanno imparato veramente moltissime cose, ad esempio ad utilizzare Teams e ad acquisire una padronanza maggiore di Word. Un’altra grande soddisfazione è stata quella di vedere quelli di terza media proporre, in assoluta libertà, delle tesine veramente originali e di spessore (hanno trattato la povertà, la diversità, il razzismo, il riscaldamento globale e persino Harry Potter). Gli elaborati sono stati esposti a distanza e sono davvero contenta di aver visto i miei ragazzi così intraprendenti nonostante la situazione non facile.L’insegnante Fabiola, arrivata al capolinea della sua carriera, si ritiene dunque fortunata di tutti gli anni trascorsi a Casatenovo, alla "guida" delle classi di tempo prolungato. Per questo desidera ringraziare tutto il corpo docenti, che negli anni è rimasto sempre molto unito e affiatato, così come il personale ATA per la disponibilità dimostrata. Ora le piacerebbe ritornare a scuola nei panni di volontaria per aiutare i ragazzi in difficoltà, ritagliandosi un po' di tempo per imparare l’inglese e viaggiare con il marito.

Motori: formidabile crono per Michele Beretta al Nürburgring

Dom, 12/07/2020 - 11:39
Michele Beretta ha mostrato di non aver sofferto affatto il lungo stop. Tornato sulla difficilissima pista del Nürburgring per la 4 Ore Adenauer ADAC Rundstrecken-Trophy che ha aperto la stagione, ha siglato un formidabile crono in qualifica, portando la sua Audi R8 LMS GT3 a soli 05 millesimi dalla pole.Michele ha affrontato gli oltre 22 chilometri del Nordschleife con una determinazione formidabile, così da prendersi la leadership delle qualifiche sino a pochi minuti dal termine, con il tempo di 7’59”728. Soltanto nel finale Assenheimer (Mercedes AMG-GT3) è riuscito a precederlo.In gara Michele si è confermato protagonista assoluto assieme al suo compagno Kim Luis Schramm e al team Phonex Racing, occupando costantemente una posizione da podio. Lo splendido risultato è stato rovinato sul finale da un maldestro comportamento di un doppiato che ha chiuso la traiettoria con ritardo, danneggiando la sospensione posteriore della R8 di Michele. Il contatto gli ha fatto perdere un secondo posto meritatissimo ma non l’ottima sensazione di essere competitivo in vista della celebre 24 ore del Nürburgring che si correrà a Settembre.Michele ha commentato così il suo fine settimana: “Il team Phoenix ha dimostrato di sentirsi veramente a casa propria al Nordschleife. Siamo arrivati con un ottimo setup dopo i test pre Campionato e abbiamo svolto solo un lavoro di rifinitura, concentrandoci sulle nuove gomme Michelin che utilizzeremo quest’anno. La macchina si è dimostrata subito competitiva e anch’io non ho avuto problemi a trovare il ritmo dopo il lungo periodo di stop. Sono riuscito a chiudere un gran giro in qualifica sfiorando la pole position. È una gran soddisfazione essere così competitivo su una pista super impegnativa ed è un ottimo biglietto da visita per la stagione. Siamo andati molto bene anche in gara riuscendo a gestire il traffico, che qui rappresenta un aspetto molto importante. Purtroppo nel corso dell'ultimo giro, quando eravamo ad un passo dal secondo posto ho avuto un’incomprensione con un doppiato che ci ha estromesso dal podio. Il bilancio è comunque positivo perché siamo stati competitivi, sia io che il mio compagno, il team è molto forte e ben organizzato e c’è ottimismo in vista della 24 ore di settembre”.Questo fine settimana Michele sarà ancora impegnato al Nordschleife per gara-2 e gara-3 del Campionato VLN. In questa occasione, oltre che con Kim Louis Schramm, dividerà il volante con Mike Rockefeller, pilota di grandissima esperienza e già membro della squadra ufficiale Audi da molto tempo. L'obiettivo è quello di proseguire con la preparazione in vista della mitica 24 Ore di Settembre.

Missaglia: nel bilancio nuovi contributi per la biblioteca, l'emergenza Covid e altre spese

