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Blog/magazine scolastico dell'Istituto Alessandro Greppi, chiamato Villa Greppi
Aggiornato: 32 min 53 sec fa

Villagreppini nell'arte 2

Mar, 17/05/2022 - 10:21

Ecco una seconda proposta di Villagreppini nell'arte, questa volta realizzati interamente da Mattia Pansera, in nostro artista di cui abbiamo pubblicato alcuni suoi schizzi, che potete andare a vedere qui.

In questa proposta i nostri attori sono stati una studentessa, Giorgia Quadri, e due insegnanti, Maria Torre e Massimiliano Cossi.

In Toronto di Shaun Downey

Ritratto di Suzy di Giovanni Boldini

Monsieur Bertin di Jean-Auguste-Dominique Ingres

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LITE SGARBI-MUGHINI. Ma è questa la televisione che vogliamo?

Mar, 10/05/2022 - 09:30

di Edoardo Gatti

Maurizio Costanzo Show è il talk-show più longevo della tv italiana, giunto quest’anno alla quarantesima edizione. Nel corso della puntata del 4 maggio, dedicata alla situazione creata dalla guerra e alle sue ripercussioni nel sociale, dallo sport all’arte, è accaduto l’improponibile: il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il giornalista Giampiero Mughini hanno dato vita ad una dura lite, venendo alle mani, il tutto per una diversa visione d’insieme sul tema trattato nel salotto. Volano parolacce (il primo ad insultare è stato Sgarbi, come di consueto), spintoni e grida nell’imbarazzo generale per uno spettacolo indecoroso che macchia ancora una volta la dignità e la credibilità del nostro Paese e della nostra società, e che coinvolge persone che dovrebbero essere colte e dare un buon esempio.

E il problema è che non è la prima volta che succedono episodi del genere, a dimostrazione di come la televisione italiana stia cadendo sempre più in basso, soffocata dal trash più totale. Ma, probabilmente, allestire questi spettacolini da quattro soldi fa comodo a qualcuno: non è un caso che con l’azzuffata tra Sgarbi e Mughini lo share del ‘’Maurizio Costanzo Show’’, magicamente, abbia avuto un’impennata. Tutto, oramai, gira intorno all’audience, agli ascolti, perché alla fine non conta la qualità del prodotto ma la sua capacità di attrarre l’attenzione delle persone, e su quanto il loro interesse porti nelle casse degli studi televisivi. Siamo abituati giornalmente a palinsesti poveri di contenuto, di reale informazione, pieni di gente insulsa che sbraita e che promuove l’ignoranza e la violenza, fisica e verbale, ad una società che invece di progredire, arretra. E ci chiediamo anche il perché. Per la verità ci sono ancora trasmissioni misurate, che trattano temi importanti con intelligenza, ma bisogna trovarli, non essere telespettatori distratti.

Le televisioni sono nate per promuovere la cultura, per informare, intrattenere, educare.

Famoso è il maestro Manzi, che tra il 1960 e il 1968 insegnò a leggere e a scrivere a un milione e mezzo di italiani. Altri show erano leggeri, semplici, ma regnava il rispetto, la buona educazione e in qualche modo contribuivano alla formazione di ogni individuo. Un altro esempio positivo di grande successo è stato Quark, il programma di divulgazione scientifica ideato e condotto da Piero Angela tra il 1981 e il 1989, seguito da Superquark dal 1995.

Oggi è tutto un rimpasto, pesante e stopposo, di cose viste e riviste, di personaggi che, nonostante abbiano già fatto danni, ritroviamo ancora in mondovisione, di reality osceni e tante altre sovrabbondanze che inevitabilmente hanno ripercussioni sul sociale, perché influenzano il linguaggio, gli ideali delle persone, soprattutto dei giovani, convinti del fatto che farsi vedere è tutto, anche a costo di perdere la dignità.

La televisione lo specchio della società o la società specchio della televisione? Una domanda apparentemente banale ma, effettivamente, vuole una risposta parecchio complessa. Di sicuro le due realtà (quella virtuale della tv e quella della vita vera) sono ormai avviluppate inesorabilmente, influenzandosi vicendevolmente. Come sempre bisogna saper scegliere, essere spettatori critici e consapevoli. Soprattutto essere coscienti che, quando si guardano stupidi reality-show o gente che litiga, si sta sprecando del tempo prezioso.