Dom, 12/07/2020 - 11:19
L'assessore Luigi MagniE' stata approvata con l’astensione dei 4 membri di minoranza la seconda variazione al bilancio di previsione 2020-2022 per il comune di Missaglia, adottata dalla giunta e illustrata durante il consiglio di venerdì 10 luglio. Ad illustrarne i punti principali è stato l’assessore alla partita Luigi Magni, che ha sottolineato la necessità di accorciare i tempi per l’approvazione di alcune modifiche per ottenere finanziamenti esterni e per mitigare al più presto gli effetti dell’epidemia da Covid-19. In particolare, è prevista una maggiore entrata di 13.000 euro di fondi statali stanziati per i lavori di sanificazione e per pagare le ore di straordinari alla Polizia municipale. Nella variazione rientrano poi i contributi dei privati per il fondo di solidarietà alimentare, che è lievitato da 10.000 a 20.000 euro e sarà destinato al sostegno delle famiglie più bisognose attraverso la Caritas o buoni erogati direttamente dal comune. Le altre due entrate previste sono entrambe da 70.000 euro: la prima servirà per cambiare gli infissi in biblioteca, nell'ottica di un complessivo efficientamento energetico, mentre la seconda - fornita da regione Lombardia - sarà destinata alla sistemazione del piano inferiore della stessa struttura, non utilizzato per completare l’opera. Nella variazione figurano poi altre piccole spese, come la cura del verde e il sostegno al centro estivo che quest’anno è interamente a carico del comune. Per quanto riguarda il CRE, la collaborazione con la Parrocchia e Don Emanuele sta portando a risultati soddisfacenti, testati anche attraverso i sondaggi di verifica che sono stati effettuati nelle ultime settimane. Il centro arriverà infatti ad ospitare più di 200 ragazzi, un numero elevato se si pensa alle limitazioni imposte dalle misure anti-contagio e dal restringimento del novero delle attività praticabili nel rispetto del distanziamento sociale.Nella stessa seduta di consiglio comunale è stato approvato anche il rendiconto 2019, del quale sempre l’assessore Magni ha illustrato struttura e composizione. Il bilancio consuntivo per l’anno 2018 si era infatti chiuso con un avanzo di competenza di circa 386.000 euro, e il risultato definitivo al 31 dicembre 2019 non si è discostato di molto dalle previsioni formulate inizialmente. Ci sono state minori entrate dell’1,62 %, ovvero circa 77.000 euro in meno. Si è invece registrato un minimo miglioramento per quanto riguarda gli introiti extratributari, con una riduzione del 9,2 % delle previsioni di spesa. L’avanzo globale del bilancio al 31 dicembre 2019 è quindi di 1 milione circa, formato da 589.000 euro di quello del 2018 non utilizzato, 386.000 di competenza, 320.000 di competenza corrente e 65.000 in conto capitale. L’avanzo, ovviamente, come ha spiegato lo stesso assessore Magni, non è tutto a disposizione dell’amministrazione perché sono stati accantonati 212.000 euro circa per il fondo dei crediti di dubbia esigibilità, soprattutto per prevenire le minori entrate previste della TARI e dell’IMU, 362.000 per le spese legali relative alla vicenda Motto e 3.000 euro per i contratti lavorativi dei dipendenti. La parte utilizzabile è quindi di 400.000 euro circa, che l’amministrazione ha in programma di impiegare nel seguente modo: 25.000 euro per completare la cifra già prevista di 362.000 per ulteriori pagamenti degli avvocati; 100.000 euro da aggiungere ai 14.000 già presenti per ultimare il parco giochi di Lomaniga e il percorso pedonale; 40.000 per sistemare l’archivio comunale; 35.000 euro per alcuni interventi complementari al campo di calcio; 70.000 per l’asfaltatura di alcune strade e infine circa 120.000 euro per la questione Retesalute. Nella parte corrente, invece, di circa 4 milioni, si è registrata una minore entrata di circa 77.000 euro rispetto alle previsioni: complessivamente, il totale degli introiti extratributarii ammonta invece a 750.000 euro. Alla fine del 2019, quindi, la quota delle risorse spese è stata circa del 90%, ciò significa che a fronte delle previsioni di inizio anno non si sono lasciati soldi in cassa non utilizzati, ma in larga parte sono andati tutti a coprire gli investimenti, per un totale di 909.000 euro. Le voci più importanti sono state la messa in sicurezza della biblioteca per 70.000 euro, l’istruzione per 200.000, la viabilità per 300.000 e lo sport, in particolare il campo di Contra, per 135.000. La buona notizia, infine, è che il debito pro capite, che ammonta a 404 euro per abitante a Missaglia, a poco a poco sta diminuendo e alla fine del 2020 si assisterà già a un abbassamento molto più marcato.

Quando la politica rischia di ridursi a sola arte di convenienza economica

Dom, 12/07/2020 - 09:29
Ci sono alcune vicende che in ragione delle loro particolari caratteristiche rivestono un significato paradigmatico per la convivenza civile e sociale.La questione dell'affidamento gestionale del nuovo ponte di Genova e la connessa vicenda delle concessioni di gran parte della nostra rete autostradale ad Autostrade Spa dei Benetton è, a mio parere,  sicuramente una di queste.Di fronte sembrano esserci 3 culture politiche che, sintetizzando al massimo, sembrano voler concretizzare soluzioni  che sanciscano il primato di una giustizia di sostanza e non formale , di una giustizia conciliativa e di una giustizia compensativa. Inutile poi sottolineare il balletto politico speculativo che purtroppo vi si è scatenato attorno, alimentato al solito dal circo mediatico sensazionalistico, con poche e lodevoli contrarie eccezioni.Quello su cui occorrerebbe soffermarsi, a mio parere, è  come la prima rischi di essere annacquata o, direi meglio, sovrastata dalle altre due.Intendiamoci, non è che risarcimenti o compensazioni non debbano far parte di una soluzione equa ma il cuore della tragica vicenda deve rimanere un principio che dovrebbe essere alla base di ogni convivenza civile degna di tale nome : quello della responsabilità umana e non solo derivante dalla giurisdizione. Una responsabilità che obbliga a rispondere delle proprie azioni.Volendo anche qui sintetizzare al massimo : Se ASPI, come riportano i media, ha realizzato dalla concessione autostradale circa 6 miliardi di utili in pochi anni e ha speso soli 33.000 euro all'anno per la manutenzione del ponte Morandi, pur sapendo che vi erano punti di criticità strutturale, nessuna argomentazione, a mio parere, potrebbe giustificare la non revoca della concessione da parte dello Stato.E quindi ad esempio una politica veramente al servizio del Bene Comune non avrebbe avuto bisogno, sempre a mio parere, del pronunciamento della Corte Costituzionale per affermare che sia stato legittimo escludere Autostrade Spa dalla ricostruzione del ponte.Così pure la Politica (quella con la P maiuscola che non si lascia irretire solo da considerazioni d'opportunità economica) dovrebbe saper andare al cuore del problema nel verificare perché il contratto di concessione sia stato partorito , come scrivono alcuni media, in modo così sbilanciato a favore del “privato” e come negli anni non sembrerebbe esserci stato un effettivo controllo da parte della Stato sul rispetto di alcune importanti condizioni.Non fare nulla in questo senso equivarrebbe all'accettare supinamente dei contratti capestro realizzati dai precedessori e di fatto subirne gli effetti distorsivi. Esiste uno strumento che renda possibile impugnare non solo le conseguenze ma anche gli iniqui sbilanciamenti dei contratti di concessione ?Non entro nelle infinite quanto spesso strumentali questioni degli allungamenti dei tempi decisionali o della presunta faciloneria di chi si è subito schierato per la revoca : dico solo che chi si è messo contro un sistema consolidato di potere (forte coi deboli e debole coi forti) si è dimostrato assai coraggioso e primariamente attento alle ragioni della giustizia anche nei confronti delle vittime.Che lo Stato torni a svolgere il ruolo che gli compete e la Politica, non lasciandosi distogliere dalle “convenienze di bottega”, torni ad essere capace di coniugare le ragioni fondanti della Giustizia con le eque soluzioni concrete.La Politica torni a fare …. Politica!

Casatenovo da scoprire/13: visita virtuale a Villa Lurani, una residenza ricca di storia

Dom, 12/07/2020 - 07:55
Dopo l’ultimo episodio con il quale abbiamo voluto ricordare la vita contadina, nella puntata odierna della rubrica ''Casatenovo da scoprire'' consentiremo ai nostri lettori di entrare in un luogo a molti sconosciuto: Villa Lurani.Alcune foto della Benz di Agostino Lurani, una delle prime 100 auto d'ItaliaLe vicende di questa residenza si intrecciano con quelle del feudo di Casate e soprattutto con quelle dell’antico castello, la cui esistenza è documentata fin dal 1456 come proprietà di uno dei rami della famiglia Casati. Nella realtà dei fatti, se ne ha traccia nei documenti degli archivi del Duomo di Milano sin dall’undicesimo secolo, come anche ve ne è ricordo in un atto di passaggio di proprietà datato 1270 che vede come beneficiari i nipoti del Conte di Casate, Marzio e Filippo Casati.I cipressi al centro del giardinoIl giardino a terrazzamentiDopo l’infeudazione avvenuta nel 1538, a favore di Gerolamo Brembia, vari signorotti giunti con lui sul territorio trovarono dimora nelle cascine circostanti; nel 1692, invece, il feudo divenne di proprietà di Giulio Casati, famoso per le sue ricchezze e per le sue scorribande.Al tempo in cui la famiglia Casati acquisì onore nei territori che noi tutti conosciamo, la residenza era già stata da tempo acquisita dalla famiglia Lurani, che ne divenne proprietaria nel 1578 con l’acquisto da parte dei Conti Francesco e Pietro Lurani della villa padronale e dei terreni circostanti da un esponente di una importante famiglia milanese: Alessandro Sforza. La famiglia Casati, quando giunse nel suo territorio, dovette quindi trovare dimora in un palazzo meno importante.Il muro da cui partiva l'ala ovest, ora distruttaIl simbolo di fertilità ritrovato coi restauriIl Castello sorgeva nella porzione più in alto della dorsale collinare a sud di Casatenovo, la quale un tempo chiudeva la zona dell’abitato. Dalla sua posizione dominante si aveva la vista da una parte dei campi coltivati dove sono stati costruiti, negli anni trenta del novecento, i complessi industriali della “Vister” e della “Vismara”, mentre dall’altro lato si può tutt’ora osservare un giardino a terrazzamenti che dà verso la Valle del Lambro.La lapide posta sotto il dipinto che sovrasta la scala principaleLa pedana all'ingresso del garageLa struttura della villa che si può vedere oggi coincide con quello che era una volta il castello, anche se è stato completamente rivisto nella struttura divenendo un esempio di architettura settecentesca. Nonostante i grandi lavori di ammodernamento svolti nei secoli scorsi, si possono ancora riconoscere le vere origini di questo storico edificio per via dei grandi saloni e per lo spessore di alcuni muri, i quali arrivano a misurare fino un metro e mezzo circa. Ancora testimoni del tempo sono poi le strutture murarie irregolari e le volte a padiglione rialzato. Le novità stilistiche interne invece, come le greche dipinte sui soffitti e le decorazioni di stucco, rappresentano il lavoro di rivisitazione stilistica che ha investito la residenza Lurani, introducendola al diciannovesimo secolo con ciò che era considerato allora più apprezzabile nelle ville di questo calibro.La via che porta alla villaLa villa che oggi possiamo solo intravedere tra la folta vegetazione che la circonda, è stato il frutto di un gran lavoro di ristrutturazione architettonica avvenuto negli anni Venti del Novecento: il risultato di questi lavori è una villa in stile tardo-neoclassico dove, nella testata che dà verso mezzogiorno, trovano luogo la portineria e, attraversati vari corridoi ed il loggiato con massicci pilastri quadrangolari, si giunge all’ingresso della villa. Partendo invece dal viale Don Rossi, si giunge all’ingresso mediante un viale che sale dal centro del paese (via Castello) sino al cancello, di fronte alla chiesa di Santa Giustina, di cui vi abbiamo già parlato e che ha un legame stretto con la famiglia Casati.La vista verso MilanoLa torre che si vede ergere dagli alti alberi del giardino è una sobria costruzione neogotica di fine ottocento che voleva rimarcare la moda di quel tempo, secondo la quale era diffuso avere nella propria residenza una torre da cui poter vedere dall’alto i territori circostanti. Tutt’ora la torre è stabile e sicura, ma la scala in legno che all’interno permetteva di raggiungerne la cima è stata danneggiata gravemente dalle infiltrazioni di acqua che si sono fatte strada nel tempo.La vite, unico ricordo del grande torchio per l'uvaL'ex cascinaIl giardino, anche se oggi non si presenta in ottimo stato, ai tempi d’oro era percorso da un disegno geometrico, come è solito nei giardini all’italiana, che circondava il giardino adornato di ninfei, fontane e statue, il tutto collegato da raffinati vialetti e con al centro tre enormi cipressi che sono i più antichi esemplari arborei della proprietà. Nell’ottocento, però, questo stile venne un poco rivisto dato che a quel tempo la moda spingeva più verso imponenti alberi esotici come cedri del Libano, oppure vegetazione proveniente dall’oriente, come prova il grande canneto che adorna, tutt’oggi, un lato del giardino della villa.La residenza Lurani ha avuto sino agli anni Cinquanta del secolo scorso una pianta ad U, essendo composta da un’ala ad est e una ad ovest simmetriche tra loro, che incorniciavano il corpo centrale della villa rivolto a sud.[GALLERYCENTRALE]L’ala ovest è stata demolita a metà del Novecento ed aveva sempre ospitato dei locali di servizio quali la lavanderia e la legnaia. L’ala est ha svolto altrettante funzioni di servizio: nella parte più vicina al corpo centrale dell’edificio trovava posto il torchio con il quale, ogni anno dopo la vendemmia delle viti che crescevano rigogliose sulle mura dei terrazzamenti del giardino, veniva pigiata l’uva per ottenerne del buon vino; purtroppo questo strumento, una volta molto importante nella villa, è stato dismesso negli anni Trenta del Novecento, ma ne rimane, per ricordarlo, la grande vite della pressa con cui venivano spremuti gli acini d’uva.Una grotta nel giardino che veniva usata per le conserveNella parte che invece si trova più vicina al cancello di accesso trovava posto l’autorimessa, che ospitò una delle prime cento automobili d’Italia. È infatti da rendere noto che la probabile prima automobile che ha percorso i sentieri brianzoli sia stata quella di Agostino Lurani (negli archivi di famiglia è ancora presente, a testimonianza, il riconoscimento di essere uno dei primi cento automobilisti italiani), che negli anni Ottanta dell’Ottocento ha stupito i casatesi con le sue visite a bordo di una Benz, un’antenata della più famosa marca di auto tedesca Mercedes-Benz. Questa