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L’ingiustizia della pena di morte e Melissa Lucio

Mer, 04/05/2022 - 10:54

di Dafne Sanua

È strano pensare che ancora nel 2022 esista la pena di morte, ma è così, e anche in Paesi avanzati.

Anche nel Texas, dove lo scorso 27 aprile era programmata la condanna a morte di Melissa Lucio, per l’omicidio di sua figlia Mariah nel 2007. La piccola è deceduta per le ferite interne riportate due giorni dopo una caduta accidentale, ma gli avvocati hanno sostenuto che si trattasse di abuso. Nonostante mancassero delle prove a sostenere l’accusa è stata immediatamente incolpata la madre, donna ispanica di 52 anni.

L’interrogatorio a cui è stata sottoposta la donna appare molto controverso, poiché è successo subito dopo la morte della figlia, in una situazione di vulnerabilità, poiché Melissa era incinta di due gemelli e in preda dallo shock dalla perdita di Mariah. Alla donna è stato domandato diverse volte se avesse ucciso la bambina, e dopo numerose risposte negative Lucio, probabilmente esausta, ha risposto “è probabile che sia io responsabile”. È su questa frase che si basa l’accusa di omicidio, una frase interpretabile in diversi modi, che è però stata estremizzata al processo.

Per questo migliaia di persone in America, ma anche nel resto del mondo, si sono attivate per salvare Melissa. La battaglia per provare la sua innocenza è stata mandata avanti dai suoi 13 figli, che non hanno mai accusato la madre e hanno sempre sostenuto la sua liberazione. "Non vogliamo che nostra madre venga giustiziata” ha detto alla Cnn il figlio maggiore, John “Abbiamo già perso nostra sorella, e ora perdere nostra madre per un incidente è semplicemente orribile". Questa lotta va avanti dal 2008 ed è stata chiamata “The State of Texas vs. Melissa”, su cui è anche stato fatto un documentario nel 2020.

La madre doveva essere giustiziata con un’iniezione letale in un carcere del Texas qualche giorno fa, ma 48 ore prima dell’esecuzione la Corte d’appello dello Stato ha posticipato la data di 120 giorni. Questo permetterà alla difesa di rivedere le prove che potrebbero finalmente provare la sua innocenza.

La condanna per pena di morte accade nella patria della democrazia, gli Stati Uniti d’America, dove oggi la Corte Suprema pensa anche di abolire la libertà di aborto. Fatti inaccettabili in una visione democratica e liberale. Fatti che devono farci pensare e allertare, perché il rispetto della persona e delle libertà individuali sono tra le basi della nostra cultura europea contemporanea.

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PROGETTO EUTHOPIA: tre anni entusiasmanti

Mar, 03/05/2022 - 09:47

di Sarah Mazzarelli

Quante volte abbiamo sognato di andare in un altro paese per uno scambio culturale e una nuova avventura? È proprio questo ciò che tratta, o meglio, trattava, il progetto Euthopia, nominato anche “Erasmus +”. Questa attività è giunta al termine settimana scorsa, con la migliore conclusione che ci si potesse aspettare: la mobilità in Italia. Ma andiamo per ordine.

L’inizio ufficiale del progetto è nel 2019, quando 24 studenti per ogni scuola (Italia, Germania, Spagna, Lettonia, Norvegia) vengono selezionati per l’Erasmus, che si pone l’obbiettivo di analizzare tre tematiche, quali ambiente e inquinamento, parità di genere, immigrazione, sotto il punto di vista temporale (nel passato, al giorno d’oggi e in previsione del futuro) e territoriale (in ogni Paese partecipante) e permette a chi aderisce di compiere dei viaggi. La voglia e le idee sono tante e vengono realizzati interviste ai nonni e video per la prima mobilità in Spagna, tenutasi nel febbraio 2020; purtroppo l’arrivo della pandemia, imprevedibile, ha smorzato l’entusiasmo iniziale, ma non ci si è fermati: dopo un periodo di “freeze”, la soluzione più plausibile è la mobilità virtuale, ovvero un viaggio… dai pc! Per quanto non si è potuto eguagliare la bellezza di visitare per una settimana un paese nuovo, la noia non si è mai presentata: tra video ricette, proposte su come agire concretamente, il progetto è andato avanti con questo tipo di mobilità in Lettonia e in Germania.