autorimessa è stata quindi una delle prime installate nel nostro paese ed è ancora oggi presente la fossa per l’ispezione delle auto; questo strumento era assai importante per le prime automobili dato che i relativi autisti delle famiglie più facoltose, avevano anche l’importante compito di mantenere le automobili ben funzionanti in tutte le loro parti.Un'altra parte antica presente a pochi metri verso ovest dalla villa è la cascina, datata prima del 1400: in questa i contadini lavoravano per l’allevamento dei bachi da seta e per la produzione del miele. Questa cascina ha ospitato dei contadini che, oltre ad allevare i bachi, si occupavano della lavorazione dei loro bozzoli, preparando così la seta filata. Queste mansioni vennero svolte in questa cascina alle dipendenze della villa sino agli anni Quaranta, dopodiché la cascina è andata in parte in disuso, in altra parte in affitto.La datazione di questa cascina è motivata dalla presenza di una piccola mattonella con un simbolo di fertilità che, secondo gli esperti che hanno studiato l’immobile per il restauro, appartiene al tredicesimo secolo.Le informazioni che abbiamo ritrovato sulla famiglia proprietaria di questo importante immobile risalgono sin dal dodicesimo secolo quando, i Lurani erano proprietari di una bottega in contrada del Duomo a Milano, dove commerciavano in sete preziose. Questo lavoro li ha fatti arricchire nel tempo sino a quando riuscirono a nobilitare il loro nome unendosi con la famiglia Omodei. Questo primo passo nella scala sociale fu possibile con il matrimonio di inizio Seicento tra Carlo Omodei, marchese di Piovera e patrizio milanese, e Beatrice Lurani; il loro settimo figlio divenne poi famoso divenendo cardinale con il nome di Luigi Alessandro Omodei.Un armadio con conchiglie-souvenirLa famiglia Lurani ha concluso la scalata sociale nel 1600 con il titolo di Conte dopo anche aver acquisito un feudo nel lodigiano denominato Caselle Lurani. Da allora hanno sempre amministrato i loro beni ed hanno vissuto nel tempo la loro residenza di Casatenovo come un luogo felice dove fuggire durante le calde estati milanesi dove abitualmente, ancora oggi, risiedono in un palazzo che porta il loro nome in via del Cappuccio, nei pressi della Basilica di Sant’Ambrogio.Durante la Seconda Guerra Mondiale, Casa Lurani era divenuta un grande rifugio per i membri della famiglia che trovavano tutti posto nei grandi saloni. Su questo periodo storico ci ha aiutato la signora Cristina Lurani, lucidissima novantenne che con la sua memoria ci ha raccontato come si viveva in quegli anni: “Io ero ancora una bambina e non mi rendevo conto di ciò che stava succedendo, non comprendevo il disastro che era la guerra. L’unico ricordo, che compresi solo più tardi nel tempo, che mi fece intuire la gravità del periodo storico che stavamo affrontando, fu mio nonno che, ascoltando il discorso di Mussolini che annunciava l’entrata in guerra, piangeva ricordando ciò che lui aveva visto durante la Prima Guerra Mondiale. Al di là della guerra, dal mio punto di vista ero felice di rincorrere galline e giocare con i tanti parenti che ci venivano a trovare. Si viveva con quello che c’era, con quello che si riusciva a trovare. Ma un aneddoto che nuovamente mi avrebbe dovuto aiutare nel comprende la realtà intorno a me erano le sgridate di mio nonno che piangendo ci urlava contro, a me ed agli altri piccoli che erano ospitati qui, mentre noi guardavamo ammirati, quasi ridendo, le fiamme che bruciavano Milano durante i bombardamenti”.Un mobile che si trasforma in altareAlla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, il padre della signora Cristina venne nominato sindaco ad interim di Casatenovo per poter coordinare le fasi di riorganizzazione dello stato al termine dello scontro bellico e dell’occupazione tedesca.Tra i rappresentanti della famiglia Lurani che frequentano tutt’oggi Casatenovo, ci sono i due fratelli Pietro e Giovanni Lurani. Il primo dei due ci ha guidato nella visita della villa fornendoci molte informazioni e soprattutto aiutandoci a comprendere come doveva essere questa maestosa residenza nei suoi anni migliori. “E’ da quando ero bambino che frequento questo magnifico giardino durante le estati; ho un chiaro ricordo di me che mi arrampico sino a dove potevo sugli alberi, rischiando anche di farmi del male. Oggi questo posto ospita il mio piccolo laboratorio dove coltivo il mio hobby: riparo e colleziono meccanismi di orologi dei campanili”.Un particolare del dipinto che si trova sulla scala principale in cui si vede il viale che, da Villa Lurani, porta alla chiesa di San GiorgioPietro Lurani ci ha spiegato che, dopo il passaggio di generazione, ha il desiderio di restaurare la villa e renderla un luogo vivibile, dato che l’incuria degli ultimi anni non l’ha risparmiata da evidenti segni del tempo. “Le spese sono tante e i tempi molto lunghi dato che, essendo considerato un bene storico, è sottoposto a dei vincoli di legge che è giusto rispettare per mantenere e recuperare la sua originaria bellezza”.Se il pian terreno è un continuo susseguirsi di enormi saloni dove un tempo si trascorrevano le lunghe serate estive accompagnati da un pianoforte, oppure raccolti nella lettura di un buon libro, al primo piano si ha la zona notte dove si po' ritrovare una grande raccolta di libri sacri ed un antico biliardo. Elemento ricco di storia che si può qui ritrovare, è una vetrinetta nella quale sin dall’ottocento vengono riposti dei reperti naturalistici, come minerali o conchiglie, che venivano raccolti durante i viaggi di famiglia. Per quanto oggi possa sembrare insignificante, nell’Ottocento avere una conchiglia a Casatenovo era motivo di grande lustro e ammirazione da parte di tutti.Un particolare della parete esterna su cui compare ancora il colore originale della villaIl legame della famiglia Lurani con il territorio casatese era stretto anche se limitato prevalentemente a motivi di lavoro. Infatti la famiglia Lurani nel tempo aveva usufruito anche del lavoro delle cascine circostanti per allevare i bachi da seta per la produzione del prezioso tessuto. Per quanto quindi si possano dire distaccati dalla vita di paese, era uso della famiglia esporre dalla finestra dei panneggi rossi e dorati per festeggiare il patrono San Giorgio.Scheda Villa Lurani Cernuschi_Tavola disegno 1Con la visita a questa proprietà ci riteniamo fortunati per aver potuto praticamente toccare con mano un pezzo importante della storia del nostro piccolo ma ricco territorio. Un edificio che speriamo possa ritrovare il suo antico splendore e, in qualche modo, tornare anche ad essere come minimo considerato, se non vissuto, dai casatesi come ciò che rappresenta: il ricordo concreto delle origini del nostro Comune.