La fortuna è stata dalla nostra parte, quando finalmente si è potuto tornare alle modalità iniziali, e il viaggio in Norvegia è stato entusiasmante e particolare: una realtà diversa da quella italiana, e i ragazzi hanno stretto forti legami con i norvegesi, così come era successo in Spagna.

Rimane quindi l’ultima vista: quella in Italia. Abbiamo ospitato 24 ragazzi e ragazze, 6 per ogni nazionalità, ed è stato un successo, per le attività svolte, ma soprattutto per il divertimento e le amicizie che si sono formate.

Dal punto di vista prettamente operativo ci siamo serviti della disgrazia della guerra in Ucraina e l’abbiamo collegata ai tre argomenti: come essa agisca sugli stessi e quali conseguenze porti; cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione e cosa accadrà se non facciamo nulla. Il risultato di questi tre anni di progetto è racchiuso in diversi pannelli che ci siamo impegnati a realizzare, che sono esposti a scuola, di fronte l’aula magna, oltre ai precedenti cartelloni appesi nelle pareti del locale delle stampanti.

Per l’aspetto ludico abbiamo organizzato una pizzata con tutti i ragazzi, una gita a Milano e, ciliegina sulla torta, abbiamo visitato Verona e Sirmione sul lago di Garda (in cui i nostri cari lettoni hanno avuto anche il coraggio di fare una nuotata).

Ma com’è l’Italia vista da un occhio straniero? È piacevole scoprire come tutti i ragazzi siano rimasti affascinati dal nostro paese, vivendoci solo una settimana. Principalmente la cultura, la nostra routine, soprattutto la musica e il cibo, sono le cose che li hanno stupiti maggiormente. Ma il complimento più importante è stato come hanno adorato noi italiani, “friendly and welcoming”.

In generale, venire a conoscenza di diverse prospettive e opinioni, potendo anche confrontare i vari contesti è il motivo principale per cui ognuno ripeterebbe questo progetto, che è stato in grado di unire tante diverse sfumature, in un bellissimo dipinto.

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GREPPI RUN: grande successo!

Mar, 03/05/2022 - 08:28

I numeri parlano da soli: 1500 partecipanti di ogni età, 90 volontari che hanno contribuito al successo di questa prima edizione della Greppi Run, un evento ludico a passo libero organizzato dal gruppo dei docenti di scienze motorie capitanato dal prof. Pasquale Toscano.

Si poteva partire tra le 7.00 e le 9.30, con arrivi fino alle 13.00.

Tra gli eroici volontari troviamo i docenti di scienze motorie dell’istituto, parecchi ragazzi delle classi 3-4-5 coinvolti sul percorso, alle iscrizioni, al servizio baby sitter, al ristoro, sul palco come intrattenimento musicale. Ma anche alcuni volontari dell’associazione Bike action team Galgiana e gli alpini di Monticello Brianza coinvolto nella preparazione del the.

(Le fotografie sono state scattate dal prof. Renato Peruffo)

Bellissimo il tempo, che ha sicuramente reso la camminata/corsa più piacevole ed euforica l'atmosfera all'arrivo, con la band che allietava suonando, le ragazze che offrivano il tè ai partecipanti e i tanti saluti tra chi si conosceva e ritrovava.

I percorsi erano tre a scelta, di 7-10-13 km nel verde del parco della Valletta, passando per il parco della storicaVilla Greppi di Monticello.

Un grazie a chi ha permesso lo svolgersi della manifestazione: il dirigente Dario Crippa e il Sindaco di Monticello e Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hoffman.

Un ringraziamento anche agli sponsor: lo sponsor principale Maxi Sport, a seguire Iperal, Am Antinfortunistica, Cab Barzanó, colorificio grafica Limonta, ristorante pizzeria Time out di Barzanó , La PASTIZZERIA, Andrea Bonazzi il giardiniere, Coffee caps.

Presenti anche con uno stand l’associazione di volontariato “Un atomo di ossigeno”, fondazione nata in ricordo dell’ex alunno Davide Di Carlantonio scomparso tragicamente nell’estate 2020.

(Le fotografie sono state scattate dalla prof.ssa Claudia Molteni)

Sono stati conferiti anche dei premi (un pacco salumi offerto da Effesalumi S.A.S. di Fumagalli Angelo & C):

Gruppo più numeroso:

1.Gp Gruppo Podistico Marciacaratesi

2. ASD Avis Oggiono

3. Atletica 42195 Blu Frida Barzanó

4 Gruppo Marciatori Desio

Premio speciale

1. Gruppo leva del ‘60 “I Primi Villagreppini”

Per concludere possiamo sicuramente sostenere che è una stupenda iniziativa da ripetere, un momento di grande aggregazione. Ringraziamo perciò in modo speciale gli insegnanti di educazione motoria!

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Mattia Pansera, villagreppino, e la sua arte

Mer, 27/04/2022 - 10:29

di Sara Cogliati

Qualche tempo fa ho notato che a destra della pagina home del blog ci sono delle immagini che riproducono quadri famosi con i volti dei villagreppini. Ho trovato il progetto meraviglioso perché dà spazio alla creatività e permette di scoprire affascinanti dipinti che non si conoscevano.

Poi ho scoperto di avere tra le mie conoscenze Mattia Pansera, 4LB, uno dei ragazzi che ha preso parte al progetto, il quale ha un interesse per l’arte. Così ho deciso di intervistarlo circa l’attività a cui partecipa e la sua passione artistica in generale.

1. Com’è nato il progetto di riproduzione dei quadri nella realtà?

La prof.ssa Claudia Molteni Ryan ce l’ha proposto come attività alternativa all’ora di religione. Questo progetto è iniziato prima della pandemia, ma si è interrotto a causa della didattica a distanza, che non ha permesso la partecipazione degli studenti. Quest’anno invece chiediamo agli alunni e ai docenti di Villa Greppi di prestarci il loro volto, così da coinvolgerli. Poi curiamo i dettagli: oltre a ricercare il dipinto da riprodurre, utilizziamo vestiti e/o oggetti per completare l’immagine e infine, a volte, creiamo lo sfondo tramite Photoshop.

2. Ne avete fatta una anche con il preside, vero?

Sì, esatto. Il preside è stato molto contento di far parte di una delle nostre foto. Il nostro scopo è proprio quello di coinvolgere più persone possibili.

3. Partecipi anche ad altri progetti artistici della scuola?

Sì, ho preso parte a quello della Street Art. Secondo me è il progetto più bello a cui ho partecipato finora, perché dobbiamo unire le menti di venti ragazzi per realizzare un mural con un artista di fama internazionale, Alessandro Battisti in arte Etnik.

4. Da quando è nata la tua passione per l’arte?

È nata in maniera spontanea. Ho sempre disegnato, sin da piccolo, ma non ho mai frequentato dei corsi. Inizialmente riproducevo solo quello che mi piaceva, adesso cerco di dare anche un significato come nel progetto della street art. Difatti il nostro obiettivo non è solo realizzare in sé il mural, ma dargli un significato profondo.

5. Curiosando sui social ho visto che hai una pagina Instagram dedicata ai tuoi disegni. Perché hai deciso aprirla?

Di tanto in tanto riorganizzo i miei disegni e mi riguardo quelli vecchi per vedere il progresso. Una volta mi è venuto in mente che potevo creare una pagina a parte. In verità avevo già una sezione delle storie in evidenza dedicata ai disegni sul mio profilo personale, però sentivo che non gli dava abbastanza importanza. Perciò ho creato l’account @mattia_pansera_art, così posso condividere questa parte di me.

6. A cosa ti ispiri quando disegni?

Parte tutto dal mio senso estetico. Creo degli ambienti che mi piacciono, concentrandomi sulla loro architettura. In pratica unisco il bello alla tecnica del design. A volte invece parto da un’atmosfera o da un’emozione che voglio comunicare. Non sempre ci riesco, ma è soddisfacente quando ce la faccio.