Colle: dopo il secondo intervento, Federico Bassani è in terapia intensiva

Sab, 11/07/2020 - 19:38
Ricoverato in terapia intensiva. Dopo essere stato sottoposto a un secondo intervento chirurgico, Federico Bassani, il 18enne che, nella notte a cavallo tra venerdì 10 e sabato 11 luglio, intorno alle 3, si è schiantato con il suo scooter contro il muro di recinzione di un'abitazione privata a Colle Brianza, paese dove risiede insieme alla sua famiglia, nota per essere proprietaria della trattoria Bellavista di Giovenanza.Le sue condizioni sono sin da subito apparse molto gravi: diversi i traumi subiti e una copiosa fuoriuscita di sangue. Alcune immagini dell'intervento dell'elisoccorsoPer un intervento tempestivo si è reso necessario far levare in volo l'elisoccorso da Como, che lo ha soccorso unitamente alla croce Rossa di Olgiate e all'automedica. Il rumore dei rotori del velivolo ha svegliato i residenti nel cuore della notte che hanno visto il medico calare dall'alto fino al suolo con il verricello.Il giovane è stato sin da subito trasferito all'ospedale San Gerardo di Monza: l'equipe sanitaria, questa mattina, ha deciso di sottoporlo a un lungo intervento di neurochirurgia che si è protratto fino al pomeriggio.Le sue condizioni restano comunque gravissime. Terminata questa operazione chirurgica, i medici hanno infatti deciso di tornare in sala operatoria. Federico, quindi, in queste ore, sta nuovamente lottando. Ora, è stato trasferito in terapia intensiva neurochirurgica, attaccato all'Ecmo. Come dicevamo le sue condizioni restano molto critiche.

Retesalute, Sironi: siano i sindaci a studiare le leggi, non si affidino a esperti e segretari

Sab, 11/07/2020 - 18:04
Caro Direttoreintervengo solo un'ultima volta sulla situazione di ReteSalute dopo aver letto Gramellini sul Corriere di oggi.Ecco credo che il problema sia proprio questo cioè amministratori che si affidano esclusivamente ad esperti e consulenti senza mai entrare direttamente nell'esame delle leggi e delle loro applicazioni.Giliola SironiOggi i segretari comunali sono nominati dal Sindaco (una volta erano di nomina prefettizia ed avevano una autonomia di giudizio che prescindeva dalle "vicinanze" politiche) e i Sindaci sembra abbiano timore ad assumersi qualsivoglia responsabilitàMagari perché semplicemente non sono andati a leggersi le cosidette "carte" procedendo - solo dopo - al confronto con i "tecnici".Ricordo il mio primo Segretario Comunale dottor Ruggeri (una vera istituzione ed un attento lettore delle leggi e del dibattito sulla loro formazione in Parlamento) che mi impose di leggere la Legge Comunale e Provinciale e di tornare da lui solo per chiederne chiarimenti.Mi fece capire che le leggi devono essere interpretate utilizzando soprattutto i verbali di discussione di Camera e Senato elementi indispensabili per far comprendere la volontà del legislatore.Per questo credo sia opportuno che Sindaci e Segretari Comunali concentrino la loro attenzione sulla "ratio" della legge che impone alle società con partecipazione pubblica e con disavanzi pluriennali di intervenire con la loro liquidazione: il legislatore voleva evitare che con i soldi pubblici si intervenisse a ripianare debiti con altri soci (non è questo il caso di ReteSalute) o a fornire servizi a terzi sottocosto.In questo caso sono gli stessi "terzi" ad essere soci e nel contempo beneficiari di servizi ricevuti "sottocosto".Segretari e Sindaci ci devono far capire perché si debba chiudere una società pubblica pagandone i debiti per poi riaprirla con lo stesso personale e gli stessi compiti.In questo caso - come ho già avuto modo di scrivere - non ci sarebbe un danno erariale ben maggiore?Sarei veramente curiosa di vedere su questo tema il parere "scritto" dei Segretari Comunali ai quali andrebbero poste tutte le domande.A meno che sia vera la supposizione del suo giornale che adombra il sospetto di voler far "chiudere" ReteSalute a beneficio di altri soggetti.Oppure semplicemente si vuole un nuovo e diverso CdA con componenti "neutri".Ma allora lo si dica chiaramente e contemporaneamente si indichino con quali criteri debbano essere ricercati i nuovi amministratori e quale formazione debbano possedere.

Casatenovo: confermati gli interventi per la primaria Bracchi, ma la scuola non chiuderà

Sab, 11/07/2020 - 17:30
Investimenti per la riqualificazione della scuola primaria di Cascina Bracchi a Casatenovo: i lavori prenderanno il via in estate in vista dell'apertura di settembre. Nella seduta dello scorso venerdì 10 luglio, la Conferenza capigruppo del comune ha analizzato gli investimenti principali che sono previsti sul territorio comunale grazie ai 500.000 euro di contributi stanziati da parte di regione Lombardia. Tra gli investimenti è stato confermato il progetto relativo alla manutenzione straordinaria interna e all'adeguamento antisismico della Scuola Primaria Polo di Cascina Bracchi mentre gli altri interventi riguarderanno la nuova sala civica di Villa Facchi e l'efficientamento energetico della struttura del Municipio. Ls scuola primaria di cascina de BracchiLa normativa regionale richiede l'avvio dei cantieri entro il 31 ottobre e quindi il sindaco, Filippo Galbiati, il capogruppo PEI, Fabio Crippa, il capogruppo Più Casatenovo, Marco Pellegrini e il capogruppo M5S, Christian Perego hanno voluto rassicurare le famiglie delle alunne e degli alunni della Primaria di Cascina Bracchi relativamente al fatto che la scuola non verrà chiusa e che la didattica riprenderà normalmente a settembre e proseguirà anche nel plesso di Bracchi nell'anno scolastico 2020/2021. Si è infatti in grado sia di rispettare i tempi per l'approntamento del cantiere come previsto dalla normativa regionale, sia di gestire il crono programma tecnico di lavori avendo attenzione al calendario scolastico e differendo e concentrando gli interventi principali nei periodi di vacanza. Il plesso di Bracchi sarà quindi pronto ad accogliere gli studenti a settembre, ripartendo con misure di distanziamento che richiederanno l'utilizzo di tutti gli spazi. A settembre, inoltre, verrà organizzato un incontro con i responsabili della Scuola e le famiglie per illustrare il percorso ed il crono programma dei lavori, che garantiranno maggiore sicurezza nell'uso dei locali della scuola.

Costa: dal 19 torna la gara di pesca sportiva al Colombaio

Sab, 11/07/2020 - 16:31
L'associazione sportiva dilettantistica pescatori di Costa Masnaga organizza l'annuale gara di pesca alla trota sul torrente Bevera in via per Rogeno, località Colombaio. Quest'anno il "campionato" partirà in ritardo causa Covid e con tre sole date a calendario. La stagione avrà quindi inizio domenica 19 luglio. L'inizio della gara è fissato verso le 8.00 con possibilità di pescare i 100 chili di trote che verranno immesse nel fiume. Sono consentite solo esche naturali come camole, vermi, caimani e uova di salmone.Al termine si svolgeranno le premiazioni e la divisione del pescato tra tutti i concorrenti. La quota di iscrizione, che si raccoglie sul posto a partire dalle 7.30 e comprende un panino e un bicchiere di vino, è di 25 euro per gli adulti e 15 euro per i ragazzi sotto i 16 anni. Per partecipare è necessario essere in regola con la licenza e la tessera Fipas.Questo gli appuntamenti della stagione 2020: le prossime date, per chi le volesse annotare sul calendario, saranno domenica 13 e 27 settembre.