7. Per te è più importante il sentimento o l’estetica che un’opera comunica?

Secondo me il sentimento è più rilevante perché l’arte è una forma di comunicazione. Che sia un proiettare i propri sentimenti nel dipinto come uno sfogo o che sia un messaggio alle altre persone, l’importante è che dietro abbia un significato. Sì, è vero, l’estetica è una prerogativa dell’arte, ma bisogna ricordarsi che nasce come mezzo di espressione.

8. Ti piacerebbe lavorare professionalmente a contatto con l’arte in futuro?

Sì, mi piacerebbe tanto. Quando ho partecipato a incontro con un docente dello IED, L’istituto Europeo di Design, mi sono ritrovato molto nel discorso che ha pronunciato. Penso che l’arte sia nelle mie corde per cui sto valutando di continuare il mio percorso di studi all’università in questa direzione.

9. Come i lockdown hanno influenzato la tua arte?

In maniera positiva, devo dire, perché durante le quarantene ho ritagliato un po’ più di tempo per me stesso. Quindi ho avuto la possibilità di conoscermi come persona, ma anche per approfondire le mie conoscenze. Infatti ho preso spunto dai video di altri artisti su YouTube e ho provato a riprodurre i loro disegni, in modo da migliorare la mia tecnica.

Ringrazio Mattia per aver risposto alle mie domande. Vi ricordo che potete vedere i suoi disegni sull’account @mattia_pansera_art mentre le foto che riproducono i quadri nella realtà li trovate sul blog nella sezione “arte e villagreppini”.

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10 cose che ci rendono felici

Mar, 26/04/2022 - 09:32

elaborato dalla classe 3SC

Attraverso questo progetto siamo riusciti a evidenziare 10 cose fondamentali per noi, fonti di felicità anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo.

- La prima è indubbiamente la famiglia “non dev’essere perfetta, l’importante è che sia unita qualunque cosa accada”. Infatti con essa guadagniamo uno scudo contro ogni ostacolo e riusciamo a condividere momenti di felicità anche nei periodi più dolorosi. Dobbiamo quindi soffermarci a pensare a quanto siamo fortunati a possederne una pronta ad aiutarci sempre;

- Un altro aspetto importante è l’amicizia “l’amicizia è una singola anima che vive in due corpi”. Quando troviamo un amico troviamo qualcuno con cui ridere o confidarci. Durante la pandemia siamo stati molto limitati sotto questo aspetto ma, essendo stata una cosa improvvisa, ci ha aiutato a crescere e solidificare i nostri rapporti.

- La salute “non è tutto ma senza salute tutto è niente”. Quest’ultima spesso viene data per scontato, anche se, senza essa molti aspetti della nostra vita diventerebbero secondari e le limitazioni pressanti.

- Un “luogo” dove ci possiamo rifugiare nei momenti difficili è la musica “la musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”. Questa è uno degli strumenti più forti per unire le persone, difatti nonostante siano diverse o sconosciute una all’altra, sono accumunate da emozioni scaturite dalla stessa canzone.

- La completa conoscenza di noi stessi può derivare anche dalla consapevolezza “senza essa l’esistenza stessa non avrebbe una destinazione e non si evolverebbe. Senza resteremmo a un punto fermo”. Questo concetto è importante per riconoscere i segnali emotivi del nostro corpo, migliorare la nostra concretezza e ci permette di scegliere il percorso più ottimale per il raggiungimento dei nostri obbiettivi. Correlata sarà la spensieratezza, una delle sensazioni più desiderate, in quanto ci porta ad affrontare la quotidianità con uno spirito libero

- Lo sport svolge un ruolo di grande aiuto a livello fisico e mentale. Tutti gli sport ci permettono di acquisire una maggiore autostima e fiducia in noi stessi, oltre al buon impatto che hanno sulla salute.

- L’amore è quel sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercare la compagnia. Una forza da cui siamo guidati che rende tutti più buoni.

- La stagione più attesa da noi ragazzi è sicuramente l’estate, dove finiscono le angosce, le ansie e le preoccupazioni e iniziano il divertimento e la spensieratezza.

- Per vivere al meglio bisogna godere di un diritto fondamentale: la libertà “non è un regalo: è una conquista, per diventare libero fuori dovrai prima imparare ad esserlo dentro”. Infatti è un ideale da difendere in quanti non tutti al giorno d’oggi la possiedono.

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