Oggiono: video proiezioni tematiche su piazza Manzoni

Sab, 11/07/2020 - 16:27
Tutti i venerdì di luglio Piazza Manzoni a Oggiono verrà illuminata dalle proiezioni delle fotografie scattate dal Circolo Fotografico "Ricerca e Proposta" di Dolzago. Le video installazioni, a cura di Daniele Lorenzo Fumagalli, raccolgono fotografie già esposte durante altri eventi del fotoclub, che rappresentano temi differenti: sport, viaggi, Frecce Tricolore, paesaggi locali e natura. "Ogni venerdì proporremo quattro proiezioni che continueranno per tutta la serata. In passato le abbiamo esposte per inaugurare le nostre mostre: ognuno dei membri ne proponeva due. Ne abbiamo quindi scelte alcune significative per mostrare varie tematiche al pubblico. Alcuni membri del circolo "Ricerca e proposta"Stasera abbiamo, per esempio, il tema del viaggio: si possono ammirare fotografie scattate a Matera, in ex Jugoslavia o negli Stati Uniti. A incorniciare le nostre foto, due altre video proiezioni fisse curate da Fumagalli" hanno spiegato i membri del circolo. "Luci sulla città" rientra nel ciclo di iniziative "E...state sicuri 2020", voluto dalla Città di Oggiono per animare la bella stagione nel rispetto del distanziamento sociale e delle norme per contenere i contagi da Coronavirus.

Ozono: valori anche oltre la soglia di allarme. Nel casatese-oggionese diversi superamenti

Sab, 11/07/2020 - 16:20
L'Ozono ha fatto irruzione anche nel casatese-oggionese in questo mese di luglio. I superamenti sono stati diversi e con punte anche molto preoccupanti.Partiamo da Casatenovo che ha visto l'indicatore superare quota 180 microgrammi per metro cubo - la cosiddetta "soglia di informazione" - il giorno 4 e il giorno 9 con valori rispettivamente di 200 e 189.Oggiono ha fatto registrare una situazione ancor più delicata con superamenti nei giorni 4 (239 mµ/mc), 7 (262) e 9 (206). Si noti che la soglia di allarme scatta a quota 240 microgrammi per metro cubo e Oggiono l'ha sfondata in modo serio il giorno 7.A Barzanò i modelli di calcolo hanno evidenziato superamenti della soglia di informazione nei giorni 4 (243), 6 (170), 7 (234) e 9 (185).A Missaglia gli stessi modelli hanno fatto segnare superamenti nei giorni 4 (223 mµ/mc), 6 (171), 7 (235) e 9 (169).A Molteno un quadro simile con tre rilevazioni oltre la soglia di informazione, una delle quali addirittura oltre il limite di allarme: il 4 con 232 mµ/mc, il 7 con 259 e il 9 con 206.A Nibionno, infine, quattro giornate con Ozono oltre i limiti e in due casi anche oltre la soglia di allarme: il 4 con 242 mµ/mc, il 6 con 181, il 7 con 255 e il 9 con 206.Un calo dell'Ozono è previsto per oggi, sabato 11 luglio, grazie alle piogge intense ma con il ritorno del sole e la ripresa delle temperature il fenomeno tornerà ad essere allarmante.

Garbagnate: al via il progetto di riqualificazione del paese

Sab, 11/07/2020 - 16:04
Prenderà il via lunedì 13 luglio, a Garbagnate Monastero, il progetto Living Land del polo Brianza Ovest dell'ambito distrettuale di Lecco in cui sono presenti i comuni del circondario oggionese.L'iniziativa, che si rivolge ai giovani tra 15 e 19 anni, prevede la riqualificazione e manutenzione di alcune aree a uso pubblico. Durerà per due settimane con orario dalle 8 alle 15, comprensivo di una pausa pranzo che si terrà al sacco presso il centro sportivo messo a disposizione dell'amministrazione comunale. Inoltre, verranno rispettate "le linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e di gioco per bambini e adolescenti nella fase 2 dell'emergenza Covid 19".A Garbagnate arriveranno una decina di ragazzi, di cui quattro di Garbagnate e altri da Molteno, Bulciago e Nibionno."Abbiamo programmato attività all'aperto che aiuta meglio anche per il distanziamento sociale ma, se il tempo non lo permetterà, potranno proseguire le attività in un magazzino comunale che abbiamo messo a disposizione" hanno riferito dall'amministrazione, che quest'anno è riuscita a far partire anche il Cres per circa 30 bambini.Questo progetto per gli adolescenti si propone di far provare loro un'esperienza di lavoro: sotto l'aspetto pratico, andranno a tinteggiare le panchine ai marciapiedi, mentre nei boschi faranno la mappatura del sentieri che comprende anche la riqualificazione e la pulizia degli stessi, con la collaborazione del gruppo alpini. In questi compiti, saranno affiancati da Ivano, educatore laureato in agraria e insegnante al Cfpp di Lecco.Dopo aver concluso le 70 ore di lavoro previste, percepiranno 150 euro in buoni spendibili in tre negozi come abbigliamento e alimentare. "Questo progetto li avvicina al mondo del lavoro: hanno delle regole da osservare" hanno commentato dal comune. "È bello vedere che hanno avuto voglia di mettersi in gioco. Da parte nostra, abbiamo desiderato che partisse il progetto, perché crediamo che, dando un'opportunità ai giovani, sia un modo per investire su di loro".Il secondo modulo del progetto, previsto dal 27 luglio al 7 agosto, si terrà a Costa Masnaga: qui i ragazzi, lavorando in gruppo, dovranno occuparsi della progettazione grafica di cartelli informativi per parchi e luoghi pubblici.

Bosisio: sul lungolago arrivano 23 nuovi cestini per i rifiuti

Sab, 11/07/2020 - 15:56
Nuovi punti di raccolta dei rifiuti sul lungolago Brera a Bosisio Parini. L'amministrazione comunale ha infatti deciso di implementare il numero di cestini presenti nell'area che va dal Precampel fino alla Darsena Brera. L'area Precampel"Il problema della carenza dei cestini quest'anno si è accentuato perché è aumentata la frequenza di persone, anche in settimana, complice il diverso modo con cui viene affrontato il turismo in virtù del Covid. Di conseguenza, sono aumentati i rifiuti e stiamo assistendo sia alla mancanza dei cestini ma anche a una minore civiltà da parte dei frequentatori. Volevamo intervenire per risolvere la carenza strutturale e l'insufficienza legata ai numeri di visitatori in aumento che quest'anno registriamo" ha precisato il vicesindaco Andrea Galli. "Oltre ai vari controlli sui ritiri effettuati da parte della Silea e agli interventi che portiamo avanti con il personale comunale integrando il servizio del gestore, abbiamo deciso di comprare 23 nuovi cestini. Per motivi di bilancio e tempistiche di arrivo, la posa avverrà in tempi diversi".Un'immagine della Darsena BreraSono previsti quindi tre tipologie di cestini: arriveranno per primi quelli per la raccolta indifferenziata che saranno rivestiti di una plastica riciclata somigliante al legno, come quelli già esistenti; in seconda battuta arriveranno quelli per la differenziata (si tratta di cestini da terra con i colori per distinguere il tipo di rifiuto ammesso) e, per concludere, 15 box di grandi dimensioni utili per la raccolta differenziata. "Per la posizione, sceglieremo dei punti che non si trovano in mezzo alla passeggiata ma che restino comodi per gettare i rifiuti". I vecchi cestini, che sfiorano la decina, verranno comunque lasciati a disposizione di coloro che frequentano le aree lacustri.

Retesalute: Assemblea dei Soci convocata per il 23 luglio con il budget 2020 e il ''triennale''. A settembre i definitivi ‘18/’19

Sab, 11/07/2020 - 10:46
Dietro il polverone delle polemiche, che di giorno in giorno appaiono sempre più gonfiate ad arte, il Consiglio di Amministrazione di Retesalute sta lavorando a pieno ritmo. L'obiettivo primario è sottoporre ai soci convocati in assemblea il 23 luglio il bilancio 2019 con le poste di apertura rettificate a seguito del riesame del documento contabile 2018 da riapprovare. Il lavoro è affidato a una società di revisione e al revisore dei conti Stefano Maffi. L'approvazione definitiva del bilancio 2018 che ricomprenda le errate appostazioni precedenti e del 2019 è prevista per metà settembre.Stefano MaffiPure rimasti in tre, dopo le dimissioni di Colleoni e Bianchini - quest'ultimo candidato al ruolo di direttore dell'azienda - i membri del Consiglio stanno definendo il budget 2020 e il piano triennale, documenti indispensabili per poter proseguire l'attività mantenendo in funzione tutti i servizi.Da quel che si sa lo spazio di manovra - dopo una consistente riduzione dei debiti, soprattutto verso Consolida che qualche pressione l'aveva esercitata - è circoscritto al riequilibrio dei prezzi di vendita dei servizi rispetto al loro costo di produzione e al mantenimento del contributo in conto esercizio o di funzionamento nella misura di 3,75 euro per abitante nel 2020 e 3,50 euro per abitante nel 2021 e 2022. Cifre modeste rispetto a quelle applicate in altre parti della regione da società analoghe che potrebbero scendere ulteriormente.Del resto sulla qualità dei servizi offerti da Retesalute nulla è mai stato messo in discussione. Il guaio è che probabilmente anche il prezzo di vendita ai comuni-soci è stato altrettanto "eccellente" e ciò ha consentito ai comuni stessi - in particolare durante la stretta del patto di stabilità - di ottenere servizi sociali a costi contenuti.Alessandra ColomboMa tutto questo non sembra aver indirizzato la maggior parte dei sindaci verso la prosecuzione dell'attività. Merate è capofila dei liquidatori, spalleggiato, curiosamente, da Missaglia.Quest'ultimo si rifà a pareri di non meglio precisati esperti contattati direttamente dal sindaco Bruno Crippa mentre, probabilmente, Massimo Augusto Panzeri è influenzato dalla dottoressa Vignola segretaria comunale.Ecco, avevamo già avuto modo di scriverlo: ma sono davvero di così modesto spessore i nostri sindaci da farsi condizionare dai segretari comunali?Il tema cavalcato per sostenere la tesi della liquidazione è la possibile esistenza di un dolo nella gestione contabile dal 2015 al 2019. Ma, posto che gli esperti hanno sinora parlato di "manipolazioni" che sono operazioni ben diverse dalle sottrazioni indebite, chi deve stabilire semmai l'esistenza del dolo? Un giudice penale presso un tribunale. Ragionevolmente il percorso processuale sarà lungo e l'esito finale non lo si avrà prima di cinque, sei anni.In questo lasso temporale i servizi saranno inevitabilmente ridotti e i comuni se vorranno ricostituire un'azienda speciale dovranno sborsare un mucchio di soldi.Ma se poi al termine del processo penale l'ipotesi del dolo fosse esclusa e quindi, gli imputati mandati assolti chi risponderà di tutti i soldi spesi per l'inutile costituzione di una nuova Asp? I segretari comunali? Non di certo. Se qualcuno tirerà in ballo l'ipotesi di danni erariali ne risponderanno i politici in carica.Cosa ancora più grave, in caso di liquidazione, sarà il rallentamento nell'erogazione dei servizi. Un esempio dovrebbe davvero riportare il buon senso tra i soci di Retesalute: nel solo periodo del lockdown l'azienda ha preso in carico ben 14 minori, alcuni dei quali hanno subito maltrattamenti in famiglia. La rete di assistenza pubblica oggi assicura a questi minori la necessaria protezione.Marco StocolaCome si può anche solo pensare di rallentare l'attività per affossare l'attuale azienda e ricostituirne una nuova, a rischio che parte del personale cerchi un'alternativa e le persone bisognose non godano più dell'assistenza di cui hanno estrema necessità?Ci pensino bene i sostenitori della liquidazione. Se le cose non stanno come ritengono potrebbero ritrovarsi un giorno a dover pagare un conto salato, economico magari ma, e soprattutto, di coscienza.

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